Dic 06, 2019 20:14 Europe/Rome
  • Disastro Libia

Italia in Libia conta sempre meno. L’ostilità turca e l’assenza d’iniziativa politica del governo Conte ci stanno condannando all’irrilevanza. Intanto il generale Khalifa Haftar si rafforza ed è vicino a sfondare le difese meridionali di Tripoli. L’Italia rischia di perdere il controllo dei flussi migratori e delle risorse energetiche.

In Libia un tempo eravamo la potenza di riferimento. Oggi siamo l’ultima ruota del carro. Il premier Giuseppe Conte l’ha capito durante il vertice Nato di Londra quando è stato tenuto alla larga dagli incontri su Libia e Siria in cui Gran Bretagna, Francia, Germania e Turchia hanno affrontato le vicende dell' ex-colonia d'Italia. Il disperato tentativo del premier italiano, di tirar per la giacca Donald Trump implorandolo di riprendere in mano il dossier Libia riservando all’Italia un ruolo di riguardo, difficilmente cambierà la situazione. La nostra presenza in Libia risulta non solo inefficace e ininfluente, ma addirittura assente. E il premier Conte ne è il principale responsabile vista la pretesa, emersa già quando guidava la coalizione giallo-verde con la Lega, di esercitare un pieno controllo sull’azione politica dell’Italia. Un’azione politica rivelatasi disastrosa. Lo dimostra l’incapacità di prevenire o bloccare l’accordo, firmato lo scorso 27 novembre, con cui Turchia e Libia definiscono un arbitrario confine marittimo e delimitano le rispettive competenze sul tratto di Mediterraneo tra i due paesi. Un accordo assolutamente illegittimo e privo in base al diritto internazionale di qualsiasi fondamento, ma assai insidioso per l’Italia. Ankara intende utilizzarlo, infatti, per giustificare la propria sovranità sulle acque intorno a Cipro. Acque dove Erdogan, nel febbraio 2018, ha dispiegato la marina militare per bloccare le navi dell’Eni impegnate nella ricerca di giacimenti di gas su incarico del governo di Nicosia. Giacimenti che, a detta di Ankara, andrebbero condivisi con quella Repubblica Settentrionale di Cipro occupata dalla Turchia nel 1974 e mai riconosciuta dalla comunità internazionale. Pretese turche a parte il non aver saputo impedire la firma di un trattato contrario ai nostri interessi dimostra l’inconsistenza politica di un’Italia che non solo aiuta il governo di Fayez Al Serraj, ma ne ha garantito nel 2016 l’effettivo insediamento. All’origine di quest’irrilevanza, frutto dell’ostilità turca, vi è un errore fondamentale di Giuseppe Conte.
Commenti