Set 21, 2022 09:41 Europe/Rome
  • Iran, manifestazioni di protesta fomentate in alcune città iraniane da agenti stranieri

Mentre un gran numero degli iraniani commossi dalla morte di Mahsa Amini attende l'annuncio dell'esito dell'inchiesta su questo triste incidente,...

alcune manifestazioni di protesta si sono svolte in certe città iraniane, tra cui anche a Teheran, e sono stati distrutti e dati alla fiamma alcuni beni pubblici.

Giovedì 15 settembre il Centro informazioni della polizia di Teheran in seguito alla pubblicazione della notizia di una giovane ragazza del nome Mahsa Amini che era stata condotta a una stazione di polizia per darle delle istruzioni e lezioni di moralità, ha annunciato che lei era colpita da un attacco di cuore e trasferita subito in ospedale  con la collaborazione della polizia e dei servizi di pronto soccorso, ma purtroppo Mahsa Amini si è deceduta.

Dopo questo tragico incidente, Seyed Ebrahim Raisi, presidente della Repubblica islamica dell'Iran ha ordinato al ministro dell'Interno Ahmad Vahidi di aprire immediatametne e con particolare attenzione un'inchiesta sull'accaduto e sui dettagli dell'evento e di dichiarare subito l'esito.

"Vostra figlia e tutte le ragazze dell'Iran sono come mie figlie", così il presidente Ebrahim Raisi in una telefonata con la famiglia di Mahsa Amini, deceduta l'altro ieri nel reparto di rianimazione dell'ospedale pediatrico Kasra di Tehran dopo essere stata colpita da un ictus in una stazione di polizia di morale.

"Ho ordinato al ministero dell'Interno di aprire un'inchiesta su quanto accaduto". Ha aggiunto Raisi dopo aver espresso le proprie sentite condoglianze alla famiglia di Amini.

Il capo della magistratura iraniana ha assicurato anche alla famiglia della defunta "Mahsa Amini" che dopo aver ottenuto i risultati di laboratorio saranno pubblicati subito e senza alcuna considerazione.

In una situazione in cui tutte le autorità della Repubblica islamica dell'Iran hanno chiesto un'indagine sulla morte di "Mahsa Amini", i media stranieri approffitandosi di questo triste incidente hanno cercato di lanciare nuove provocazioni ed incitare la gente ad organizzare le manifestazioni e fomentare la violenza in alcune città dell'Iran.

A Mashhad, un agente di polizia è stato dato alle fiamme da persone sospette, mentre altre persone hanno subito cercato di spegnere i suoi vestiti in fiamme e salvarlo.

Nella città di Rasht, nel nord dell'Iran, alcuni rivoltosi hanno dato fuoco a una moschea, che non ha nulla a che vedere con la cultura del popolo iraniano e ci sono notizie sulla penetrazione di alcuni agenti stranieri in questi raduni.

Inoltre, un mausoleo ad Hamedan è stato dato alla fiamma.

Alcuni media anti-iraniani tra cui l'Iran International, legato ai sauditi e la BBC in lingua persiana incitano continuamente la gente a scendere in piazza.

Anche alcuni canali affiliati al gruppo terroristico anti-iraniano MKO trasmettono video degli incendi dolosi e la violenza contro gli agenti di polizia esortando sempre più persone a condurre atti violenti ed hanno preso di mira la sicurezza della società.

Dopo la vittoria della rivoluzione islamica dell'Iran nel 1979, più di 17mila cittadini e funzionari della Repubblica islamica dell'Iran furono assassinati e martirizzati dal gruppo terroristico degli ipocriti e di altri gruppi terroristici.

 

 

 

 

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