Gen 29, 2022 09:07 Europe/Rome
  • I criteri per le relazioni della Repubblica islamica con gli altri Paesi

I media mainstream spesso mal rappresentano la Repubblica islamica dell’Iran facendola apparire come un Paese isolato, non disposto a sviluppare rapporti amichevoli e duraturi con gli altri Paesi.

 La seguente relazione, basata sui punti di vista della Guida della Rivoluzione islamica, cerca di spiegare i principi che regolano i rapporti dell’Iran con i Paesi del mondo.

Nel suo discorso televisivo con gli abitanti di Qom, tenuto il 9 gennaio 2022, l’Imam Khamenei, guida della Rivoluzione islamica, in merito alla politica estera dell’Iran, ha dichiarato: “Il rifiuto di arrendersi a un nemico arrogante è un altro principio della Rivoluzione. Non si dovrebbe tollerare l’aggressione del nemico. È un conto, per esempio, negoziare con il nemico, ma è tutta un’altra cosa interagire e collaborare con lui. La Rivoluzione afferma che non dovremmo soccombere all’aggressione e alle richieste irragionevoli del nemico. Fino ad oggi non ci siamo arresi e non ci arrenderemo nemmeno da ora in poi. Questo è uno dei principi”.

Come nella maggior parte dei Paesi del mondo, anche la politica estera della Repubblica islamica dell’Iran si decide negli organi superiori e si basa su interessi a lungo termine, principi e valori. Il Ministero degli Affari esteri applica poi questi principi. In molti Paesi, tra cui la Repubblica islamica dell’Iran, i principi di politica estera non cambiano con l’alternarsi di amministratori dai gusti politici diversi. L’influenza delle amministrazioni si limita alle tattiche e alle iniziative da intraprendere per implementare le strategie di politica estera. Ovviamente, le tattiche diplomatiche impiegate dalle varie amministrazioni devono anche servire a promuovere i principi di politica estera come stabilite nella Costituzione.

Non-allineamento con le potenze dominanti

Uno dei principi di politica estera derivante dalla Costituzione è il non-allineamento con le potenze dominanti, nonché l’instaurazione di rapporti pacifici con Stati amici. Alla luce di ciò, la Repubblica islamica dell’Iran può avere interazioni sincere e rapporti di amicizia fondati sul rispetto reciproco con tutti i Paesi del mondo, eccetto quelli nemici e belligeranti. Inoltre, la Guida della Rivoluzione islamica ha sovente sottolineato la questione del rafforzare le relazioni con gli altri Paesi del mondo. Ha dichiarato: “Ho ripetutamente detto al Ministero degli Affari esteri che dobbiamo essere attivi nei rapporti bilaterali e regionali e nelle assemblee internazionali, e che non dobbiamo sottovalutare nessuna assemblea internazionale di cui siamo membri”. (15 agosto, 2004)

Affrontare l’egemonia

Allo stesso tempo, affrontare l’egemonia e non collaborare con i poteri dominanti sono altri principi di politica estera della Repubblica islamica dell’Iran. Non andrebbe minimizzata la sensibilità della Repubblica islamica in merito a questa questione importante. Oggi, gli Stati Uniti sono l’espressione dell’egemonia globale, che sta cercando di imporre al mondo valori democratici liberali con l’instaurazione di un nuovo ordine. Persegue i propri interessi agendo come un potere superiore e calpestando i diritti delle nazioni indipendenti. Pure l’ostilità statunitense verso la nazione iraniana è chiara e innegabile. L’imposizione di sanzioni a lungo termine, onnicomprensive e oppressive contro il popolo iraniano è un chiaro segno di ostilità statunitense nei confronti dell’Iran.

Purtroppo, alcuni scrittori e relatori, in vari momenti, soprattutto contemporaneamente alle negoziazioni per rimuovere le sanzioni, cercano di ridurre l’ostilità statunitense verso l’Iran al livello di un equivoco. In questo modo desiderano diminuire la sensibilità popolare nei confronti della malvagità della Casa Bianca. A questo proposito, la Guida della Rivoluzione islamica ha detto: “A volte c’è un fraintendimento tra due governi che si risolve attraverso delle trattative. Talvolta la disputa riguarda una zona di confine. Per esempio, discutono in merito a quanto di quella zona di confine appartenga a ciascuno di loro. Ciò può essere risolto con delle trattative. Possono risolvere ciò con un accordo che dica metà è tua e metà è mia.

Qui però il problema non è dividere a metà.  Piuttosto, la questione riguarda l’esistenza della Repubblica islamica. Ciò non può essere risolto conducendo negoziati e stabilendo relazioni diplomatiche. Una tale percezione non è corretta. Il fenomeno che il potere, l’indipendenza e il progresso islamico hanno creato nel mondo, non è tollerato dalle Potenze arroganti, ciò si manifesta con l’America. È sbagliato pensare che possiamo sederci e negoziare con gli americani e dire loro ‘giungiamo a un compromesso l’uno con l’altro’. Venire a un compromesso con loro significa che dovete rinunciare a tutte le vostre richieste”. (14 giugno, 2016)

Politica estera rivoluzionaria

La politica estera della Repubblica islamica, fondata sugli articoli della Costituzione, i discorsi dell’Imam Khomeini e della Guida della Rivoluzione islamica, possiede le strategie e le caratteristiche di una politica estera rivoluzionaria. Con l’attuazione intelligente di questo tipo di politica estera, si possono stabilire relazioni molto amichevoli con gli altri Paesi del mondo e con le istituzioni internazionali, e al contempo rimanere non allineati con l’egemonia globale, conoscere il nemico e sventare i suoi inganni. Su questa base e considerando gli interessi del sistema, che sono stabiliti dall’autorità del giurisperito islamico (vali faqih), è possibile negoziare con il nemico. Ma uno deve rifiutarsi di cedere all’aggressione e alle richieste irragionevoli del nemico.

L’Iran è un Paese islamico e la sua politica estera viene dedotta dall’Islam e si fonda sugli obiettivi e sugli ideali nobili della Rivoluzione. Con questa spiegazione, l’implementazione di politiche rivoluzionarie, basate sugli elementi del potere nazionale e dell’autorità in ambiti diplomatici, accrescerà l’influenza dell’Iran negli equilibri regionali e internazionali, migliorerà la posizione del Paese nel mondo e garantirà gli interessi nazionali.

 

 

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