Ago 18, 2016 05:36 Europe/Rome
  • Iran: ecco come avvenne l'operazione Ajax

TEHERAN (Pars Today Italian) - Sessanta cinque anni fa in questo giorno gli Stati Uniti rovesciarono con un colpo di Stato il governo democratico di Mohammad Mosaddeq.

Solo nel febbraio del 2005, Bill Clinton, l’ex presidente americano, ammise, la responsabilità dell’America nel rovesciamento nell’agosto del 1953 del governo democratico del Dr. Mossadeq in Iran. Clinton aggiunse che un colpo di Stato orchestrato dalla CIA scalzò Mossadegh eletto dal popolo iraniano, reinstallando lo Shah che era fuggito in esilio a Roma.
Infatti nel 1953, gli Stati Uniti, il Regno Unito e l'intelligence israeliana si resero responsabili di un golpe che rimosse il Primo Ministro iraniano Mossadeq ma che condusse all'odio per gli Stati Uniti sino ad oggi.

Oggi e’ anniversario di questo evento storico chiave che gli iraniani, indipendentemente dal loro schieramento politico, non hanno mai dimenticato.

La chiave di lettura della geografia politica del Medio Oriente nel secondo dopoguerra è senza alcun dubbio il movimento di decolonizzazione. Dopo avere dato anticipazione di sé nel ventennio tra i due conflitti mondiali, la voglia di emancipazione dei paesi sottoposti a regime coloniale esplose, subito dopo la liberazione del mondo dai regimi nazisti, mostrando la propria forza dirompente.

Negli anni '50 e negli anni '60, gli Stati Uniti ed il Regno Unito erano preoccupati per la nazionalizzazione della produzione di petrolio da parte dell'Iran e dall'Iraq. Gli Stati Uniti consumano approssimativamente il 30% della produzione di energia del mondo (come misurato dal British Thermal Units) tuttavia hanno solo il 6% della popolazione mondiale. George Kennan nel 1948 disse: "Abbiamo il 50% della ricchezza del mondo ma soltanto il 6,3% della popolazione. In questa situazione, il nostro lavoro reale... deve essere inventare la costruzione di una serie di rapporti che ci permettano di mantenere questa posizione di disparità. Per fare ciò dobbiamo esimerci dai sentimentalismi... dovremmo cessare di pensare ai diritti dell'uomo, all'innalzamento del livello di vita e alla democratizzazione." 

Dal 1941 il trono persiano era occupato dal giovane Mohammed Reza Pahlavi posto a sedere sulla poltrona imperiale grazie all'aiuto di russi e inglesi, timorosi che il vecchio Reza Pahlavi, padre di Mohammad, che aveva mostrato simpatie per Hitler potesse cadere, con tutto il petrolio iraniano, nella trappola nazista. La posizione di Mohammad Reza era resa difficile dal movimento religioso guidato dal grande ayatollah Kashani, contrario all'interferenza straniera negli affari del paese, a cui univa il forte sentimento di odio per gli inglesi. Questi ultimi erano considerati responsabili di ogni sventura, anche delle carestia e della siccità.                                 

Il 28 aprile 1951, il Parlamento nominò Mossadegh primo ministro. Il mandato affidatogli parlava esplicitamente del compito che gli veniva affidato: la nazionalizzazione della compagnia petrolifera. Lo Shah si vide costretto di andare in esilio.

Mohammed Mossadeq, sostenuto da ayatolah Kashani, ha tenuto la scena nei successivi due anni, superando tutti in astuzia: le compagnie petrolifere straniere, l'Aioc, i governi statunitense e britannico, lo scià, i propri avversari interni. Subito dopo la nazionalizzazione della Aioc gli inglesi che non si potevano permettere di perdere la più valida risorsa di petrolio all'estero impegnarono ogni forza e risorsa nel tentativo di risolvere positivamente la controversia. La prima soluzione cui essi pensarono fu quella armata di un'occupazione di Abadan, la zona dove era ubicata la raffineria più importante dell'Iran, quasi a confermare la permanenza, nella classe politica britannica, di una mentalità fortemente imperialista. L'Aioc e il governo britannico reagirono facendo ricorso al Tribunale internazionale dell'Aia e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite e minacciando sanzioni contro gli eventuali acquirenti del greggio iraniano. A questo boicottaggio o embargo aderirono fin dal 5 giugno le compagnie petrolifere statunitensi e il petrolio nazionalizzato non trovò acquirenti. La posizione di Mosaddeq ne risultò indebolita, ma di fronte all'entusiasmo popolare per la nazionalizzazione lo scià, che pure temeva per le sorti della dinastia, preferì evitare uno scontro diretto. All'inizio del 1952, per coinvolgere gli Stati uniti, il governo britannico propose di sostituire al monopolio dell'Aioc un consorzio petrolifero internazionale; in agosto gli Usa aderirono. La caduta di Mosaddeq era ormai inevitabile, malgrado l'appoggio della classe religiosa, che sosteneva con la sua forza organizzativa la nazionalizzazione. Il 19 agosto 1953, travolto da un colpo di stato guidato dal generale Zahedî con l'appoggio finanziario e organizzativo degli Usa e della G.B, Mosaddeq veniva arrestato e successivamente condannato a tre anni di isolamento seguiti dagli arresti domiciliari fino alla morte. Il colpo di stato spianò la strada alla dittatura dello Shah, che da quel momento in poi divenne un fedele alleato degli Stati Uniti. Il regime dello Shah Reza Pahlavi era autoritario e fortemente repressivo, che e` alla fine rovesciato nel 1979 dalla rivoluzione islamica guidata dall'imam Khomeini, defunto padre della repubblica islamica che la Clemenza di Dio sia su di lui. Il popolo dell’Iran conosce molto bene i nemici, perche’ dopo la rivoluzione gli Stati Uniti insieme all’Occidente ed alcuni paesi arabi, soprattutto l’Arabia Saudita, hanno sempre tentato di distruggere l’Iran indipendente subendo pero' continue sconfitte.

 

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