Sep 19, 2019 07:31 Europe/Rome
  • Sanzioni all'Iran; reazione di Trump all'umiliazione saudita nell'attacco yemenita all' Aramco

TEHRAN (Pars Today Italian) - Dopo gli attacchi con i droni alle raffinerie dell'Arabia Saudita, gli Stati Uniti sono tornati di nuovo e come sempre con le solite ed infondate accuse contro l'Iran.

Il president Donald Trump ha ordinato al Dipartimento del Tesoro statunitense di lanciare sanzioni economiche piu dure nei confronti della nazione iraniana .

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif  mercoledi' sera  sulla sua pagina Twitter ha scritto: "L'escalation della guerra economica degli Stati Uniti con la nazione iraniana è una confessione che gli Stati Uniti stanno deliberatamente prendendo di mira i cittadini iraniani, infatti il terrorismo economico e' illegale e anti umano dunque l'America dovrebbe fermare la guerra ed il terrore finche' tutti  possono avere la sicurezza".

Il capo della diplomazia iraniana ha anche affermato che la campagna di massima pressione di Washington contro Tehran è fallita, e poi ha consigliaro il presidente degli Stati Uniti di tornare a rispettare l'accordo sul nucleare iraniano del 2015 (il Piano d'azione congiunto globale (JCPOA, BARJAM in farsi). se "vuole un posto al tavolo dei negoziati".

"La politica iraniana è sempre stata coerente e continueremo questa politica", ha affermato ancora Zarif. "Continueremo a rispettare i nostri impegni internazionali".

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha affermato, mercoledì 18 settembre, che l’attacco contro gli impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, del 14 settembre scorso, possono essere giustificati e rappresentano un avvertimento da parte del popolo yemenita.

Per il presidente, si è trattato di “operazioni yemenite” che mirano ad invitare l’Arabia Saudita a porre fine al conflitto in Yemen. “Non hanno colpito un ospedale, una scuola o un mercato per suscitare rabbia ma hanno colpito un centro industriale per avvertirti e per far sì che impari la lezione” è stato riferito da Rouhani, il quale ha affermato di non volere intraprendere un conflitto nella regione ma la sua domanda è stata: “Chi ha iniziato la guerra?”. La risposta comprenderebbe Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, alcuni Paesi europei e l’entità sionista che, per il presidente iraniano, hanno innescato una guerra e distrutto lo Yemen. Ora, però, il popolo yemenita ha voluto esprimere la propria rabbia, in quanto “obbligato a rispondere alla violenza e al flusso di armi proveniente da Stati Uniti e Europa” e perché non si può non reagire in un quadro di legittima difesa, di fronte ad un Paese distrutto. A detta di Rouhani, le accuse rivolte contro l’Iran da Washington, circa il suo coinvolgimento negli attacchi contro Aramco, sono infondate e mirano a fare pressione su Teheran. Tuttavia, il presidente ha evidenziato che, se davvero gli Stati Uniti vogliono negoziare con il proprio Paese, non sarà possibile dialogare in un contesto caratterizzato da sanzioni e pressioni. Nella medesima cornice, il 18 settembre, l’Iran ha altresì annunciato di aver inviato un memorandum ufficiale agli Stati Uniti, mettendoli in guardia da qualsiasi eventuale misura che si intende intraprendere contro Teheran e ha negato ogni implicazione negli attacchi del 14 settembre. Il memorandum è stato inviato il 15 settembre all’ambasciata svizzera, posta alla salvaguardia degli interessi statunitensi in Iran. 

Tag

Commenti