Nov 25, 2020 11:42 Europe/Rome
  •  Iran, un attore protagonista dell'Internazionalizzazione

In un mio recente articolo comparso su queste pagine (https://parstoday.com/it/news/iran-i229890-italia_ed_iran_protagonisti_della_internazionalizzazione_post_pandemia) , ho trattato della Internazionalizzazione 4.0, rappresentando le potenzialità ed il ruolo dell'Italia e dell'Iran negli scenari post pandemia.

Nel presente articolo concentrerò l'attenzione su quello che potrà essere il ruolo specifico dell'Iran per diventare un attore protagonista dell'Internazionalizzazione 4.0 post pandemia, sia a livello regionale che mondiale.

Per vincere l’ineludibile sfida della riedificazione post-pandemica globale, l'Iran deve guardare al futuro andando a cogliere le opportunità offerte dai mercati mondiali.

Grazie all’eccellenza dei suoi prodotti il Paese può rendersi attore globale e giocare un ruolo da interprete all’interno del nuovo contesto economico internazionale che si sta venendo creando e che – in ogni caso – si verrà a determinare quando la pandemia avrà termine.

Puntare sull’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale deve essere, di conseguenza, un obiettivo centrale delle politiche governative per incrementare le quote iraniane del commercio internazionale e andare alla conquista di nuovi mercati, la cui crescente propensione al consumo rappresenta l’unica attuale vera leva di crescita, considerata anche la persistente contrazione mondiale dei consumi causata dalla crisi pandemica.

Inoltre, mantenere un elevato grado di apertura internazionale del sistema economico è pertanto fondamentale anche per stimolare le imprese ad introdurre innovazioni tecnologiche e organizzative per affrontare il mercato globale.

Ma la Internazionalizzazione 4.0 consente di perseguire obiettivi diversi, non solo di  di natura commerciale ed economica, ma anche afferenti alla sfera geopolitica e politica in senso stretto.

Dal punto di vista commerciale ed economico, la Internazionalizzazione 4.0 consente di superare il rigido formalismo delle “istituzioni” commerciali tradizionali.

Infatti, le nuove tecnologie sono entrate a far parte della nostra vita in un tempo brevissimo e senza che ce ne rendessimo conto, cambiando drasticamente le nostre abitudini: attraverso la rete mobile siamo costantemente connessi con il resto del mondo, grazie al nostro smartphone siamo in grado di accedere a informazioni in ogni luogo e di condividere pensieri e file con amici, conoscenti e chiunque sia interessato.

Una rivoluzione di tale portata non poteva che tradursi in un parallelo cambio nelle abitudini di consumo e nella fruizione dei prodotti da parte dei consumatori.

E’ proprio il riallineamento nei confronti delle nuove ed aumentate aspettative dei consumatori il principale driver dell’evoluzione nel modo di fare business che stiamo vivendo in questo periodo.

Questo processo ha determinato una riduzione del ricorso ai canali tradizionali che, fino ad oggi, hanno consentito alle imprese di realizzare un percorso di inernazionalizzazione.

Ad esempio, secondo una recente ricerca (Doxa 2017), le aziende italiane che si rivolgono alle Camere di Commercio “istituzionali” sono quelle più strutturate e organizzate, operanti all’estero secondo la logica della multilateralità: nel 76,6% dei casi hanno un rapporto continuativo con i mercati internazionali e il 72,3% svolge attività al di fuori dei confini nazionali da almeno quattro anni; inoltre, quasi la metà delle imprese (il 47,5%) opera contemporaneamente in 3-5 paesi.

Ancora, secondo quanto riportato dalla ricerca citata, le aziende scelgono di farsi affiancare dalle Camere di Commercio “istituzionali” soprattutto per attivare partnership transnazionali sul tema della R&S/trasferimento tecnologico (36,5%) e per insediare all’estero parte del processo produttivo (un terzo delle imprese, il 33,7%).

La Internazionalizzazione 4.0 consente, quindi, di superare i su indicati limiti, rilevando la capacità delle imprese di assemblare servizi utili per il proprio business da diversi soggetti i cui servizi sembrano integrare quelli forniti dal network delle Community Virtuali proprie della Internazionalizzazione 4.0.

Le Community Virtuali rappresentano un nascente sistema in grado di affiancare l’azienda decodificandone le esigenze e aiutandole a far sì che l’internazionalizzazione sia una scelta consapevole e produttiva, ma soprattutto in grado di cogliere quella forma di assistenza glocale coerente con i canoni dell’internazionalizzazione 4.0.

In questo contesto, le Community Virtuali emergono come prioritario riferimento operativo per le aziende e per la loro azione di internazionalizzazione futura.

I punti di forza emergono con chiarezza se si considerano l’utilizzo e l’indice di specializzazione delle Community Virtuali, risultando soggetti di primo riferimento per le aziende internazionalizzate, oltre che nel supporto formativo/assistenza rivolto a quanti gestiscono per l’impresa l’attività all’estero, soprattutto nell’organizzazione di incontri BtoB con controparti locali e nell’azione di business scouting di opportunità di investimento nel mercato.

Dal punto di vista politico, la Internazionalizzazione 4.0 consente di contrastare l'imperialismo americano, poiché ne va a contrastare l'influenza commerciale,  culturale e, più in generale, il c.d. “modello di vita americano”.

Infatti, la Internazionalizzazione 4.0 è un fenomeno che parte dal basso, manifestandosi con sempre maggiore forza nei comportamenti delle imprese e degli imprenditori, concretizzando una vera e propria disintermediazione rispetto alle istituzioni economiche e commerciali tradizionali.

Con la naturale conseguenza di consentire anche ad economie e mercati estranei al dominio statunitense di poter trovare una degna collocazione.

In questo contesto risulta cruciale il ruolo del sistema di sostegno pubblico all’internazionalizzazione per supportare soprattutto le piccole e medie imprese riducendo i costi e le difficoltà di accesso ai mercati e compensando le difficoltà strutturali e dimensionali del sistema produttivo.

In una fase in cui la capacità di presidiare i mercati internazionali è divenuta un elemento fondamentale per la tenuta della competitività del sistema produttivo  e in un contesto di persistenti difficoltà strutturali determinate dagli effetti della recessione pandemica, appare quindi necessario un intervento pubblico di carattere straordinario che supporti il rilancio del “Persian Style” sui mercati esteri, con il sostegno della rete diplomatico/consolare.

In questo ambito si colloca prioritariamente l’azione della “VIRTUAL ITALIAN-IRANIAN CHAMBER OF COMMERCE” come peculiare soggetto di internazionalizzazione, di coagulo e raccordo delle comunità di affari operanti all’estero.

All'interno della Internazionalizzazione 4.0 la “VIRTUAL ITALIAN-IRANIAN CHAMBER OF COMMERCE” nasce come Community Virtuale al fine di valorizzare le qualità personali ed i fenomeni produttivi di due Paesi, Italia ed Iran, legati da stretti e costanti rapporti di natura commerciale e culturale.

La Community Virtuale, che ad oggi conta già oltre 224 aziende, rappresenta il punto di incontro tra gli interessi di due mercati, in una collaborazione che offre al mondo economico dei due Paesi l'opportunità di ampliare investimenti ed al contempo accrescere le occasioni di affari.

La Internazionalizzazione 4.0 rappresenta, quindi, un punto di svolta che, se saputa cogliere, potrà consentire – terminata l'emergenza sanitaria – di ridisegnare gli scenari mondiali.

 

Avv. Fabio Loscerbo

 

 

 

 

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