Gen 20, 2020 07:49 Europe/Rome
  • Dove sta andando l'onorevole Salvini?

di Davood Abbasi

E' molto molto raro che si assumano posizioni da parte nostra in merito agli affari interni italiani, a meno che sia il nostro paese, l'Iran, ad essere chiamato in causa.

Infatti, qualche giorno fa, abbiamo diffuso la notizia in cui si riteneva "vergognoso" il fatto che l'onorevole Salvini, avesse definito "giusto", l'assassinio in Iraq del generale iraniano Soleimani, per ordine diretto del presidente americano Trump.

Vergognoso, non perche' decine di milioni di iraniani amano il martire Soleimani (e sono scesi in piazza per i suoi funerali), anche perche' l'onorevole potrebbe dire di essere indifferente ai sentimenti della popolazione mediorientale;

ma per una ragione semplicemente tecnica e di diritto internazionale: perchè l'Iran denuncierà l'azione americana al tribunale internazionale dell'Aja e secondo la maggiorparte degli esperti, persino negli Stati Uniti, è molto probabile che il tribunale condanni Washington.

Una condanna che non implica, purtroppo, nessuna sanzione agli Stati Uniti, ma che dimostrerà a personaggi come il signor Salvini che il martire Soleimani non era "un terrorista" ma "l'eroe della guerra contro l'Isis" e come minimo, l'autorita' ufficiale di uno Stato membro dell'Onu, che si trovava in missione diplomatica in Iraq. E che quindi eliminarlo con un'attentato, non è "giusto" in nessun modo.

Ma non contento di questa dichiarazione che va apertamente contro le leggi internazionali, l'onorevole Salvini ne ha fatta un'altra, che se non più grave, è purtroppo agli stessi livelli.

Quella di voler riconoscere Gerusalemme capitale di Israele.

Tali proclamazioni, fatte negli anni precedenti solo da autorità del regime di Tel Aviv, sono state condannate da Risoluzioni ONU e sentenze di corti internazionali, poiché la città di Gerusalemme comprende territori non riconosciuti come israeliani dal diritto internazionale. La Corte internazionale di giustizia ha confermato nel 2004 che i territori occupati da Israele oltre la "Linea Verde" del 1967 continuano a essere "territori occupati" e dunque con essi anche la parte est di Gerusalemme.

Il 7 ottobre 2002 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la Risoluzione 1322 (2002) confermando le precedenti Risoluzioni 476 e 478 del 1980, 672 del 1990 e 1073 del 1996 e "tutte le proprie altre Risoluzioni rilevanti".

La Corte internazionale di giustizia in una sua opinione ufficialmente espressa nel 2004 ha confermato la validità di tali risoluzioni, in particolare della Risoluzione 478, affermando come sia (Ris. CdS 476) "inammissibile l'acquisizione di territorio con la forza" e che tutte le misure amministrative e legislative intraprese da Israele e volte ad alterare lo status di Gerusalemme, inclusa la "legge base" israeliana che dichiara Gerusalemme quale propria capitale, costituiscono una "violazione del Diritto internazionale".

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha richiamato tutti i membri ONU a "(a) accettare tale decisione e (b) a ritirare le proprie missioni diplomatiche presso Israele che fossero presenti a Gerusalemme". Tale ritiro è effettivamente avvenuto, anche di quegli Stati che avevano proprie ambasciate presso Israele a Gerusalemme. Nella cartografia ONU, non è attualmente indicato alcun centro quale capitale d'Israele.   

Nel 1995 il Congresso statunitense tentò di imporre all'amministrazione un riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele; l'entrata in vigore del provvedimento è stata però rimandata dai vari Presidenti fino al 6 dicembre 2017, quando Donald Trump ha dichiarato il trasferimento dell'Ambasciata USA nella Città Santa argomentandola come una scelta "necessaria per la pace".

Ora, le domande da porre all'onorevole Salvini sono queste:

Per quale ragione intende vìolare le risoluzioni Onu ed europee? Qual è l’interesse italiano?

E qual è il suo interesse per fare questo passo?

Dove sta andando l'onorevole Salvini?

Sono domande che ci poniamo con preoccupazione, sul leader di uno dei partiti politici italiani piu' importanti.

In questi giorni, quando si ricorda l'anniversario della morte di Bettino Craxi, non è male parlare della sua eredita' in politica estera; quella di una indubbia alleanza nei confronti degli Stati Uniti, ma allo stesso modo la sua autonomia in politica estera e nella regione del Mediterraneo, mirata a trasformare l'Italia in una potenza regionale.

Al di là delle violazioni delle leggi internazionali, ed al di là della ragione e del torto (e su Israele ed i palestinesi ci sarebbe molto da dire), è seriamente difficile credere che le posizioni dell'onorevole leghista, siano davvero negli interessi dell'Italia e del popolo italiano.

 

Tag

Commenti