Giu 29, 2022 06:45 Europe/Rome
  • Iran, si celebra Giornata della lotta alle armi chimiche

Tehran (Pars Today Italian)- Oggi si celebra la Giornata della lotta alle armi chimiche, nell'anniversario del bombardamento chimico della città iraniana di Sardasht.

Sardasht è la terza città al mondo dopo Hiroshima e Nagasaki in Giappone, ad essere stata colpita con armi di distruzione di massa.

Il 28 e 29 giugno 1987, durante la guerra imposta tra Iran ed Iraq del tiranno sanguinario Saddam Hussein, i bombardieri iracheni attaccarono con bombe chimiche quattro zone affollate di Sardasht causando un massacro di civili. Il bombardamento chimico provocò la morte di 110 persone e il ferimento di altre cinquemila.

Purtroppo, molti cittadini di Sardasht patiscono ancora oggi gli effetti di questo terribile attacco. Nonostante siano trascorsi 32 anni dai bombardamenti chimici sulla città iraniana, ancora le famiglie delle vittime sollecitano la comunità internazionale per portare i principali responsabili di quei crimini davanti alla giustizia, ma tutti gli appelli sono rimasti inascoltati.

A partire dal 1981, l’Iraq  ha sparato innumerevoli testate chimiche contro i soldati iraniani. La guerra tra Iran ed Iraq (1980-1988) è stata la più lunga guerra convenzionale del XX secolo e una delle più sanguinose.

Le truppe irachene effettuarono il primo vasto attacco chimico contro l’Iran nel marzo 1981 con tonnellate di senape di zolfo e agenti nervini. Più tardi, con l’aiuto della Germania, l’Iraq ha cominciato a produrre gas mostarda e agenti nervini in grande quantità. A seguito di numerose richieste da parte del governo iraniano, la cosiddetta comunità internazionale nel 1984 ha inviato in Iran tre squadre ufficiali di indagine, ma solo dopo che gli elicotteri costruiti dai tedeschi, russi e francesi aveva scaricato altre tonnellate di veleno sul suolo iraniano.

Nel marzo 1984, il segretario generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, ordinò un’indagine che ha esposto l’Iraq come trasgressore del Protocollo di Ginevra del 1925 che vieta l’uso di gas velenosi nelle guerre. Tuttavia, gli Stati membri hanno ignorato l’accusa contro il regime iracheno. Due indagini ufficiali furono avviate nel febbraio-marzo 1986 e nel mese di aprile 1987. Anche in questo caso, la comunità internazionale ha ignorato i risultati.

Anche in Iraq la popolazione curda ricorda 32mo anniversario dal bombardamento con armi chimiche sulla città curda di Halabja, nel Kurdistan iracheno, sempre per mano di Saddam. I morti furono 5mila e i feriti più di 100mila. Molti di questi sono stati abbattuti come animali dalle squadre della morte capeggiate dal criminale Ali “il Chimico”, cugino di Saddam, per nascondere ogni traccia di questo massacro.

 

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