Lug 04, 2018 13:26 Europe/Rome
  • L’Iran e’ al collasso: una menzogna che ad alcuni piace raccontare

La BBC in lingua persiana, la tv Al-Arabiyah dell’Arabia Saudita, Voice of America in persiano, sono queste le “fonti” che nei giorni scorsi hanno parlato di “collasso” dell’economia in Iran, facendo previsioni inverosimili sulla fine della Repubblica Islamica e sulla possibilita’ di un “regime change”, tanto voluto da Mike Pompeo e da Donald Trump.

E’ chiaro che i media citati, per via della loro provenienza, sono assolutamente schierati e parziali per quanto concerne le realta’ dell’Iran.

In Italia, c’e’ chi ha cercato di sminuire le realta’ belle che in questioni giorni hanno caratterizzato il panorama iraniano.

Le ottime partite della nazionale (Team Melli) ai mondiali, la decisione tanto attesa di far entrare le donne negli stadi, il fatto che in questo momento sia in corso la “Settimana del Cinema Italiano a Teheran”, il fatto che il presidente Rohani sia in Europa (Svizzera e Austria), per risolvere ancora una volta, con civilta’ e dialogo, i problemi venutisi a creare nell’ambito della politica internazionale, dopo che l’8 maggio scorso, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi senza ragione, dall’accordo che il governo americano aveva firmato nel luglio del 2015, assieme ad altre 5 potenze mondiali, con l’Iran.

E’ vero che le sanzioni colpiscono, ma non e’ la fine.

Nonostante il fatto che l’AIEA, l’agenzia dell’Onu per il nucleare, confermi che l’Iran ha rispettato i suoi impegni, Donald Trump si e’ ritirato dall’accordo nucleare.

La stragrande maggioranza della comunita’ internazionale, conferma che si e’ trattato di un’azione deplorevole da parte del presidente Donald Trump e che l’accordo nucleare con l’Iran, e’ stato un bene per il mondo. A partire dalla stessa Ue, che per voce del commissario Federica Mogherini, ha piu’ volte espresso sostegno all’accordo nucleare (in gergo tecnico JCPOA), e l’ultimo aggiornamento, e’ che l’Europa offrira’ all’Iran pure un pacchetto di incentivi, per salvaguardare l’accordo anche senza gli Stati Uniti.

Nonostante tutta questa buona volonta’ politica dell’Iran, che l’Europa riconosce chiaramente, il ritorno delle sanzioni americane, che essendo anche extraterritoriali minacciano di colpire pure le aziende europee che lavorano con l’Iran, alcune societa’ europee hanno dichiarato che si ritireranno dall’Iran. Anche se, bisogna menzionarlo, l’ultima parola non e’ ancora stata detta, proprio perche’ l’Ue potrebbe introdurre misure per proteggere le sue aziende che lavorano con l’Iran da rappresaglie Usa.

Del resto con la questione dei dazi imposti all’Ue, non sarebbe nemmeno la prima volta che gli europei si troverebbero nettamente in disaccordo con il tycoon newyorkese.

In questo scenario, la momentanea instabilita’ creata dal ritiro di Donald Trump, ha avuto degli effetti economici in Iran.

C’e’ stata una svalutazione del rial, la moneta nazionale, nei confronti del dollaro, il blocco di molte transazioni e un aumento dell’inflazione. Questioni che pero’ non sono una novita’ per una nazione che da 40 anni se la vede con sanzioni americane.

La gente ha invitato il governo, anche con proteste pacifiche, ad occuparsi di alcune proprita’ inerenti all’economia ed al carovita, e la risposta del governo c’e’ stata. Nel sud dell’Iran, poi, vi sono state delle proteste, per il calo della qualita’ dell’acqua dei rubinetti (problema gia’ risolto, tra l’altro). Due questioni che non sono connesse, ma che si sono verificate piu’ o meno negli stessi giorni.

Persone poco informate, o alternativamente, persone in malafede, hanno cercato di collegare i due eventi.

Alcuni individui, in Italia, credono che le proteste siano segno di debolezza. Al contrario, a nostro avviso, indicano la maturita’ politica di un popolo che  all’interno di un sistema democratico, e’ consapevole di poter protestare.

I presunti video sulla polizia che spara ai manifestanti ed ecc…sono poi invenzioni dei soliti BBC, VOA, Al-Arabiyah, che certo non possono venire a dire che il loro piu’ grande nemico, e’ il paese piu’ progredito del Medioriente.

Alcuni individui, in Italia, potrebbero definire “un attacco” questo articolo (probabilmente per attirare l’attenzione), ma alcune precisazioni su nozioni inesatte, non sono un attacco.

Il problema non e’ raccontare, il problema e’ non mentire.

Il nostro dovere, come radiotelevisione del nostro paese, e’ informarvi di cio’ che non e’ reale e che purtroppo viene scritto sull’Iran. Anche a costo di ricevere minacce e intimidazioni, che purtroppo, nei giorni scorsi, ci sono state nei nostri confronti. 

Ognuno non ha il diritto di esprimersi liberamente?  

Alcuni individui, in Italia, dicono che l’Iran e’ al collasso.

Questa e’ una menzogna che esce fuori ogni tanto, da anni.

Lo dissero nel 1979, quando scappo’ lo Scia’. Lo scrissero nel 1980, al momento della crisi delle spie americane arrestate a Teheran. Lo dissero quando Saddam aggredi’ il paese dal 1980 al 1988. Lo dissero quando nel 1996 gli americani fecero l’ILSA, la legge di sanzioni contro l’Iran. Lo dissero, lo scrissero, lo sognarono, dovremmo dire, ma l’Iran e’ li’, piu’ forte, piu’ bello e soprattutto sempre in crescita.

L’Iran ha tantissimi difetti da aggiustare, ma nessuno puo’ negare che ha sempre fatto un percorso in avanti.

Lasciamo a voi lettori il giudizio su questi individui, che hanno tanta voglia di infangare il nome dell’Iran e farlo apparire debole. Anche noi, come voi, abbiamo tante domande.

Perche’ lo fanno? Seguono un’agenda particolare? L’obbiettivo e’ arrivare alla guerra all’Iran? Si vuole umiliare l’Iran per vendetta, perche’ fino ad oggi ha voluto essere indipendente? L’Iran paga per non essersi sottomesso, come altre nazioni, agli Stati Uniti?

Non sappiamo perche’ e per conto di chi agiscono certe persone, ma sappiamo per certo che l’Iran, oggi e’ la nazione piu’ interessante del Medioriente per sviluppo economico (oltre il 4% nell’anno scorso e sugli stessi valori secondo le previsioni per quest’anno), e’ il 16esimo paese al mondo e primo in Medioriente per produzione di scienza (per numero di pubblicazioni scientifiche ISI) ed il number one sotto tanti aspetti.

E’ il paese dove il 70% degli studenti universitari e’ di sesso femminile, e’ il primo paese del Medioriente dove storicamente le donne hanno iniziato a votare, e’ il secondo paese al mondo per numero di laureati in ingegneria, e’ un paese giovane con l’eta’ media di 29 anni e negli ultimi 250 anni non ha aggredito nessuna nazione straniera. Non e’ solo il quarto produttore di petrolio al mondo, il maggiore al mondo per riserve di gas, il numero uno della regione per la tecnologia nucleare, aerospaziale, la nanotecnologia (ritenuto tra i primi 10 al mondo), l’ingegneria genetica, la ricerca medica; e’ un paese dove secondo amici e nemici, la gente ti accoglie con un sorriso.

Le sanzioni di Trump non cambieranno tutto questo, come non potranno piegare l’Iran. Da 40 anni la scommessa e’ questa. C’e’ chi dice che per sopravvivere c’e’ bisogno dell’America; e vuole inculcare questo concetto anche al popolo italiano e non solo a quello iraniano. C’e’ invece l’Iran che dice che un popolo, puo’ essere solo sottomesso alla sua stessa volonta’ ed alle sue leggi.

Ed aumentano ogni anno le nazioni che lo dicono, malgrado il volere gli Stati Uniti.

Come ha detto il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, chi ha dei dubbi, puo’ prendere un volo per Teheran e venire a vedere. Tantissimi italiani, fortunatamente, negli ultimi anni, hanno visitato l’Iran ed e’ possibile ascoltare, anche attraverso il nostro sito, le loro testimonianze sull’Iran.

Buon ascolto!

 

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