Apr 23, 2021 16:56 Europe/Rome
  • I misteri del digiuno (Asrār as-saum)* 1a P.

Premessa Sia lodato Allàh che ha fatto grandi elargizioni di grazia ai Suoi servi allontanando da essi le insidie e le arti del demonio (shaytan), respingendo le sue speranze e frustrandone i propositi allorché stabilì il digiuno a difesa e protezione dei Suoi amici e aprì loro per Suo mezzo le porte del Paradiso e fece loro ...

conoscere come gli espedienti diabolici per arrivare al cuore siano gli appetiti nascosti e come nel domarli «l’anima tranquilla» (Sacro Corano, LXXXIX, 27), che mostra la sua bravura combattendo l’avversario, divenga forte col favore divino. E sia benedetto Muhammad, colui che guida le creature e spiana la via, e siano benedetti la sua Famiglia e i suoi Compagni, uomini dotati d’acuta perspicacia e d’intelligenza superiore. Il Signore dia loro salvezza in gran copia!

Il digiuno è «un quarto della fede», avendo affermato il Profeta (S) «II digiuno è meta della pazienza» e «La pazienza è metà della fede». Esso si distingue fra gli altri pilastri della fede per una particolare relazione con Allàh eccelso, avendo Egli dichiarato, secondo quanto ha riferito il Suo Profeta (S): «Ogni opera buona sarà moltiplicata per dieci fino a settecento, eccettuato il digiuno, poiché questo appartiene a Me ed Io lo ricompenserò». Ha detto pure Allàh l’Altissimo: «Verrà certamente corrisposto ai pazienti la loro mercede, senza restrizione (computo)» (Sacro Corano, XXXIX, 10). E poiché il digiuno è «metà della pazienza», la sua ricompensa sorpassa le regole della valutazione e del computo.

Per conoscere il suo merito ti basti quello che ne ha detto il Profeta (S): «Per Colui nelle cui mani è la mia anima, i resti di cibo nella bocca di chi digiuna sono presso Allàh più fragranti del muschio». Dice infatti Allàh Grande e Potente [in un hadith qudsi, ndr]: «Chi digiuna trascura appetito, cibo e bevande per Me. Il digiuno Mi appartiene ed Io ne stabilisco la ricompensa». II Profeta (S) ha detto: «II Paradiso ha una porta detta Rayyān per la quale non entrano se non quelli che digiunano: essa è il luogo promesso per l’incontro con Allàh l’Altissimo in ricompensa del digiuno». E ancora: «Chi fa il digiuno ha due gioie: l’una al momento in cui lo interrompe, l’altra quando incontra il suo Signore». E ancora: «Ogni casa ha una porta e la porta del culto è il digiuno»; e «II sonno di chi digiuna è culto».

Abū Huraira ha riferito che il Profeta (S) disse: «Quando entra il mese di Ramadàn vengono aperte le porte del Paradiso e chiuse quelle dell’Inferno, vengono legati i demoni e v’è uno che grida: “O tu che desideri il bene, su, fallo! O tu che desideri il male, smettila!“». E Wakī’ (1), commentando le parole dell’Altissimo: «Mangiate e bevete in pace per quel che prima faceste nei giorni trascorsi» (Sacro Corano, LXIX, 24), disse che questi erano i giorni del digiuno, giacché in essi si era tralasciato di mangiare e di bere.

L’Inviato di Allàh (S) ha unito nel vanto (valore), mettendoli sullo stesso piano, l’ascesi nel mondo terreno e il digiuno; disse infatti: «L’Altissimo accomuna nel vanto gli angeli e il giovane devoto con le parole: “O giovane che abbandoni i tuoi appetiti per Me, sacrificando per Me la tua giovinezza, sei presso di Me come uno dei Miei angeli“». Di colui che digiuna il Profeta (S) disse: «Allàh – Grande e Potente – dice: “Angeli Miei, osservate il Mio servo: per Me ha lasciato da parte appetito, piacere, cibo e bevande“». A proposito delle parole dell’Altissimo: «E nessuna anima conosce qual grande gioia è in serbo nascosta per loro in premio delle loro azioni buone» (Sacro Corano, XXXII, 17) si è detto: per azione buona qui si deve intendere il digiuno, avendo Allàh affermato: «Verrà certamente corrisposto ai pazienti la loro mercede, senza restrizione (computo)» (Sacro Corano, XXXIX, 10). Ragion per cui sarà data a chiunque digiuna, senza che venga pesata, larga ricompensa al di là di ogni immaginazione e valutazione.

Del resto è giusto che sia così, dal momento che il digiuno appartiene soltanto ad Allàh ed è nobilitato in relazione a Lui, anche se a Lui appartengono tutti gli altri atti di culto, così come è nobilitata la Sacra Casa in relazione a Lui, mentre tutta la terra Gli appartiene. Ciò per due ragioni: la prima ragione è che il digiuno, essendo astensione e rinuncia, è in se stesso un segreto, mancandovi azione che si possa vedere, a differenza di tutte le azioni pie che sono esposte allo sguardo delle creature. Non vedendolo se non Allàh Grande e Potente, il digiuno è opera del tutto interiore che si attua con mera pazienza. La seconda ragione è che il digiuno serve a soggiogare il nemico di Allàh, il diavolo (shaytan)– lo maledica Allàh! – i cui mezzi (per far deviare) sono gli appetiti (desideri) i quali si fortificano col mangiare e col bere. Perciò disse il Profeta (S): «Satana circola nell’intimo dell’uomo alla stessa guisa del sangue; restringetegli quindi i suoi canali con la fame». E ad ‘A’isha ha riportato che il Profeta (S) ha detto: «Continua a battere alla porta del Paradiso», «Con che?» chiese lei, «Con la fame!» rispose il Profeta (S).

Servendo in modo particolare a soggiogare il diavolo, a sbarrare le sue vie, a restringergli i suoi canali, il digiuno merita di essere distinto per la sua relazione con Allàh Grande e Potente. Inoltre soggiogando (combattendo) il nemico di Allàh (lo shaytan), si sostiene Allàh Glorioso; e colui che sostiene (la causa di) Allàh Eccelso beneficerà a sua volta del Suo soccorso, avendo detto l’Altissimo: «Se voi sosterrete Allàh, Egli vi sosterrà e farà saldi i piedi vostri (i vostri passi)» (Sacro Corano, XLVII, 7). L’inizio sta nello sforzo da parte della creatura e la ricompensa nella guida da parte di Allàh Grande e Potente! Perciò ha detto l’Altissimo: «Ma quelli che lotteranno con zelo per Noi, li guideremo per le Nostre vie» (Sacro Corano, XXIX, 69). E: «Allàh non muta mai la Sua grazia ad un popolo, avanti che essi non mutino quel che hanno in cuore» (Sacro Corano, XIII, 11). Ed invero il mutamento è dato dal moltiplicarsi degli appetiti che sono campo e pascolo dei demoni: finché essi rimangono fertili, i demoni non cessano di aggirarvisi, e finché questi continuano ad aggirarvisi la maestà di Allàh Glorioso non si rivela all’uomo e l’incontro con Allàh gli resta precluso. Disse il Profeta (S) «Se i demoni non si librassero sui cuori dei figli d Adamo, questi certamente guarderebbero al Regno dei Cieli».

Fonte: https://islamshia.org/i-misteri-del-digiuno-asrar-as-saum-al-ghazali/

 

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