Mar 30, 2020 10:23 Europe/Rome
  • Sardegna, isola più militarizzata d’Europa

La Sardegna è la regione più militarizzata d’Italia e d’Europa. Tutto ebbe inizio dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando a Washington venne disegnato il ruolo dell’Italia nello scacchiere della Guerra Fredda. Dall’altra parte dell’oceano venne definito il ruolo della Sardegna come crocevia strategico nello scenario internazionale. La Sardegna era il cuore, il punto critico, del sistema politico-militare creato dall’Alleanza atlantica nello scenario europeo.

La Sardegna è come mille cieli sopra un continente, mille realtà spesso nascoste al passante distratto. Il 61% delle servitù militari dell’intero territorio nazionale è ubicato nell’isola. Fra servitù di terra e aree marine interdette alla navigazione ed alla attività civile la Sardegna si attesta intorno ai 35mila ettari, senza considerare gli spazi aerei interdetti. Anche i tre più grandi poligoni d’Europa alloggiano in terra sarda. Poligoni sperimentali nei quali si spara terra-mare, aria-terra e mare-terra, dove si svolgono possenti esercitazioni (anche in affitto) e si mette in mostra il made in Italy dell’industria bellica

Sardegna, un paradiso trasformato in terra di guerra

Nel paesino di Quirra (Nuoro), con le attività militari nel Poligono Sperimentale e di addestramento Interforze, attività militari missilistiche e di collaudo è diventato il simbolo della presenza militare sull’isola con la tristemente nota “Sindrome di Quirra”. Una lunga catena di morti, agnelli nati malformati nei pascoli adiacenti, soldati e pastori ammalati di tumore o leucemia. Se la questione della correlazione fra impatto ambientale ed alcune forme tumorali è ancora questione dibattuta, in un contesto peraltro nel quale le omissioni e gli insabbiamenti sono all’ordine del giorno, quella della contaminazione del territorio è chiara ed evidente.

In questo contesto risulta chiaro che la militarizzazione dell’isola sia un punto di forza non solo per la morte di civili, ma anche per l’export delle armi all’Arabia Saudita, che continua indisturbata a sterminare il popolo yemenita.

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