Set 15, 2021 08:12 Europe/Rome
  • Elezioni democratiche e candidature inopportune

Le elezioni rappresentano sempre una manifestazione di democrazia.

Le elezioni consentono ai cittadini di giudicare l'operato dei propri governanti ed amministratori e, ove ritenuto non soddisfacente, consente agli stessi di individuarne un'alternativa.

Inoltre, le elezioni permettono di far emergere le migliori capacità professionali e della società civile, di modo che l'operato del pubblico sia il più possibile performante,

Le elezioni, poi, permettono ai nuovi cittadini di offrire il proprio contributo, di partecipare alla promozione della democrazia del Paese di cui hanno chiesto ed ottenuto di farne parte.

Un esempio di quanto appena detto è quanto fatto da Assia Belhadj, autrice del libro "oltre l'hijab",  Mediatrice culturale Responsabile del progetto Aisha Belluno per contrastare la violenza contro le donne. attivista nel dialogo interreligioso e non, candidata alle scorse elezioni regionali in Veneto.

Un altro esempio è dato dalla candidatura alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Roma di Mariam Ali, figlia dell’Imam Sami Salem, sorella dell’influencer Tasnim Ali, molto apprezzata dalla comunità di Tik Tok e dagli utenti di Instagram a cui spesso spiega, in maniera schietta, le peculiarità del proprio credo.

Ancora, si può citare la candidatura di Fatima Jabkji, nata ad Aleppo ed educatrice sociale, al consiglio del Quartiere Navile del Comune di Bologna.

Con riferimento al Comune di Bologna si può svolgere qualche riflessione in più. Nel mese di ottobre si terranno le elezioni comunali per le elezioni del Sindaco di Bologna e dei consiglieri componenti il Consiglio Comunale.

Si vota per il futuro sindaco il 3 e il 4 ottobre e l'eventuale ballottaggio è fissato per il 17 e il 18 ottobre.

I partiti puntano su tante personalità che arrivano dalla società civile per fare il pieno alle urne. Otto in corsa per succedere al Sindaco uscente: Matteo Lepore, Fabio Battistini, Stefano Sermenghi, Dora Palumbo, Marta Collot, Andrea Tosatto, Luca Labanti e Federico Bacchiocchi.

Può essere all'interno delle liste vi sia qualche candidatura inopportuna.

Ebbene, esaminando nel dettaglio le liste di candidati cade l'attenzione sulla lista della Lega.

Nella lista della Lega risulta candidata Daniela Muccitelli, poliziotta, in servizio da circa 11 anni presso il Commissariato di Polizia Bolognina Pontevecchio

Si presenta con un video pubblicato sulla sua pagina facebook in data 4 settembre 2021.

La candidata si presenta esordendo nell'affermare che si è candidata perchè “condivide i valori del movimento”; il video pare essere realizzato all'interno di una caserma della polizia e la ritrae con alle spalle un'autovettura della polizia di stato riportante i segni di istituto.

Il video termina con l'appello della candidata ai propri ascoltatori contro “il partito dell'antipolizia” che nutrirebbe – a suo dire – forti pregiudizi nei confronti della polizia soprattutto a Bologna.

In data 3 settembre 2021 condivide un post contenente una foto che la ritrae unitamente a Matteo di Benedetto (candidato al Consiglio Comunale di Bologna alle prossime elezioni amministrative), Gianni Tonelli che, secondo quanto riportato da Wikipedia, “è un poliziotto, sindacalista e politico italiano, segretario del Sindacato Autonomo di Polizia dal 29 aprile 2014 al 20 marzo 2018”.

Nella foto oggetto del post condiviso dalla candidata Luca Giuliani che, oltre ad essere Referente della Lega al Quartiere Savena del Comune di Bologna, svolge la propria attività lavorativa all'interno dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna.

Vale premettere che non è in discussione il diritto dei singoli, qualunque professione svolgano, di esercitare il diritto di candidarsi alle elezioni, a qualunque livello siano organizzate.

Si vuole, bensì, porre un dubbio, esercitare una riflessione, argomentare in merito l'opportunità che un appartenente alle forze dell'ordine sia candidato alle elezioni nell'ambito di un percorso organizzato e costruito.

Invero, che per rispondere alle esigenze securitarie i vari partiti, siano di destra o di sinistra, rispondano con la candidatura dello “sceriffo” di turno è prassi assai diffusa.

Del resto, ad esempio, a New York, alle primarie democratiche per la carica di sindaco, guida con ampio margine di vantaggio Eric Adams, un ex capitano di polizia afro-americano che ha fatto della lotta alla criminalità il punto qualificante della sua strategia.

Insomma, lo “sceriffo” candidato alle elezioni non è una novità.

Ma non è questo che si vuole sindacare, atteso che ciò rientra nella discrezionalità dei singoli partiti che propongono un'offerta elettorale, in relazione alla quale i cittadini sono liberi di aderire o meno con il proprio voto.

In effetti ciò che desta preoccupazione è il fatto che il Segretario di un sindacato di Polizia al termine del proprio mandato si candidi e venga eletto nell'ambito di un partito, come la Lega, che ha fatto della retorica securitaria e populista anti immigrati il proprio cavallo di battaglia.

Ciò che desta preoccupazione è, poi, la circostanza che all'interno di una Questura, comè quella di Bologna, un partito come la Lega faccia proselitismo per il tramite del Sindacato di Polizia del quale ha eletto il suo precedente segretario.

Tali argomentazioni fanno sorgere dubbi, non della liceità di tali comportamenti che – ben inteso – non è messa in discussione ma, bensì, della loro opportunità.

E', infatti, opportuno che chi gestisce profili amministrativi ovvero indagini che possono interessare, per gli aspetti trattati, le tematiche della retorica leghista possa candidarsi in quello stesso partito, entrandovi dalla porta di un sindacato di polizia?

Qualche dubbio, quantomeno ad un osservatore esterno, può anche venire.

E, non tanto perchè i candidati appartenenti alle forze di polizia riportano nei propri video propagandistici il marchio registrato del Sindacato di Polizia Sap “I love Polizia”.

Ma, in realtà, perchè ove – realmente – tutti i candidati appartenenti alla polizia abbiano fatto propri “i valori del movimento”, ci si chiede con quale serenità questi possano affrontare tematiche come, ad esempio, quella dell'immigrazione e della sicurezza.

Sull'immigrazione, ad esempio, l'ufficio della Questura di Bologna è stato destinatario di pesanti critiche in merito a lungaggini amministrative e violazioni di diritti.

Sarebbe, infatti, da considerarsi deprecabile ove tali disfunzioni fossero determinate dall'adesione del personale preposto a quei “valori” propri del populismo anti immigrati e non, piuttosto, a causa di mere criticità organizzative.

In ogni caso, ben vengano sempre le elezioni perchè sono il riscontro di una democrazia viva e matura.

 

 

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