Nov 29, 2020 17:00 Europe/Rome
  • L’attentato contro lo scienziato iraniano e la vergogna per l’OCCIDENTE

di Davood Abbasi

Nel nebbioso pomeriggio di Venerdi 27 Novembre, Mohsen Fakhrizadeh, uno scienziato e studioso iraniano che aveva dedicato la vita alla ricerca, mettendosi al servizio della propria nazione e del proprio popolo, è stato aggredito e ucciso in un orribile attentato terroristico.

Secondo le autorità iraniane e le più autorevoli fonti degli Stati Uniti, si tratta di un’operazione terroristica del Mossad israeliano, che negli anni scorsi ha causato la morte (in realtà il martirio) di altri 4 scienziati e fisici iraniani; la colpa di tutti, essersi occupati del nucleare e aver servito il proprio Paese.

Un Paese, l’Iran, che ha ospitato il maggior numero di ore di ispezioni al mondo, da parte dell’AIEA, l’Ente Onu per l’Energia Atomica. Una nazione che secondo lo stesso Ente Internazionale, non ha e non ha mai avuto un programma nucleare militare, ma solo un programma civile.

La versione fornita da una informazione “asservita”

I semplici tre paragrafi di sopra, contengono la realtà su questo fatto che ha nuovamente scosso l’Iran, che non si era ancora ripreso dal colpo subito a gennaio, con l’assassinio del generale Soleimani, altro attentato ordinato “direttamente” e “ufficialmente” da Donald Trump.

I giornali ed i media italiani, però, hanno talmente toccato il fondo e sono talmente asserviti e “irregimentati”, da fare fatica a raccontare quei semplici tre paragrafi di realtà.

Ecco come inizia il pezzo della Repubblica:

Mohsen Fakhrizadeh, scienziato e membro del corpo delle guardie della Rivoluzione islamica, colpito nella regione di Damavand, a Est della capitale. Il ministro degli Esteri Zarif contro Gerusalemme: "È un atto di terrorismo di Stato"

Attenzione ai termini. È stato “colpito” e non assassinato e non vittima di attentato terroristico. Altra questione vergognosa, anche se non connessa al fatto, è che invece del regime israeliano si usa il termine “Gerusalemme”. Nel senso che l’autore del pezzo, Vincenzo Nigro, riconosce de facto che Gerusalemme sarebbe la capitale del regime israeliano, al contrario di tutte le risoluzioni Onu esistenti in merito.

Il giornalista si supera ancora con le seguenti frasi:

Mohsen Fakhrizadeh era il direttore generale del programma "Amad" (speranza), un programma che secondo i servizi di intelligence israeliani e americani è legato agli studi che l'Iran starebbe continuando a sviluppare in segreto per sviluppare la bomba atomica. 

Intanto “Amad” in persiano non significa speranza e quindi non si capisce da dove tragga le sue informazioni. Il bello è che vengono citate notizie dei servizi israeliani e americani, acerrimi nemici dell’Iran, che comprensibilmente non possono proprio raccontare la verità sui fatti del Paese.  

 

Il Corriere della Sera, offre però la versione più criminale dei fatti, giustificando addirittura l’azione terroristica. Guido Olimpio scrive:

Siamo dunque nel mezzo della campagna per ostacolare le ambizioni del regime. Prima di lui sono stati assassinati altri 4 scienziati, due dei precedenti attacchi sono avvenuti sempre il 29 novembre (del 2010). Eliminazioni attribuite al Mossad israeliano e condotte con tecniche analoghe. Bombe magnetiche applicate all'auto, sicari in moto con pistole, moto usate come trappola esplosiva.

Oltre alla maniera offensiva di definire “regime” la Repubblica Islamica dell’Iran, il giornalista dà a Israele, il carnefice, il ruolo di paladino che si starebbe opponendo a presunte “ambizioni” iraniane.

Sarebbe interessante chiedere al giornalista perchè l’AIEA non abbia mai trovato nulla di scorretto nelle attività iraniane. E sarebbe bello far spiegare al giornalista chi è a frenare le ambizioni nucleari e belligeranti di Israele, che al contrario dell’Iran, non ha mai fatto entrare un solo ispettore dell’ONU nelle sue installazioni nucleari che tra l’altro sono SICURAMENTE militari.

La mancata condanna

Il comune denominatore tra tutti i media è che nella migliore delle situazioni, il fatto è narrato in maniera completamente “neutra” e non vi è soprattutto nessuna condanna.

Nessuna condanna, come se uccidere una persona, per lo più un’importante uomo che ha dedicato la vita alla scienza, all’insegnamento, sia un qualcosa di completamente normale o come abbiamo visto, necessario.

Per via del totale asservimento a Israele e Stati Uniti, nessuno se la sente di condannare un assassinio, un’azione terroristica.

Nel mondo politico, nessuno dice nulla, ne al governo, ne all’opposizione, ne in seno all’Unione Europea.

Ma i diritti umani del popolo iraniano?

Eppure i giornalisti pennivendoli, quelli famosi e acclamati, hanno modo di scrivere spesso, e con grande sentimento dell’Iran.

Se in Iran una spia o uno dei terroristi coinvolti nell’omicidio dello scienziato vengono arrestati, processati e condannati ad una pena, apriti cielo: subito appaiono i grandi esperti che iniziano a difendere con sentimento e ardore i diritti umani del popolo iraniano.

Se una ragazza viene multata per non aver indossato il foulard, o se un assassino viene condannato a morte, o se un cane viene maltrattato (senza togliere che sia un’azione deplorevole), ecco che tutti parlano dell’Iran, ma ora questi difensori dove sono finiti?

Un iraniano, anche importante, è stato assassinato nella maniera più crudele e si sa da chi. Dove sono finiti?

E se fosse accaduto il contrario?

Se fosse accaduto il contrario, quale sarebbe stata la reazione?

Non sarebbe partito il “siamo tutti….”, le condanne da tutte le parti, le solite patetiche nenie sulla “minaccia iraniana” ed eccetera. E infatti il contrario non è mai accaduto.

Fatto simbolico da cui bisogna trarre le giuste conclusioni

Da ciò bisogna trarre le giuste conclusioni. Capire che l’Occidente, e non ci sono differenze tra America ed Europa, è solo nemico dell’Iran e solo disposto a fare del male al Paese.

Non ha rispettato l’accordo nucleare o JCPOA (ad opera di Trump e con l’allineamento dell’EUROPA) rimettendo le sanzioni; ha imposto sanzioni al popolo iraniano impedendogli di procurarsi medicine persino durante la pandemia di Covid-19, e quando riesce, elimina gli scienziati e le personalità iraniane; direttamente (come nel caso del generale martire Soleimani) o attraverso il proprio cane sguinzagliato - il regime sionista – come nel caso del martire Mohsen Fakhrizadeh e gli altri quattro suoi colleghi, che hanno raggiunto il martirio negli anni scorsi.

Complici di queste politiche odiose, anche i loro media falsi, prezzolati e menzogneri.

 

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