Nov 26, 2021 09:27 Europe/Rome
  • Iran commemora le Forze volontarie rivoluzionarie Bassij

Tehran - Circa un anno dopo la vittoria della Rivoluzione Islamica, il 26 novembre 1979, l’Imam Khomeini ...

chiese la formazione della Forza Basij con l’obiettivo di preparare i militari e la difesa contro le minacce dei nemici. Il 30 aprile 1980 fu approvato un progetto di legge per formare l’Organizzazione Nazionale Basij. Secondo il disegno di legge, Basij ha il compito di prevenire e contrastare qualsiasi aggressione militare straniera, minacce politiche, economiche e culturali, nonché disastri naturali.

Dopo la Guerra Imposta dall’Iraq (1980-88), questa entità rivoluzionaria è cresciuta e le sue attività si sono espanse. Basij si sta muovendo verso l’eliminazione della povertà e la realizzazione di un’economia di Resistenza.

Il leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Ali Khamenei, il 7 maggio 2000, ha emesso una direttiva per stabilire Basij-e Sazandegi, letteralmente il Basij per lo sviluppo, al fine di incoraggiare i giovani a partecipare allo sviluppo dell’agricoltura e delle risorse naturali nei villaggi e nelle città.

L’attuazione di questo piano ha portato all’aumento della produttività del lavoro, alla formazione di una forza lavoro qualificata, alla creazione e al rafforzamento delle opportunità di lavoro e al supporto delle imprese, al miglioramento della formazione professionale, allo sviluppo del settore agricolo, al miglioramento del sistema esecutivo e amministrativo del Paese, all’aumento delle attività di costruzione, allo sviluppo agricolo sostenibile, protezione delle risorse naturali rinnovabili e risparmio sui costi amministrativi.

Iran e la lotta alla povertà

Piccoli gruppi di volontari, principalmente studenti chiamati Basijis, entrano spontaneamente nel campo dell’edilizia e dell’eradicazione della povertà o in casi di emergenza. Si recano nelle zone più disagiate del Paese nel tempo libero, con poche strutture ma grande motivazione e determinazione per risolvere i problemi di queste zone.

A metà degli anni ’90, la polio infestava il Paese. Affrontare ed eradicare la malattia richiese la vaccinazione di oltre nove milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni, il che è stato difficile e dispendioso in termini di tempo da attuare da parte del sistema sanitario.

Entro 24 ore, 8,5 milioni di bambini in tutto il Paese vennero vaccinati contro la polio con la partecipazione delle forze Basij, attraverso una campagna di vaccinazione porta a porta.

L’azione congiunta del Ministero della Salute e del Basij fu così efficace che l’allora direttore esecutivo dell’Unicef, Carol Bellamy, scrisse una lettera all’allora presidente, Akbar Hashemi Rafsanjani e lodò l’azione, affermando che lo sforzo per vaccinare 8.5 milione di bambini contro la polio in un giorno era unico.

Durante i due giorni in cui questo progetto fu implementato in tutto il Paese, circa 500mila forze Basij formarono 175mila squadre di soccorso, quasi 16mila basi di soccorso, 32 quartier generali regionali e 500 quartier generali esecutivi sotto la supervisione di 100mila esperti sanitari. L’operazione nazionale Basij ha eradicato la polio.

Da più di due decenni, nessun bambino in Iran è stato infettato dalla poliomielite e il Paese è diventato immune a questa malattia.

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Fonte: https://ilfarosulmondo.it/

 

 

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