Nov 27, 2020 07:01 Europe/Rome
  • Una riflessione sulla forza dell’Iran nei mari internazionali

di Davood Abbasi

Le forze navali dell’esercito iraniano, sono state considerate, sin dalla loro nascita, come forze strategiche e ciò per via della posizione naturale dell’Iran e la civiltà sviluppatasi nel corso dei secoli in Persia, una civiltà che fu anche una "civilta' marittima”.

Tornando indietro nel tempo, basta pensare che nelle guerre tra greci e persiani, le truppe di Serse riuscirono a fare la differenza e collezionare vittorie proprio grazie a passi in avanti nella tecnologia di navigazione di allora.

Sia nel periodo pre-islamico che dopo l'arrivo dell'Islam, la Persia e poi l'Iran, ha sviluppato i suoi scambi col mondo soprattutto grazie al suo dinamismo nei mari. Nel 16esimo secolo, quando i Safavidi posero le basi dell’Iran moderno, fu nuovamente grazie alla forza navale che riuscirono a riprendere il controllo del Golfo Persico cacciando i portoghesi e gli inglesi. E come dimenticare il ruolo eroico della marina iraniana nello spazio tra il 1980 ed il 1988, quando tale forze dovette tenere testa ad un Saddam armato fino ai denti dalle potenze ed addirittura aiutato apertamente dagli Usa nel Golfo Persico.

Oggi, quando la guerra Usa all'Iran e' diventata economica e passa soprattutto per le sanzioni criminali, il 90% dell’import-export iraniano avviene per via marittima ed è considerando questo dato economico che si comprende quanto sia vitale, per lo Stato iraniano, avere a disposizione una marina capace e attrezzata con tecnologia all’avanguardia.

In altre parole, l’economia iraniana dipende dalla sicurezza dei mari, sicurezza che va garantita dalla marina dell’esercito, che considerati i legami commerciali dell’Iran con i quattro angoli del globo, ha l’esigenza di potersi muovere nelle acque internazionali. 

L'Iran ha di fatto due forze marine: la marina dell'esercito, quella che viene celebrata oggi, 27 Novembre, e poi la marina dei Pasdaran, i guardiani della rivoluzione islamica.

Attualmente oltre 70 flotte di navi della marina dell’esercito iraniano sono dislocate in diverse zone del globo, dal mar Cinese all’Oceano Atlantico, dal Golfo di Aden allo stretto di Bab-el-Mandeb, dal Mediterraneo alle coste del Sudafrica, soprattutto per scortare le navi mercantili iraniane e lottare contro il fenomeno della pirateria, quella spicciola dei criminali comuni ma anche quella di alcuni governi prepotenti.

Nei mesi scorsi, è stato emblematico il caso delle navi iraniane che hanno esportato milioni di litri di benzina e cibo in Venezuela, aiutando la nazione nel bel mezzo della pandemia, i cui effetti sono stati intensificati dalle sanzioni americane. L’Iran, ha effettuato le sue esportazioni nel Paese nonostante le minacce degli Stati Uniti di un attacco alle navi mercantili, ma tali attacchi, di fatto, non si sono mai verificati, proprio grazie alla presenza delle navi militari iraniane a livello globale.

La forza della marina iraniana oggi è basata sull’appoggio alle risorse interne, la tecnologia che proviene dalle università, dalle accademie navali, dai dipartimenti di ingegneria navale istituiti da decenni nelle migliori università, e dalla galassia di società technology-based, che in Iran aumentano vertiginosamente ogni anno, creato dai giovani accademici e dai laureati delle università.

Oltre alle veloci imbarcazioni lanciamissili di misure ridotte, l’esercito iraniano oggi ha a disposizione incrociatori, cacciatorpedinieri e diversi tipi di navi militari ed è entrato da tempo anche nell’ambito dei sommergibili, ed oggi ha la tecnologia di costruzione di diverse classi leggere, semi-pesanti e pesanti di sommergibili, senza dipendenza dall’esterno.

I sistemi di comunicazione, la tecnologia missilistica e le tattiche di guerra, sono tutte nazionalizzate e basate sulla tecnologia e le esperienze della marina iraniana nei mari.

La forza iraniana in mare, è un qualcosa di benefico per l’intera regione e il mondo, soprattutto per la lotta condotta contro i pirati, che è stata più volte encomiata da altri Paesi.

L’ammiraglio Hossein Khanzadi, comandante in capo della marina dell’esercito iraniano ha ricordato: “Quando la marina iraniana combatte contro la pirateria negli oceani per garantire la sicurezza dei collegamenti commerciali dell’Iran, anche le nazioni della regione e del mondo beneficiano di questa sicurezza”.

L’altro obiettivo del potenziamento della marina, è chiaramente distogliere qualsiasi nemico da ogni sorta di folle azione nei confronti dei confini iraniani; un’ipotesi resa sempre più remota dal progresso e dalle capacità iraniane, ma per la quale le forze armate ribadiscono la loro preparazione. Secondo gli esperti occidentali, una guerra classica contro l’Iran, nel caso di un’azione folle e apocalittica da parte degli Usa, prenderebbe il via proprio dal mare e dalla zona del Golfo Persico, ma negli ultimi anni, proprio in questa zona, le forze delle potenze extra regionali e soprattutto gli americani, hanno preso le maggiori batoste e sono state punite con serietà, ogni volta che hanno commesso sconfinamenti o violazioni territoriali.

 

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