Ago 04, 2021 09:06 Europe/Rome
  •  Italia: errore che fa nei confronti dell'Iran

Ho appreso da un articolo comparso sul sito d'informazione italiano formiche.net che i politici italiani diserteranno l'insediamento del nuovo Presidente della Repubblica Islamica Ebrahim Raisi.

Viene reso noto, infatti, che nella composizione della delegazione italiana al giuramento del nuovo Presidente non ci saranno esponenti del Governo Italiano ma, soltanto, funzionari della diplomazia come l'Ambasciatore a Teheran, Giuseppe Perrone e l'Ambasciatore Pasquale Ferrara, direttore generale per gli Affari politici e di sicurezza della Farnesina.

Questa linea di condotta del Governo Italiano sarebbe, sempre a quanto riportato dalla citata fonte giornalistica, in linea con quanto deciso insieme ad altri Paesi europei.

In questa circostanza Italia ed Europa hanno commesso un grande errore.

Partecipare alla cerimonia di insediamento avrebbe significato dimostrare la volontà di approfondire le relazioni dell'Italia con il nuovo governo iraniano, questo sarebbe stato il momento migliore per mostrare volontà di colloqui ad alto livello.

Inoltre, la partecipazione alla cerimonia di insediamento avrebbe contribuito a rafforzare l'immagine dell'Italia come interlocutore internazionale affidabile, come Paese dotato di autonomia ed autodeterminazione in politica estera.

Non si dimentichi che spesso la percezione che gli altri Paesi hanno della politica estera italiana è quella di “sudditanza” o “subordinazione” a quella statunitense.

Personalmente ritengo che non sia così, tanto che la storia è piena di esempi che ribaltano questa percezione, dal discorso del Presidente De Gasperi tenuto al Congresso Americano nel 1951, al c.d. Lodo Moro degli anni '70, alla crisi di Sigonella nel 1985, per arrivare al recente accordo sulla “via della seta” concluso con la Cina.

Tanto è, tuttavia, la percezione che alcuni Paesi hanno, tra i quali vi si può ricomprendere certamente l'Iran, è quella di un Italia piegata ai voleri del “padrone” U.S.A.

Ecco che la partecipazione alla cerimonia di insediamento del Presidente Raisi avrebbe potuto contribuire ad inclinare tale percezione, permettendo all'Italia di guadagnare in immagine e rispetto.

Ma così non è stato e, pertanto, giudico questo un grave errore dell'Italia.

E l'Unione Europea?

L'Unione Europea è, dal momento della sua fondazione, alla ricerca di uno spazio di agibilità politica internazionale tra superpotenze come Stati Uniti, Cina e Russia.

Quale migliore occasione, quindi, se non quella di partecipare all'insediamento del nuovo Presidente della Repubblica Iraniano, di modo da presentarsi quale interlocutore alternativo e solido.

E, in effetti, Bruxelles ha deciso di inviare una delegazione istituzionale alla cerimonia di insediamento rappresentata da Enrique Mora, vicesegretario generale del Servizio europeo per l'azione esterna, a capo degli Affari politici e coordinatore dei colloqui nucleare.

L'Italia ha, quindi, perso un'occasione.

Se, da un lato, l'Italia è un Paese che si rappresenta all'esterno come potenziale attore di mediazioni, capace di costruire ponti fra Paesi in competizione, dall'altro si è dimostrato in questa occasione come un Paese non in grado di andare oltre le parole, incapace prendere iniziative che effettivamente potrebbero caratterizzare e rafforzare le credenziali che il Paese stesso si vorrebbe dare.

L'auspicio è che la situazione non sia compromessa e che, anzi, la prima visita all'estero del nuovo presidente Iraniano possa avere come destinazione l'Italia.

Avv. Fabio Loscerbo

Presidente dell'Associazione di Cultura e del Commercio Italo Iraniana

 

 

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