Oct 18, 2019 21:04 Europe/Rome
  • Uranio impoverito: secondo le stime sono 7000 i militari colpiti in Italia

La correlazione tra l'uso di munizionamento all'uranio impoverito e i decessi tra i membri delle forze armate italiane continua a far discutere. A oggi secondo alcune stime in Italia sono 7000 i militari colpito, ma lo Stato Maggiore italiano nega qualsiasi accusa sostenendo che le forze armate italiane non usano munizioni all’uranio impoverito.

Sono molte in Italia le vittime presunte vittime dell’uranio impoverito, ma sono anni che si cerca di dimostrare la pericolosità di questo tipo di armamenti per chi li maneggia e chi svolge missioni lì dove queste munizioni sono state adoperate. I militari italiani ne sono entrati in contatto nelle varie missioni militari condotte negli ultimi anni del XX secolo e i primi anni duemila. Secondo alcune stime in Italia sono circa 7000 i soldati che si sono ammalati di tumore, in apparenza inspiegabilmente, e secondo molti, a causa dell’uranio impoverito. Se si trovassero delle correlazioni certe, i morti accertati sarebbero più di 350. È difficile fare delle stime e delle statistiche precise in quanto il ministero della Difesa è restio a discutere la questione delicatissima. Facendo una stima la regione italiana con più soldati colpiti è la Sardegna (538), segue la Puglia (501), la Campania (475) e la Sicilia (454). Le applicazioni militari dell’uranio impoverito L’uranio impoverito è un prodotto di scarto dell’arricchimento dell’uranio per l’uso nei reattori nucleari e nelle bombe nucleari. Essendo molto denso; 19.050 kg per m³, è 1,67 volte più denso del piombo (il metallo più usato nei proiettili). Di conseguenza, un proiettile di uranio impoverito di una determinata massa ha un diametro inferiore rispetto a un proiettile di piombo equivalente, con minore resistenza aerodinamica e capacità di penetrazione maggiori a causa di una maggiore pressione nel punto d'impatto. Inoltre i proiettili di uranio impoverito sono spesso intrinsecamente incendiario perché l'uranio è infiammabile. Specularmente, a causa della sua alta densità, l'uranio impoverito può essere utilizzato anche nell'armatura dei carri armati, inserendo delle piastre tra le corazzature d'acciaio dei mezzi. In che maniera è pericoloso per la salute? Una volta che un proiettile all’uranio impoverito colpisce il bersaglio, il proiettile inizia a bruciare all'impatto, creando minuscole particelle di U-238 radioattive. I venti possono trasportare questa polvere radioattiva per molti chilometri, potenzialmente contaminando l'aria. L’inalazione di queste particelle può causare cancro ai polmoni, danni ai reni, tumori alle ossa e alla pelle, nonché difetti alla nascita e avvelenamento chimico. La prima guerra del Golfo Persico del 1991 fu il primo conflitto a vedere l'uso diffuso dell'uranio impoverito, sia nei proiettili perforanti che nelle armature protettive della nuova generazione di carri armati americani Abrams.
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