Mar 06, 2021 05:57 Europe/Rome
  • I principi immutabili dell’Islam e l’educazione occidentalizzata nel mondo islamico - 1a. P

L’introduzione dei sistemi educativi occidentali nel mondo islamico è uno dei principali elementi ad aver introdotto tensioni ed eterogeneità all’interno della cornice della società islamica.

Questo fattore, unito al costante contatto che molti eruditi e studenti musulmani intrattengono con le istituzioni educative nello stesso mondo occidentale, ha portato al centro della scena la questione cruciale della relazione tra i principi immutabili dell’Islam e la filosofia, i metodi ed il contenuto dei sistemi educativi occidentali. Questa disparità, incongruenza e il costante conflitto aperto tra i sistemi educativi islamici ed occidentali ed i loro obiettivi devono essere esaminati e studiati seriamente da tutti coloro che sono interessati al bene della società islamica ed al suo futuro.

Due sistemi educativi concorrenti hanno creato nel mondo islamico di oggi una rottura tra una minoranza di educazione occidentale e una maggioranza che, tanto a livello popolare quanto intellettuale, è radicata nell’Islam tradizionale. Una generazione di musulmani di molti paesi è stata educata ad una tipologia di pensiero, basata sulla scienza e la filosofia moderne, che rende loro difficile comprendere il linguaggio delle opere tradizionali nelle quali è contenuta la sapienza islamica. In molte parti del mondo islamico è possibile vedere come due persone, appartenenti allo stesso paese e che parlano esternamente lo stesso linguaggio, non si intendano tra loro perché utilizzano sistemi di riferimento e visioni del mondo differenti. Nel contempo, da oltre un secolo, sono apparse un gran numero di opere prodotte da orientalisti occidentali, molti dei quali ostili all’Islam, che difatti hanno scritto sull’Islam non per il loro amore verso quest’ultimo ma solo per poterlo confutare. Queste opere, incluse quelle che sono piene di pregiudizi e distorsioni, sono comunque le uniche fonti di informazione sull’Islam disponibili per le persone educate secondo i moderni sistemi educativi e per molti risultano attraenti per il loro apparente metodo e linguaggio “scientifico”.

A questa situazione si aggiunge la necessità che sentono differenti parti della comunità islamica, come quella sunnita e quella sciita, di conoscersi meglio tra loro e, su una scala più ampia, di ottenere una conoscenza più profonda delle altre grandi tradizioni religiose del mondo. Il problema dell’incontro con altre religioni è complementare al contatto con il modernismo. Un musulmano tradizionale che non ha incontrato il mondo moderno non ha bisogno di preoccuparsi della teologia cristiana o della metafisica indù o buddista. Ma una volta che si entra in contatto con le differenti forme di modernismo, esiste nella maggioranza dei casi una necessità interiore di conoscere anche le altre religioni. Di fatto, questa conoscenza spesso è un antidoto contro lo scetticismo prodotto come conseguenza dell’influenza del modernismo, mentre in un ambiente islamico omogeneo questa conoscenza sarebbe nella maggioranza dei casi non necessaria e superflua.

Tenendo a mente questi fattori, crediamo che la funzione dei sapienti musulmani che si occupano degli studi islamici in Occidente o nel contesto delle istituzioni educative moderne all’interno dello stesso mondo islamico sia di essere coscienti delle seguenti mete e obiettivi che riguardano l’intera comunità islamica ed il suo futuro:

1) L’Islam è una tradizione spirituale e religiosa viva, non una religione morta di interesse meramente storico. Il dovere dei sapienti dell’Islam che si muovono in un contesto moderno deve essere, prima di tutto, quello di presentare al mondo moderno i molti tesori sapienziali che continuano ad esistere nella tradizione islamica ma che sono quasi dimenticati da una generazione di musulmani di educazione occidentale. Questo significa tradurre le verità tradizionali dell’Islam in un linguaggio contemporaneo senza tradirle. Questo difficile compito richiede qualcuno che creda fermamente nell’Islam e non sia stato infatuato dal rumore e dal clamore del modernismo. Richiede qualcuno che giudichi il mondo secondo i principi immutabili dell’Islam e non cerchi di “riformare” le verità, fornite da Allah, alla luce delle circostanze transitorie ed effimere chiamate “i tempi”. Questa persona deve essere libera dal senso di inferiorità intellettuale rispetto all’Occidente. Al contrario, deve coscientemente difendere ed essere orgoglioso della tradizione islamica con tutte le sue ricchezze intellettuali e spirituali, e non vedere l’Islam come una semplice fede razionale priva di dimensioni spirituali, come alcuni hanno cercato di renderlo.

2) Nel contempo deve conoscere bene il mondo occidentale. Conoscerlo bene, ma non di seconda mano, il ché lo porterebbe a prendere come novità ciò che è già stato abbandonato dall’intelligentsia d’Occidente. Deve conoscere le forze interne che motivano lo mente occidentale e comprendere chiaramente la vita filosofica, scientifica, religiosa, artistica e sociale dell’Occidente nelle loro radici religiose e storiche, così come nelle sue manifestazioni attuali. Solo una persona che conosca di prima mano la vita intellettuale dell’Islam e padroneggi i mezzi di espressione contemporanei può sperare di presentare in una forma e in un linguaggio nuovi la sapienza perenne che esiste all’interno della tradizione islamica. Solo una persona così può trasmettere la conoscenza necessaria dell’Islam ad una nuova generazione che ha perduto il contatto con questa sapienza, essendo stata educata attraverso un altro metodo di pensiero ed espressione, e che allo stesso tempo necessita disperatamente della verità salvifica contenuta nel messaggio islamico.

3) Lo studio dell’Islam da parte degli orientalisti ha prodotto un gran numero di opere che sono state studiate da tutti gli interessati negli studi islamici, non solo in Occidente e nei paesi non musulmani dell’Asia, ma anche nei paesi musulmani nei quali una lingua europea, come l’inglese o il francese, è diffusa. Disgraziatamente, l’Islam non ha ricevuto un trattamento favorevole nella maggior parte di queste opere, anche in comparazione con altre grandi religioni dell’Asia come l’Induismo e il Buddismo. Molti fattori, come i contatti storici tra Cristianesimo ed Islam, che non sono sempre stati amichevoli, la paura medievale verso i musulmani in Europa, il fatto che l’Islam sia posteriore storicamente al Cristianesimo, l’origine semitica dell’Islam per la popolazione in prevalenza indoeuropea del mondo occidentale, che per questo si sente naturalmente più attratta dall’Induismo e da altre religioni arie, tutto questo ha giocato un ruolo nel trattamento sfavorevole che l’Islam ha ricevuto e continua a ricevere in molte parti dell’Occidente, sebbene ci siano, ovviamente, degne eccezioni. Di fatto, fino a poco tempo fa, molti orientalisti scrivevano sull’Islam avendo intrapreso questo campo non per amore verso qualcuno dei suoi aspetti, ma perché vi erano stati spinti più o meno involontariamente in quanto filologi o missionari.

Fonte: http://islamshia.org/i-principi-immutabili-dellislam-e-leducazione-occidentalizzata-nel-mondo-islamico-s-h-nasr/

 

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