Gen 03, 2020 15:43 Europe/Rome
  • Trump uccide l’eroe della guerra all’Isis e dichiara guerra all’Iran

di Davood Abbasi

Soltanto nell’Iran rivoluzionario creato da Khomeini, il figlio di una famiglia di contadini della povera regione del Kerman, avrebbe potuto diventare l’uomo più potente del Medioriente, ma sopratutto l’uomo più amato dagli iraniani e dagli sciiti del mondo.

Qassem Soleimani, l’uomo la cui corsa è finita nella notte, all’età di 62 anni e a due passi dall’aeroporto di Baghdad, assassinato da un missile sparato da un elicottero americano, era un generale militare, che a dispetto del suo ruolo, aveva conquistato i cuori della gente.

I suoi atti di eroismo, la capacità di organizzare le forze popolari e la fede ferrea, gli avevano permesso di svolgere un vero e proprio capolavoro: la neutralizzazione completa dell’ISIS in Iraq e Siria.

Proprio quell’Isis che colpiva coi suoi odiosi attentati l’Europa, venne debellato grazie alla mente del generale Soleimani. Ora, quando Donald Trump ha ordinato direttamente la sua eliminazione fisica, i primi ad essere contenti nella regione, sono sicuramente i terroristi dell’Isis.

Soleimani era amato dalla gente perchè proveniva da una famiglia umile, si era fatto le ossa nella guerra Iran-Iraq, tra il 1980 ed il 1988, ed aveva appreso come combattere a mani vuote.

Negli ultimi anni aveva organizzato le forze di resistenza popolari in Iraq e Siria, combattendo l’Isis. Aveva coordinato le operazioni contro i talebani in Afghanistan.

Aveva salvato le città curde dell’Iraq dall’assedio dell’Isis, aveva aiutato la resistenza libanese nelle azioni contro Israele; amici e nemici lo avevano lodato e persino i media americani avevano ammesso il suo ruolo nella sconfitta dell’Isis.

Non era un alleato degli Usa, ma era un eroe della lotta contro il terrorismo in Medio Oriente. Perchè ucciderlo?

Una dichiarazione di guerra

Che Trump se ne sia accorto o meno, la sua decisione ha dato già inizio alla guerra aperta contro l’Iran. Finora Iran e Stati Uniti si erano combattuti in guerre per procura in Medio Oriente ma molte volte avevano anche collaborato, come nel caso della lotta ai talebani o all’Isis. Per non parlare della pace che avevano raggiunto nel periodo Obama, e che proprio Trump ha rovinato strappando l’accordo nucleare.

L’assassinio di Soleimani, però, è quello che il vice-presidente iraniano ha definito “oltrepassare la linea rossa”.

Dopo la sua morte ha preso parola direttamente la guida suprema proclamando 3 giorni di lutto nazionale e promettendo la vendetta.

A questo punto il problema non è più “se l’Iran risponderà o meno”, ma “come, dove e con quali dimensioni reagirà”.

C’è un precedente che può essere utile. Nel 2017 l’Isis colpì Teheran e qualche giorno dopo, proprio i Pasdaran colpirono un loro covo in Siria. L’Isis uccise a Teheran 17 persone, i Pasdaran uccisero 170 capi dell’Isis.

La regione del Medio Oriente è piena di basi militari americane piene di soldati. Tutte sono sotto il tiro dei missili iraniani, che sono ad alta precisione. L’Iran può fare una vera e propria strage di soldati americani. Colpire una base? Colpirne due? I morti possono essere 100, 200, un migliaio?

Sono tutte cose risapute e sicuramente Donald Trump era stato informato della capacità di risposta dell’Iran. Ma allora, perchè Trump ha deciso di uccidere lo stesso il generale Soleimani?

La guerra per garantire la rielezione

L’Iran risponderà e Trump lo sapeva. Quindi il presidente americano vuole avviare la guerra?

Trump come conta di sconfiggere militarmente un paese potente come l’Iran?

Sconfiggere l’Iran o occuparlo o qualsiasi cosa di simile, è esattamente impossibile. Trump però ha deciso di scatenare la guerra.

Sono totalmente ridicole, poi, le giustificazioni che certa stampa occidentale tenta di dare per l’azione americana. La morte di un contractor americano il 27 dicembre, ucciso da ignoti, filo-iraniani secondo gli Usa, o i danni arrecati al muro dell’ambasciata americana, non sono una ragione plausibile per l’eliminazione di Soleimani. Ed è pure falso e pretestuoso dire che stava progettando azioni contro gli americani. Cosa che non aveva mai fatto, del resto.

L’unica spiegazione plausibile, è che Trump abbia intenzionalmente avviato una guerra con l’Iran per essere rieletto, anche perchè nella storia degli Usa, un presidente in guerra non è mai stato privato del sostegno dell’elettorato.

La riflessione finale però è questa: per fare il presidente 4 anni di più, vale la pena mettere a repentaglio la vita di migliaia di americani e iraniani (potrebbe essere il numero dei morti, solo nei primi scambi di fuoco e di missili tra i due)?

Per 4 anni di potere in più, soldi in più, qualche donna del malaffare in più, Donald Trump scatena una guerra.

Perchè il nostro mondo e la pace in un’intera area come il Medio Oriente deve essere prigioniera di un simile personaggio?

Le prossime ore

L’Iran piangerà il martirio del suo figlio, e molto presto scatenerà l’inferno, molto più di quanto lui possa pensare.

A quel punto toccherà a Trump decidere se andare in guerra o ritirarsi. Tutto pero' lascia credere che lui voglia proprio la guerra.

L’Iraq

Persino nella morte stessa di Soleimani, si cela una vittoria per l’Iran e più in generale le nazioni della regione.

Gli americani sono stati cosi irresponsabili da assassinare insieme a Soleimani il comandante dell’esercito di volontari iracheno e cinque membri del Parlamento di Baghdad.

L’opinione pubblica irachena è in questo momento indignata per la violazione del suo spazio aereo e della sua sovranità ed anche per l’assassinio dei suoi figli.

Che la guerra tra Iran e Stati Uniti ci sia o meno, Trump ha perso per sempre la sua influenza in Iraq ed è strasicuro che le forze americane verranno attaccate dalle forze popolari irachene.

Se l’obbiettivo era annullare l’influenza iraniana in Iraq, ora Iran e Iraq sono partecipi nel lutto che li accomuna per i loro martiri e chiaramente ciò renderà più forte l’alleanza tra Teheran e Baghdad.

Come la prima guerra mondiale

Il problema di una eventuale guerra, sarebbe che con un attacco americano all'Iran, molti paesi sarebbero costretti a intervenire.

Scatterebbero le alleanze in Medio Oriente. Cina e Russia, appena reduci da esercitazioni militari con l'Iran, non entrerebbero in guerra, ma sicuramente farebbero avere buone armi a Teheran. Gli alleati regionali dell'Iran, ossia Iraq, Siria, Hezbollah libanese e persino Hamas potrebbero entrare in azione. 

Potrebbe cambiare anche lo scenario in Yemen e sicuramente anche Arabia Saudita e Israele interverrebbero. Paesi piccoli come Giordania, Qatar, Emirati, Bahrain ed ecc... entrerebbero nel conflitto senza volerlo; forse pure la Turchia si affaccerebbe per giocare la sua partita.

Ai margini di tutto, non osiamo pensare come andrebbero a finire i rifornimenti di petrolio e quale quota potrebbe raggiungere il barile. Uno scenario apocalittico che non e' a favore di nessuno e che penalizzerebbe molto anche l'Europa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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