Mar 06, 2021 08:22 Europe/Rome
  • Costituzione iraniana: Sovranità Nazionale e Poteri derivanti

La parte Quinta della Costituzione è intitolata “Sovranità Nazionale e Poteri derivanti”, il quale contiene sei articoli (dal 56 al 61) ove viene delineata la forma di governo.

Si rende necessaria, in punto di argomentazione, una breve spiegazione di cosa si intenda per forma di governo.

Gli elementi costitutivi della forma di governo sono gli organi supremi dello Stato ed i rapporti intercorrenti fra loro, in relazione all'allocazione fra di loro del potere politico.

Tale allocazione, tuttavia, non dipende soltanto dalla distribuzione delle potestà formali, ma anche da soggetti e vicende formalmente estranei allo Stato.

E, in fondo, è naturale che sia così, tanto che può ritenersi ovvio che la forma di governo abbia pou un retroterra esplicativo che coincide con quello della forma di Stato.

Ciò non significa, tuttavia, che la nozione di forma di governo inglobi gli ingredienti di questo retroterra come suoi elementi costitutivi e conseguentemente si allarghi sino a svanire in nozioni più ampie.

Significa, piuttosto che, a parità di distribuzione dei poteri formali fra gli organi dello Stato, l'allocazione del potere politico fra di loro può essere la conseguenza di circostanze ulteriori, che vanno di volta in volta indagate.

Al di là di questo, però, attenzione a non confondere – come molti fanno – la nozione di forma di governo con quella di sistema politico.

Il sistema politico, infatti, include tutti i soggetti che organizzano interessi sociali, che effettuano per ciò stesso mediazioni e compensazioni fra gli interessi organizzati, che ne fanno valere le istanze in tutte le sedi dalle quali possono ottenere appagamento.

La forma di governo si ferma ai supremi organi e alle supreme attribuzioni dello Stato e del sistema politico ingloba soltanto il precipitato che ne deriva in ordine alla formazione di questi organi ed all'esercizio di quelle attribuzioni.

Nella concezione islamica la forma di governo non scaturisce da particolari situazioni sociali o dalla supremazia di un individuo o di un gruppo.

E', invece, l'espressione degli ideali politici di un popolo unificato dalla stessa religione e dallo stesso modo di pensare.

La Costituzione della Repubblica Islamica dell'Iran, innanzitutto, sancisce che l'assoluta sovranità sul mondo e sull'umanità appartiene a Dio, il quale ha voluto che l'umanità fosse sovrana sul proprio destino sociale.

L'art. 56 prevede che nessuno può privare alcun individuo di tale diritto, che è di derivazione divina, né asservire tale diritto ad interessi personali o di gruppi.

L'imputazione della sovranità a Dio esprime il succo della scelta democratica operata dalla Costituzione della Repubblica Islamica dell'Iran.

Il citato art. 56 fa riferimento al termine “popolo”, ove afferma che “il popolo” esercita i su indicati diritti secondo le norme contenute nella costituzione.

Il popolo, unificato dai precetti islamici – i quali hanno ispirato la Rivoluzione dell'Iran - è un'entità reale, formata da tutti i cittadini viventi, in grado di manifestare, in ogni momento, una volontà verificabile secondo le regole della religione islamica.

Il popolo si distingue, pertanto, dalla nazione (entità metafisica e astratta, individuabile con riferimento alla continuità tra generazioni legale da fattori linguistici e da tradizioni storiche e culturali), ma anche dalla popolazione, (che comprende tutte le persone viventi in un determinato territorio, indipendentemente dalla presenza di un rapporto di cittadinanza) e dal corpo elettorale (che rappresenta soltanto una parte del popolo, cioè quella dotata della capacità elettorale attiva).

La sovranità è, quindi, l'elemento più caratterizzante ed esclusivo dello Stato, in quanto la sovranità, come potere originario, supremo ed incondizionato di comando, spetta soltanto a Dio.

Lo stato è composto dagli organi Legislativo, Esecutivo e Giudiziario, esercitati sotto la supervisione della Wilayat Mutlaq Amr e dell'Imamato della Comunità (Ummah).

La dottrina della wilayat al-faqih costituisce l'asse centrale del pensiero politico Sciita contemporaneo.

Essa adotta una concezione politica basata sull'autorità del giurisperito, vale a dire sull'autorità di un giurista retto e competente (Wali Faqih), che si assume la guida del governo durante l'assenza di un Imam infallibile.

I poteri Legislativo, Esecutivo e Giudiziario sono indipendenti l'uno dall'altro (art. 57).

In particolare, il potere Legislativo è prerogativa dell'Assemblea Islamica, che è composta di rappresentanti eletti del popolo.

L'Assemblea Islamica è l'organo collegiale permanente al quale spettano i poteri legislativi per la disciplina dei diritti e dei doveri dei cittadini, per l'organizzazione e per il funzionamento dello Stato e per la regolazione dei rapporti tra lo Stato ed i cittadini.

L'elezione dell'Assemblea Islamica costituisce, dunque, la forma essenziale in cui il popolo esercita il diritto riconosciuto da Dio ad essere sovrano “sul proprio destino sociale”.

Le leggi varate dall'Assemblea vengono trasmesse, in conformità all'iter specificato negli articoli contenuti nella parte sesta, ai poteri Esecutivo e Giudiziario affinchè venga loro data esecuzione (art. 58).

Deve, comunque, osservarsi, che il potere il legislativo nella Repubblica Islamica è prerogativa non solo dell'Assemblea Islamica, ma anche del Consiglio del Guardiani, disciplinato negli artt. 91 e segg.

Secondo la Costituzione ogni legge deve essere priva approvata dall'Assemblea Islamica e poi ratificata dal Consiglio dei Guardiani, infine controfirmata dal Presidente della Repubblica, per poter entrare in vigore.

Nel 1988, tuttavia, altri due Corpi legislativi vennero istituti dall'Ayatollah Khomeini: il Consiglio per il Discernimento dell'Interesse Superiore dello Stato ed il Consiglio per la Determinazione delle Politiche della Ricostruzione.

Il Consiglio del Discernimento dell'Interesse Superiore dello Stato, nominato dall'Imam Khomeini nel 1987, è un organismo il cui compiuto consiste nel dirimere le eventuali controversie di carattere legale fra l'Assemblea Islamica e il Consiglio dei Guardiani.

 

Inoltre, il Supremo Consiglio Culturale della Rivoluzione detiene potere legislativo su questioni relative all'educazione.

Il Consiglio per la Determinazione delle Politiche della Ricostruzione viene costituito a seguito di un discorso pronunciato il 30 agosto 1988 dall'Imam Khomeini con il quale espresso la necessitò di un Consiglio incaricato di progettare le linee politiche di fondo per la ricostruzione, a seguito delle devastazioni causate dall'invasione irachena e dalla conseguente guerra di difesa.

Esso costituisce, oggi, una delle massime istanze che determinano lo sviluppo economico del Paese.

La Costituzione dell'Iran prevede, anche, l'istituto del Referendum (art. 59), a cui si può ricorrere con riferimento a questioni di particolare importanza, riguardanti il futuro del Paese, o per argomenti di speciale rilevanza economica.

L'istituto referendario consente l'esercizio del potere legislativo direttamente in capo al popolo.

E' previsto che la richiesta di ricorso al referendum deve essere approvata dai due terzi della totalità dei Rappresentanti dell'Assemblea.

L'introduzione nella Costituzione dell'istituto referendario, comunemente definito di democrazia diretta, è da inquadrare nell'ambito di quell'insieme di misure con cui il testo costituzionale intende delineare un modello Stato in cui il popolo può esercitare il diritto legislativo e, quindi, la partecipazione dei cittadini all'organizzazione politica, economica e sociale del paese su questioni di particolare importanza, riguardanti il futuro del Paese ovvero di su argomenti di speciale rilevanza economica.

Il potere esecutivo è esercitato, ai sensi dell'art. 60 Cost., dal Presidente della Repubblica e dai ministri del governo, salvo i casi in cui, in conformità alla norme dettate dalla Costituzione, tale potere sia prerogativa diretta della Guida Suprema (Rahbar).

L'art. 60 cit. delinea il potere esecutivo come organo complesso, cioè come un organo costituzionale composto da una pluralità di organi che sono specificati nel citato articolo (Presidenza della Repubblica ed i ministri del governo).

Il potere giudiziario, ai sensi dell'art. 61 Cost., è esercitato dai tribunali giudiziari, istituti in conformità alle norme islamiche.

Ai tribunali giudiziari compete la definizione e risoluzione delle contese, la tutela dei diritti, l'ampliamento e l'amministrazione della giustizia e l'esecuzione delle leggi di Dio

Per la costituzione della Repubblica Islamica dell'Iran il potere giudiziario, che tutela i diritti del popolo in linea con il movimento islamico mirando a prevenire deviazioni all'interno della comunità islamica, riveste importanza vitale.

Per questa ragione viene prevista la creazione di un sistema giudiziario fondato sulla giustizia islamica e composto da magistrati giusti e profondo conoscitori delle norme religiose.

Il potere Giudiziario trova normazione specifica nella Parte Undicesima della Costituzione agli artt. 156 e segg.

Avv. Fabio Loscerbo

 

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