Feb 13, 2020 13:49 Europe/Rome
  • Economia della Resistenza: Iran baratta farmaci con il cibo del Sudamerica

Medicine in cambio di cibo: è la formula di baratto trovata dall’Iran, in tempo di sanzioni, per esportare i prodotti della sua ottima industria farmaceutica e ricevere in cambio merce utile, che per quanto concerne il Sudamerica, sono prodotti agricoli.

A rivelarlo il vice-ministro Mohammad Reza Shanesaz, responsabile iraniano della FDA (Food and Drug Administration), l’ente che si occupa dell’approvvigionamento di medicine e generi alimentari.

Secondo il responsabile, questa formula si è rivelata vincente ed ha consentito di incrementare le esportazioni alle industrie farmaceutiche dell’Iran ed alla nazione di importare il suo fabbisogno di prodotti agricoli dal Sudamerica.

“Questo programma permettere alle medicine iraniane di entrare nel mercato di varie nazioni e di mostrare la loro qualita’ superiore a dispetto del prezzo abbordabile”, ha spiegato Shanesaz, parlando all’agenzia IRNA.

Il responsabile iraniano ha ricordato che nonostante l’ottima qualità dei medicinali iraniani, le grandi economie si rifiutano di acquistarli per timore delle rappresaglie economiche minacciate dagli Stati Uniti d’America.

Le sanzioni volute dall’amministrazione di Donald Trump contro l’Iran, bloccano qualsiasi spostamento di soldi da parte dell’Iran nel sistema bancario internazionale, persino se la causa è l’acquisto di cibo o medicinali.

Gli iraniani, in quel sofisticato sistema che loro stessi chiamano “economica della resistenza”, hanno messo a punto un sistematico metodo per aggirare queste sanzioni che comprende tutta una varietà di misure, sviluppate nel corso di 4 decenni di esperienza. Il volume delle esportazioni non-oil dell’Iran, nei primi 10 mesi del 2019, sono state stimate intorno ai 32 miliardi di dollari, una sconfitta roboante per gli Usa, che avevano promesso di portarle a zero.

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