Oct 16, 2019 15:41 Europe/Rome
  • Attacchi turchi in Siria: l'ottavo giorno. Le reazioni del mondo

- Continua l'offensiva di Ankara contro i miliziani curdi nel nord est della Siria. Il fronte si è spostato ad ovest della riva del fiume Eufrate dove l'esercito libero siriano, alleato di Ankara, è entrato a Manbij.

Onu - La questione degli sfollati. Ben oltre 200mila secondo le stime degli osservatori umanitari, tra questi 70mila bambini.

Germania - Una situazione non tollerabile per Angela Merkel. "Da parte mia ho già detto che credo che questa offensiva debba essere conclusa immediatamente perché sta causando visibilmente molta sofferenza umana e sta portando anche molte incertezze in vista della lotta contro l'ISIS. "

Italia - Il Premier Conte annuncia di voler contattare il presidente turco Erdogan".

Russia - L'inviato speciale russo in Siria, Alexander Lavrentyev, ha detto che "L'offensiva turca è inaccettabile. Non permetteremo che Turchia e Siria si scontrino". 

Usa - Donald Trump ieri ha annunciato le sanzioni alla Turchia e invia il suo vice, Mike Pence ad Ankara. E intanto twitta, lavandosi le mani: "Ben venga chiunque voglia aiutare i curdi: russi, cinesi o Napoleone Bonaparte. Spero che abbiano successo. Noi siamo a 7 mila miglia di distanza".

Cina - A chiedere uno stop all'offensiva Turca, oggi è intervenuta anche Pechino, che ha chiesto ad Ankara di "tornare sul binario corretto" della ricerca di una soluzione politica della questione. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, che ha chiesto anche il rispetto della sovranità, dell'indipendenza, dell'unità e dell'integrità territoriale della Siria

La Volkswagen ha rimandato invece la decisione sulla prossima apertura di uno stabilimento in Turchia a Smirne. Lo ha reso noto un portavoce dell'azienda tedesca. "La decisione sul nuovo stabilimento è stata aggiornata dal board di Volkswagen AG", ha riferito, aggiungendo che l'azienda guarda con preoccupazione agli sviluppi attuali nella regione. In molti ritengono che la Bulgaria possa sostituire la Turchia nella pianificazione di un nuovo stabilimento, riferisce la Dpa. 

Le Ong lasciano il Nord-Est

Si sono interrotti completamente gli aiuti internazionali nel Nord-Est siriano, lo riferiscono fonti curde. Già ieri si era saputo che lo staff internazionale delle organizzazioni umanitarie era stato costretto a lasciare la zona, ormai diventato incandescente. Anche lo staff internazionale dell'ong italiana Un Ponte Per, fino a ieri unica ong italiana presente sul posto, aveva abbandonato l'area.

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