Ott 24, 2020 13:26 Europe/Rome
  • Serpeggia la rivolta a Napoli contro il regime del coprifuoco imposto

Come avevamo previsto, le nuove misure diramate dal governatore regionale della Campania, Vincenzo De Luca (soprannominato “o’ sceriffo), ben lungi da incontrare l’accettazione popolare, hanno determinato un sentimento di rivolta fra la gente esasperata che vede lo spettro di una crisi che colpisce le fasce più povere della popolazione che si trovano già in grosse difficoltà.

Così ieri sera, 23 Ottobre, migliaia di persone, per lo più giovani ma anche persone di età più avanzata, sono scesi in piazza nelle zone del Lungomare, di Santa Lucia e davanti alla sede dei palazzi del governo per protestare e manifestare la propria ripulsa alle misure del coprifuoco generalizzato.

Al grido di “libertà, libertà” sono state bloccate le vie di accesso al lungomare e sono state eretta barricate, con i cassonetti della spazzatura. Auto della polizia e dei vigili attaccate con sassate e bastonate da gruppi di giovani esagitati e lanci di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine. Le manifestazioni che erano inizialmente pacifiche sono sfociate in scontri, come facilmente accade in queste situazioni. Insulti contro De Luca ed il governo, grida di scendiamo tutti in piazza e “libertà”, hanno caratterizzato le proteste.

Tutte le persone che già si trovavano in difficoltà e che oggi temono di trovarsi letteralmente in mezzo a una strada e senza mezzi di sussistenza per le loro famiglie, sono profondamente arrabbiate e pronte ad ogni forma di protesta. Nessuno crede più alle promesse del governo: “interverremo, daremo contributi, cassa integrazione, aiuti, eccc.”, vista l’esperienza dei mesi passati e delle tante persone che ancora aspettano cassa integrazione e contributi mentre ci sono da pagare bollette e spese essenziali, con aumenti generalizzati consentiti dal governo sulla elettricità e generi di prima necessità. Si rischia a Napoli ed in regione Campania la rivolta del pane ma il governo questo non lo capisce e si preoccupa soltanto dell’emergenza sanitaria.

Questo accade mentre da più voci di scienziati e specialisti si obietta che le prove dei tamponi sono del tutto inaffidabili e creano una massa di presunti contagiati asintomatici che ingrossano i numeri della pandemia in modo artificiale. Senza contare che sempre più gente non si fida più delle statistiche ufficiali diffuse su contagiati, ricoverati, deceduti, tamponi, ecc.. in quanto è risultato evidente che molte di queste statistiche risultavano falsate. Tutto serve a creare un clima di paura e di psicosi collettiva che risulta molto utile per prendere quelle misure di controllo sociale a scapito delle libertà individuali e dei diritti delle persone che sono violati in modo palese.

Poteste di piazza a Napoli

Si profila uno stato d’assedio con esercito per le strade per reprimere i moti di rivolta e le ribellioni e questo rende evidente il tentativo di imporre un sistema totalitario di controllo con il pretesto della pandemia. I più svegli lo hanno compreso e questi scendono adesso in piazza per rivendicare il diritto e essere liberi, uscire e riunirsi in modo normale senza essere sacrificati da vincoli assurdi per scopi precauzionali.

Il governo teme che le rivolte si possano estendere ad altre regioni e tende a diffondere messaggi che incitano alla calma ed alla collaborazione che tuttavia non rassicurano la gente esasperata.

Lo stato di emergenza viene prolungato e si studiano nuove misure. Si vedranno forse anche a Napoli i camion militari che trasportano le bare dei “caduti per il Covid” come a Bergamo? Questo potrebbe contribuire a diffondere il panico e la paura e convincere i più esagitati ad accettare le misure di coprifuoco.

Le TV continuano in ogni ora del giorno a diffondere i messaggi governativi ed a mantenere l’attenzione del pubblico sui pericoli della pandemia, mentre si minimizzano le proteste e si evita di parlare degli effetti deleteri dell’emergenza sulla condizione dei ceti popolari. Tutto viene calcolato sulla base degli spin doctor che coordinano la diffusione dei messaggi delle TV pubbliche.

La maggior parte dei media di regime adesso iniziano a minimizzare o criminalizzare la protesta sostenendo che questa sia stata sobillata da estremisti e camorristi che hanno aizzata la violenza contro la polizia e contro le auto dei vigili urbani.

In realtà dalle immagini si vede che la manifestazione è partita in modo pacifico, salvo poi essere attaccata con lacrimogeni a manganellate dalla polizia nel momento in cui la gente ha cercto di avvicinarsi al palazzo della regione. Le infiltrazioni di qualche teppista o delinquente non si possono escludere ma questo non vuol dire che la manifestazione sia stata fatta da delinquenti o camorristi. Il partito unico, il pensiero unico, governo e opposizione di certo non tollerano alcuna forma di protesta ed è un classico che si cerchi di criminalizzare e reprimere le manifestazioni di protesta.

La follia del regime scientista sanitario, come si poteva prevedere, si trasforma sempre di più in un regime totalitario. Se ne prenda atto e, per difendersi, le persone sono esortate a spegnere le TV dei giornalisti prezzolati e venduti.(controinformazione.info)

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