Dic 07, 2019 11:32 Europe/Rome
  • Il popolo dell’Iran in balìa dell'amministrazione Usa

di Davood Abbasi

La situazione creatasi in Iran in questi mesi dimostra come sia oltre la più perfida immaginazione la decadenza morale della politica statunitense. Seppur questa affermazione possa sembrare esagerata, basterà apprendere le realtà che seguono per poter dare conferma.

L’atto finale della congiura

Negli ultimi giorni il responsabile dell’amministrazione Usa per gli affari sull’Iran, Brian Hook, ha annunciato che nelle proteste in Iran sarebbero morte “circa mille persone”. Un bilancio privo di qualsiasi documento, mentre la stima di Amnesty International parla di 200 persone. Persino nei nomi esibiti da Amnesty International (AI), si trovano persone ancora vive, e persone morte per cause naturali (come incidenti stradali) e cosi bisogna concludere che le vittime degli scontri in Iran sono minori della stima di AI.

Brian Hook, cerca visibilmente di falsare e strumentalizzare un fatto dispiacevole verificatosi in Iran per screditare il governo iraniano. Ma è l’unica azione ostile degli americani?

Un piano perfido

A partire dall’agosto del 2018, in realtà, l’amministrazione Trump non ha pensato ad altro; imporre sanzioni, creare problemi economici acuti in Iran e conseguentemente innescare rivolte interne contro il governo.

In altre parole, Brian Hook non sta strumentalizzando un qualcosa che si sia creato da solo, ma strumentalizza i morti di una rivolta che l’amministrazione Trump ha programmato e cercato di innescare da almeno due anni.

Le sanzioni prima sulle transazioni bancarie (agosto 2018), poi sulla vendita del petrolio ma con delle esenzioni per 9 paesi (4 novembre 2018), poi la fine delle esenzioni (maggio 2019) e la riduzione delle vendite di petrolio dell’Iran ad un quinto, sono azioni dell’amministrazione americana che sperava in un collasso dell’economia iraniana e in rivolte interne.

Come sono andate le cose

Alla fine il governo iraniano, soprattutto preoccupato per l’effetto delle sanzioni e della conseguente inflazione sui ceti poveri della società iraniana, ha deciso di attuare una manovra.

Il prezzo della benzina è stato portato da 0.08 (8 centesimi) di euro al litro a 0.24 al litro, ed i soldi provenienti dalla manovra sono stati versati direttamente ai conti correnti di 60 milioni di iraniani col reddito minore (su un totale di 82 milioni di abitanti).

Ma oltre a innescare la crisi economica che ha portato al caro benzina e a ingrandire le cifre dei morti delle proteste seguite a ciò, gli americani hanno fatto altro?

La solita azione di intelligence stile Pinochet

Gli individui arrestati in questi giorni in Iran (otto persone hanno legami diretti con la Cia), hanno permesso alle autorità iraniane di ricostruire il puzzle.

Gli americani hanno anche inviato in Iran persone (pure dall’estero), che usando persino le armi, hanno cercato di intensificare quelle che erano e potevano rimanere semplici proteste pacifiche. Infatti nelle proteste recenti, diversi morti sono membri delle forze dell’ordine dell’Iran, che sono stati uccisi sparando pallottole.

In altre parole, mentre c’erano delle proteste pacifiche, gente assoldata dal governo statunitense, ha sparato alla polizia ed ha agito violentemente per scatenare scontri.

Ricapitolando

Quindi prima la pressione economica per creare proteste, poi l’infiltrazione di agenti e criminali pronti a far degenerare le proteste pacifiche e poi il tentativo di ingrandire la cifra dei morti per far pressione sull’Iran.

Per completare il piano, è proprio di questi giorni un’altra “iniziativa”del governo americano. La pressione fortissima su alcuni paesi europei solitamente indipendenti, almeno sulle questioni umanitarie, come la Svezia, per non vendere vaccini e medicine all’Iran.

Dal 1979, gli iraniani, nelle loro celebrazioni annue della rivoluzione, bruciano la bandiera americana e chiamano “Grande Satana” il governo americano.

L’insieme delle azioni degli ultimi mesi nei confronti dell’Iran, se non “sataniche”, come possono essere qualificate?

 

Tag

Commenti