May 19, 2022 04:31 Europe/Rome
  • La sintesi coranica

TEHERAN (Pars Today Italian) -La Santa Essenza della Realtà si manifesta nei cuori dei Profeti e degli ...

Approssimati sotto la veste dei Nomi e degli Attributi, come dice il versetto “Egli è ogni giorno in una nuova opera” (55,29). Le Sue manifestazioni sono diverse a seconda della diversità dei cuori, ed i Libri che discendono in questi cuori per il tramite di Gabriele, l’Angelo della Rivelazione, sono differenti in ragione della diversità di tali manifestazioni e dei Nomi che ne sono principio.

Allo stesso modo la differenza tra i Profeti e le loro Leggi è dovuta anch’essa alla diversità del Regno dei Nomi. Da tutto questo consegue che ogni Nome più comprensivo e sintetico avrà un reame più comprensivo e sintetico, e la legge che ne deriva sarà più comprensiva e duratura.

Ora, siccome il Sigillo della Profezia, il Nobile Corano e la sua Legge sono luoghi di manifestazione e apparizione o, a seconda del punto di vista, manifestazioni ed apparizioni del livello sintetico dell’Unità e della presenza del Nome Supremo, Allah, per questa stessa ragione essi sono quel che v’è di più comprensivo e sintetico tra le Profezie, i Libri, le Leggi: nulla può essere concepito di più nobile e perfetto, e nessuna conoscenza superiore o comparabile potrà più discendere dal mondo dell’invisibile al mondo naturale (…).

Il Sigillo degli Inviati è pertanto il più nobile degli esseri ed il perfetto luogo d’apparizione del Nome Supremo. La sua Profezia è la più perfetta possibile, forma del regno del Nome Supremo senza cominciamento né fine; e il Libro disceso per lui dal livello invisibile, è disceso grazie alla manifestazione del Nome Supremo. E’ per questa ragione che il Nobile Corano possiede l’unità della sintesi e del dettaglio: perché il Nome Supremo è, ad uno dei Suoi livelli, la sintesi dei Nomi, e ad un altro livello, l’unione della loro molteplicità dettagliata. Esso fa parte della ‘parole sintetiche’ come ne fanno parte, d’altro canto, le parole proprie al Nobile Profeta (con riferimento all’hadith “mi sono state donate le parole sintetiche” – N.d.Y.Bonaud).

Il fatto che il Corano e le parole del Profeta facciano parte delle parole sintetiche, non significa tanto l’esposizione dei principi universali e delle leggi generali, sebbene anche ciò sia vero a suo modo; il suo carattere sintetico ha il seguente significato: come esso è disceso per tutte le varietà d’esseri umani in tutti i cicli dell’umanità e a soddisfazione di tutti i bisogni della specie umana, e come la realtà di questa specie sintetica possiede tutti i livelli, dallo stato inferiore del Mulk (il mondo corporeo -n.d.t.) sino ai livelli più elevati del Malakut e del Jabarut (rispettivamente, il dominio immateriale e quello delle intelligenze pure -n.d.t.) e pertanto gli individui di questa specie hanno in questo mondo inferiore del Mulk la più completa diversità (…), del pari il Sacro Corano è disceso in modo tale che ciascuno possa trarne profitto in ragione della debolezza o della perfezione della sua comprensione e delle sue conoscenze, in funzione del livello di scienza suo proprio (…). (Adab-us-salat, 309-10)

La Realtà Suprema è il principio del Sacro Corano con tutto l’insieme di ciò che deriva dai Nomi e dagli Attributi. Questo Nobile Libro è la forma dell’Unità Sintetica di tutti i Nomi e di tutti gli Attributi e fa conoscere la santa stazione della Realtà con la totalità dei suoi modi e delle sue manifestazioni.

Detto altrimenti, questo Libro luminoso è la forma del Nome Supremo, così come l’Uomo Universale è anch’egli la forma del Nome Supremo. E quel che è più, la realtà essenziale d’entrambi è una sola nella presenza dell’Invisibile, essendo stati divisi sotto il riguardo della forma esteriore nel mondo della separazione, ma non secondo la realtà interiore, e questo è uno dei significati dell’hadith “e non si separeranno sino a che non torneranno a me presso la Fonte del Paradiso“.

La Realtà Suprema ha plasmato l’argilla dell’Adamo primordiale e Uomo Universale dalla mano della Bellezza e da quella della Maestà, e alla medesima stregua ha fatto discendere il Libro Perfetto e Corano Sintetico.

Può anche darsi che sia questa la ragione per cui gli si attribuisce il nome di ‘Corano’ (secondo una delle possibili etimologie della parola, dalla radice ‘q-r-n’ che ha il senso di congiungere, riunire), dal momento che il livello dell’Unità congiunge in sé l’unità e la molteplicità. Per questa stessa ragione, il Sacro Corano non è soggetto a cessazione o annientamento dato che il Nome Supremo e le Sue manifestazioni sono senza principio e senza fine, e tutte le Leggi rivelate altro non sono che un richiamo a questa Legge e a questa Wilayat muhammadica.

E’ anche possibile che il versetto “In verità abbiamo proposto il pegno della fede ai cieli, alla terra e alle montagne, ma essi rifiutarono e ne ebbero paura. L’uomo se ne fece carico, ed egli è ingiusto e ignorante” (33,72), sia stato enunciato al plurale per questa stessa ragione (…), perché il ‘pegno della fede’, nel suo senso esoterico, è la realtà della Wilayat, mentre nel suo senso exoterico è la Legge, la religione della sottomissione, il Corano e la preghiera rituale, tutte manifestazioni di questa realtà esoterica menzionata negli hadith che commentano questo versetto. (Adab, 321)

Come è stato già detto in precedenza, (…) è evidente che l’invocazione ‘In Nome di Dio’, posta all’inizio di ciascuna sura, è legata a quella sura. Di conseguenza, nella sura benedetta ‘il Valore’, ciò significherà: “Abbiamo fatto discendere la Nobile Realtà del Corano, sottile e santa Realtà Divina, nel Nome di Dio, Allah, che è la Realtà Sintetica del Nomi ed il Nome Supremo del Signore, determinata dalla Misericordia Assoluta sotto i suoi due aspetti della Misericordia intensiva (Ar-Rahman – o comprensiva, n.d.t.) e della Misericordia estensiva (Ar-Rahim – o distributiva, n.d.t.), nella notte del Valore muhammadico”.

Ciò significa che l’apparizione del Sacro Corano è la conseguenza dell’apparizione sintetica della funzione di Divinità, e del dispiegamento e della contrazione propri alla Misericordia estensiva e alla Misericordia intensiva. E ancor più, la realtà del Sacro Corano ‘è’ essa stessa il livello dell’apparizione della presenza del Nome Supremo Allah per l’apparizione della Misericordia nei suoi due sensi suddetti, ed essa congiunge così in sé la sintesi ed il dettaglio.

Quel che ne consegue è che questo Nobile Libro è assieme congiunzione (qur’an) e distinzione (furqan), così come la realtà spirituale del Sigillo dei Profeti (la stazione della sua Wilayat) è parimenti qur’an e furqan, stazione dell’unità della sintesi e del dettaglio (…).

E se nel mondo della separazione vi è una qualche distinzione tra i due Corani, vale a dire tra il Corano scritto rivelato e quello che è stato rivelato, e tra il Libro Divino e la Realtà Muhammadica, nella Notte dell’Unione, invece, ‘Noi’ abbiamo riunito le due congiunzioni e le due distinzioni.

Sotto questo medesimo riguardo, questa è la Notte del Valore, ma nessuno ne conosce appieno il Valore, eccettuate le persone del Sigillo dei Profeti, che ne è essenzialmente il detentore, e dei suoi successori infallibili (awsiyyà), che ne sono detentori susseguentemente. (Adab 332-3)

L’importanza di ciascuna cosa la si comprende in ragione della comprensione della sua Realtà essenziale. La Realtà essenziale del Nobile Corano Divino, prima della sua discesa negli stati creati e del passaggio per le tappe dell’Attività, è inclusa nelle modalità dell’Essenza e delle realtà che procedono dal Sapere nella presenza dell’Unicità, e questa è la realtà della Parola Interiore, che è una ‘risonanza’ essenziale nella Presenza dei Nomi.

Questa realtà essenziale non la si acquista né tramite le scienze formali, né mediante le conoscenze del cuore, né grazie ai disvelamenti occulti, ma soltanto in virtù del completo disvelamento Divino all’essenza benedetta del Sigillo dei Profeti*, nell’intimo ricetto della stazione “alla distanza di due archi”, o nella sua solitudine più segreta “più da presso” (53,9) (cfr. l’hadith ‘conosce il Corano solo colui cui è indirizzato’ n.d.Y.Bonaud).

Essa è al disopra della portata delle speranze del genere umano, eccezion fatta per il fiore degli Intimi di Dio, dei Suoi Approssimati, che sotto il riguardo dei lumi spirituali e delle realtà Divine sono associati alla natura spirituale di Mohammad*, ed estinti in lui in ragione della loro totale adesione: essi ricevono la Conoscenza per disvelamento in eredità da lui, e la realtà essenziale del Corano è riflessa nei loro cuori con il medesimo splendore e perfezione che nel suo cuore benedetto, senza passare per i diversi stadi e le diverse tappe.

E’ quello il Corano senza alterazioni (Tahrif, di cui il senso primario è, conformemente all’etimologia, quello di ‘far lettera’), né modificazioni che procede dal Libro della Rivelazione Divina. Colui che può farsene carico è la nobile persona dell’Intimo di Dio assoluto, ‘Alì* figlio di Abu Talib (in quanto prototipo e sigillo della Wilayat, e non come unica eccezione [cfr. l’hadith secondo cui tutti i Purissimi sono i ‘portatori del libro di Dio’ n.d.Y.Bonaud], e tutti gli altri non possono ricevere questa realtà che dopo la sua discesa dalla dimora invisibile al livello visibile, in virtù del passaggio per le varie tappe del Mulk, e del rivestimento dell’abito delle parole e delle lettere di questo basso mondo.

Questo è uno dei significati possibili dell’ “alterazione” che ha avuto così luogo per il Sacro Corano, come per tutti gli altri Libri Divini: tutti i suoi nobili versetti sono stati posti alla portata del genere umano dopo questa alterazione, ossia dopo le numerose alterazioni dovute alle tappe percorse a procedere dalla Presenza dei Nomi sino all’ultimo dei mondi manifestati.

Il numero dei livelli di alterazione corrisponde punto per punto a quello dei livelli esoterici (maratibu batinat) del Corano, ma l’alterazione in ragione dei livelli dei mondi è la discesa dall’invisibile assoluto al manifestato assoluto, mentre l’esoterico è viceversa il ritorno dal manifestati assoluto all’invisibile assoluto, essendo pertanto i punti di partenza dell’alterazione e dell’esoterico.

Il pellegrino spirituale in viaggio verso Dio, in corrispondenza di ciascuna delle stazioni esoteriche che egli consegue, si libera di un grado d’alterazione, e solo allorquando perviene all’esoterico assoluto egli ne è del tutto libero (Adab 181-2).

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(Tratto da: Christian (Yahya) Bonaud, Metaphisique et Theoligie dans les oeuvres philosophiques et spirituelles de l’Imam Khomeyni, 2^ partie, pagg. 289-292).

A cura di Islamshia.org

 

 

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