Set 21, 2021 22:34 Europe/Rome
  • Iran: il discorso integrale del presidente Raisi in video conferenza all'Onu

TEHERAN - Qualsiasi violazione dei diritti delle nazioni mette in pericolo la pace e la sicurezza nel mondo: la politica della Repubblica islamica dell'Iran è quella di mantenere la stabilità e l'integrità territoriale di tutti i paesi della regione.

Lo ha affermato stasera il presidente iraniano Ebrahim Raisi in una videoconferenza trasmessa pochi minuti fà alla 76a sessione annuale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, riferisce la base di informazioni presidenziale iraniana. I recenti eventi in Afghanistan ha inviato un messaggio al mondo sul fatto che il sistema di dominio americano non ha alcun valore e non può servire a nulla, la resistenza delle nazioni è più forte del potere delle superpotenze e oggi il progetto di imporre l'identità occidentale onde cambiare il mondo è totalmente fallito. "Le sanzioni contro il popolo iraniano non sono iniziate dai tempi del programma nucleare e nemmeno dalla rivoluzione islamica, ma dal 1951, momento della nazionalizzazione dell'industria petrolifera, che ha portato a un colpo di stato militare progettato dagli americani e inglesi contro un governo eletto e sostenuto dal popolo iraniano". A nome del popolo iraniano e dei milioni di rifugiati che sono ospiti nel mio Paese, pur condannando il perdurare delle sanzioni illegali statunitensi, in particolare sugli articoli umanitari, chiedo la registrazione di questo crimine organizzato contro l'umanità come simbolo e la realtà dei diritti umani americani". Raisi ha in seguito sottolineato che l'idea strategica della Repubblica Islamica dell'Iran è radicata nella scuola dell'Imam Khomeini, il fondatore della Rivoluzione Islamica, e nel concetto di puro Islam; L'Islam della razionalità, l'Islam della contemplazione e del pensiero, l'Islam puro il cui frutto è la resistenza in linea con gli interessi nazionali dei Paesi, parlare dei diritti delle nazioni senza parlare dei doveri dei governi non corrisponde ai diritti umani. La nostra politica è quella di mantenere la stabilità e l'integrità territoriale di tutti i paesi della regione, ha aggiunto: "Se non fosse per il potere e il ruolo dell'Iran a fianco del governo e delle nazioni di Siria e Iraq, l'Isis si trovava oggi in Europa. Naturalmente, ha sottolineato Raisi, l'Isis non sarà l'ultima ondata di estremismo. Il presidenta iraniano ha poi definito la presenza militare statunitense in Siria e Iraq come il principale ostacolo per la realizzazione della democrazia e della volontà del popolo in questi paesi, aggiungendo: "La libertà non sta negli zaini delle truppe straniere". Rilevando che la crisi umanitaria in Yemen è molto preoccupante e che il mondo deve rompere il silenzio nei confronti dei crimini commesi contro l'umanità in questo paese, ha sottolineato che la soluzione è la cessazione immediata e incondizionata dell'aggressione che serve ad aprire la strada agli aiuti umanitari e facilitare un dialogo costruttivo tra gli yemeniti. Sottolineando sul fatto che il regime occupante di Gerusalemme è la più grande organizzazione terroristica statale che uccide le donne e bambini a Gaza e in Cisgiordania, il presidente iraniano ha dichiarato: "Oggi l'assedio ha trasformato Gaza nella più grande prigione nel mondo." Oggi, tutto il mondo, compresi gli stessi americani, ha compreso che il progetto complottistico nei confronti della nazione iraniana, che negli ultimi tempi si è manifestato con la violazione dell'accordo di JCPOA (Barjam) ed è stato perseguito con una politica di massima pressione e ritiro arbitrario e illegale degli Usa è fallito completamente ma tuttavia, la politica di massima pressione non è stata ancora abbandonata. "Quindici rapporti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica hanno confermato l'adesione e il rispetto dell'Iran verso i suoi obblighi ma, ha conclusi il presidente, gli Stati Uniti non hanno tenuto fede ai loro impegni di revocare le sanzioni.

 

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