Nov 26, 2021 05:42 Europe/Rome
  • BAR JAM, Iran critica Usa e Europa per dichiarazioni fraudolenti

Tehran - Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha fortemente criticato ...

il comportamento "inappropriato" degli Usa e loro alleati occidentali proprio alla vigilia della ripresa dei colloqui nucleari di Vienna. Proprio mentre il prossimo 29 novembre la Repubblica islamica ed i paesi del 4+1 torneranno nella capitale austrica per discutere il salvataggio del Piano d'azione congiunta globale, alcuni paesi europei con la regia degli Usa sono tornato alla vecchia maniera di accusare la natura pacifica del programma nucleare iraniano con solite false dichiarazioni, citazioni insensate mentre come sempre hanno taciuto di fronte al pericolo reale che viene presentato dal regime israeliano. Questo mentre l'Iran ha formato una squadra negoziale forte e seria, cerca di ottenere un immediato e buon accordo, chiedendo la piena attuazione sia del BARJAM (JCPOA) che della risoluzione 2231 dell'Onu sul medesimo accordo nucleare.

Criticando il comportamento inappropriato degli occidentali alla vigilia dlla ripresa dei colloqui a Vienna, il portavoce Saeed Khatibzadeh ha aggiunto: "Basta confrontare le priorità dell'Iran e delle sue controparti".

Giovedì la cosiddetta trojka europea, cioe' Inghilterra, Francia e Germania, hanno accusato ingiustamente la Repubblica islamica dell'Iran, di non cooperar con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA). 

Il BARJAM è un accordo raggiunto nel 2015 tra l'Iran da un lato e il gruppo del 5 + 1 (compresi cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU più la Germania) ed è entrato in vigore nel gennaio 2016. Ma nel maggio 2018, l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha abbandonato unilateralmente dall'intesa internazionale violando gli impegni di Washington nell'ambito di un accordo che è stato ratificato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Trump ha introdotto una serie di pesanti sanzioni all'Iran. E' stato un ennesimo palese esempio del terrorismo economico la strategia della massima pressione esercitata dall'amministrazione Trump contro il popolo iraniano.

In seguito al ritiro unilaterale e illegale degli Stati Uniti dal BARJAM (8 maggio 2018), l'Iran ha cercato di mantenere l'accordo nucleare a condizione che le altre parti dell'accordo adempissero ai propri obblighi, ma gli europei non sono riusciti nella pratica misure promesse per mantenere l'accordo.

In tali circostanze, il supremo Consiglio di sicurezza nazionale della Repubblica islamica dell'Iran ha annunciato l'8 maggio 2019, in occasione dell'anniversario del ritiro degli Stati Uniti dal BARJAM, la messa in atto del disimpegno nucleare da parte di Tehran, che vuol dire la riduzione gradualmente dei suoi obblighi stabiliti dal Piano d'azione congiunta globale, secondo gli articoli 26 e 36 dello stesso accordo onde bilanciare obblighi e diritti di entrambi le parti.

Secondo i paragrafi 26 e 36 che, nel caso di mancato rispetto degli impegni assunti da parte degli Stati Uniti (cosa poi avvenuta) prevedono la possibilità per l’Iran di fare altrettanto, in tutto o in parte.

Divesi funzionari dell'amministrazione del presidente in carica Joe Biden hanno ripetutamente riconosciuto esplicitamente il fallimento della politica di massima pressione negli ultimi mesi, affermando che intendono tornare gli Stati Uniti al BARJAM, ma finora si sono rifiutati di prendere le misure necessarie per tornare all'accordo.

La Repubblica Islamica dell'Iran, in qualità di un Paese responsabile, ha più volte affermato che, essendo l'America il vero responsabile della violazione dell'accordo, tocca a Washington di tornare a rispettare il BARJAM con la revoca delle sanzioni e l'adempimento dei propri impegni. 

 

 

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