May 15, 2021 22:51 Europe/Rome
  • Draghi-Merkel e l’inevitabile dualismo tra Italia e Germania

Friedrich Nietzsche ne La volontà di potenza, una delle sue opere più celebri e discusse, dedicò un passaggio fondamentale all’analisi delle abitudini culturali tipiche dell’ingegno (“genio”) nazionale di ognuno dei principali popoli europei.

Mettendo a confronto il “genio tedesco” e il “genio italiano” il filosofo di Rocken affermò che “il genio tedesco mescola, rende possibile, rende intricato, e morale. Il genio italiano ha fatto l’uso di gran lunga più libero e più delicato di quello che aveva ricevuto dagli altri e ha introdotto cento volte di più di quello che ha preso”. Letto a posteriori, il frammento di Nietzsche è l’ideale punto di partenza per capire il dualismo che ha contraddistinto l’ultimo decennio della storia europea, avviato dal confronto tra la Germania di Angela Merkel e la Banca centrale europea guidata da Mario Draghi nel 2012. Un dualismo che inizialmente ha ruotato attorno alle risposte emergenziali da dare alla crisi dei debiti, alla tempesta finanziaria che travolgeva l’Europa, al problema dello spread tra i titoli di Stato per poi evolversi in relazione complessa, a tutto campo, fatta al tempo stesso di convergenza, competizione e cooperazione. Portando la Bce targata Draghi e la Germania merkeliana a prendere passo dopo passo coscienza sul loro ruolo nell’Unione Europea e, paradossalmente, a vedere nel complesso dualismo una fonte di rafforzamento reciproco. Il “genio tedesco” ordoliberista, fondato sull’austerità e il moralismo sui conti pubblici si è fatto gradualmente politico. Comprendendo che le manovre di alleggerimento della Bce di Draghi avrebbro, in un certo senso, rappresentato un volano per export, produzione industriale e surplus commerciale della manifattura teutonica. Favorita su scala globale dalla svalutazione dell’euro: un risultato cui in sordina la Merkel ha applaudito pur non potendo fare a meno di constatare una manifesta antipatia verso il “Conte Draghila” nell’opinione pubblica e nei media tedeschi, condizionati se non addirittura ossessionati dal timore che qualsiasi deviazione dall’ordoliberismo avrebbe potuto rispolverare gli spettri dell’iperinflazione del 1923. Il “genio italiano” si è manifestato in maniera oltremodo complessa nell’azione di Draghi da uomo-chiave dell’Europa. Il quantitative easing portato avanti sul modello di Usa, Regno Unito e Giappone ha dato la sponda monetaria al superamento dell’austerità generalizzata in Europa, è stato con pragmatismo e una dose di cinismo (pensiamo al caso dell’austerità imposta alla Grecia) fatto digerire da Draghi ai rigoristi per creare una nuova normalità nel Vecchio Continente.

 

Potete seguirci sui seguenti Social Media:

Instagram: @parstodayitaliano

Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte

Twitter: RadioItaliaIRIB

Youtube: Redazione italiana

VK: Redazione-Italiana Irib

E il sito: Urmedium

Tag