Feb 23, 2022 06:34 Europe/Rome
  • Iran, Amir Abdollahian: siamo a Vienna per raggiungere un buon accordo non partecipare solo ai negoziati

I colloqui a Vienna, il futuro dell'accordo sul nucleare (JCPOA, Joint Comprehensive Plan of Action) sono stati  al centro dell'intervista del ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian rilasciata a Euronews a Monaco.

Il ministro iraniano rispondendo alla domanda cosa si intende quando si parla di ''serietà dell'Iran'' in riferimento ai negoziati ha detto:"Con il governo del dottor Ebrahim Raisi, fin dall'inizio, il nostro approccio nei confronti dei colloqui di Vienna - che per noi hanno come finalità quella di eliminare le sanzioni - è stato definito da questo obiettivo: o non iniziamo neppure a negoziare o, se lo facciamo, dobbiamo assicurarci che ci sia una relativa armonia tra il modo in cui stiamo dialogando a Vienna e l'approccio realistico dell'esecutivo del dottor Raisi."

"Non siamo venuti a Vienna per partecipare ai negoziati tanto per farlo, ma per raggiungere un buon accordo. Credo che non siamo mai stati così vicini a un tale accordo come in questo momento." Ha reso noto Hossein Amir Abdollahian

L'alto diplomatico iraniano reagendo al termine "l'Iran è isolato" usato dal giornalista dell'Euronews ha detto:"In primo luogo, voglio correggere le sue parole. Non crediamo che l'Iran sia un paese isolato. Le sanzioni unilaterali e illegali degli Stati Uniti ci hanno causato dei problemi. Dal 2015, l'inazione - specialmente da parte di tre Paesi europei, Regno Unito, Francia e Germania - ha causato alcuni problemi all'Iran, ma nonostante tutti gli sforzi, anche durante l'amministrazione Trump con la sua campagna di "massima pressione" contro la Repubblica Islamica dell'Iran, l'isolamento del nostro Paese non ha avuto successo."

"Lei mi ha chiesto se ci sarà un impatto concreto nella vita delle persone- prosegue il ministro iraniano- Senta, ci stiamo avvicinando all'accordo e ci sono alcune questioni in sospeso che rappresentano le nostre linee rosse. Finora, abbiamo intrapreso molte iniziative e abbiamo mostrato la flessibilità richiesta al tavolo dei negoziati di Vienna. Se oggi diciamo che siamo più vicini che mai all'accordo, è perché abbiamo informato gli americani tramite degli intermediari e i 3 Paesi europei - Regno Unito, Francia e Germania - sono stati messi al corrente delle nostre intenzioni direttamente dai miei colleghi a Vienna o da me tramite conversazione telefonica o durante le riunioni con i ministri degli Esteri. Stiamo dicendo a tutti loro molto chiaramente che adesso è il loro turno. È arrivato il momento di vedere iniziative e flessibilità da parte occidentale. Crediamo che se l'Occidente vede cosa sta succedendo a Vienna in modo più realistico, in meno di poche ore possiamo finalizzare l'accordo." Ha concluso.

 

 

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