Ott 26, 2020 06:09 Europe/Rome
  • La rivolta del mondo islamico contro Macron: scende in campo Hezbollah libanese

"L'insulto al Profeta dell'Islam (Saw) ha suscitato i sentimenti di oltre un miliardo di musulmani"

L'insistenza del presidente francese, Emmanuel Macron, nel difendere la pubblicazione delle vignette contro il Profeta Mohammad (SAW) non è stata gradita. E lo scontro ora sta assumendo una portata globale.

A preoccupare la diplomazia francese, in particolare, è la campagna di boicottaggio che comincia a prendere piede, a partire dal Golfo Persico dove i prodotti "Made in France" potrebbero subire un pesante colpo.

L'indignazione del mondo islamico non ha risparmiato il Nordafrica. In Libia, dove le dichiarazioni di Macron sono state definite sui social "provocatorie", è stata organizzata una manifestazione in piazza dei Martiri, nel centro di Tripoli. Nella località tunisina di El Kamour, alle porte del Sahara, una marcia anti-francese ha riunito decine di persone, secondo le immagini diffuse da un collettivo locale.

Sempre nel Maghreb, il leader del partito islamista algerino Fronte della Giustizia e dello sviluppo, Abdallah Djaballah, ha chiesto il boicottaggio dei prodotti francesi e ha chiesto la convocazione dell'ambasciatore francese.

Nella Striscia di Gaza i manifestanti hanno bruciato le foto di Macron.

Nella vicina Giordania, il ministro degli Affari islamici, Mohammed al-Khalayleh, ha affermato che "offendere" i profeti "non è una questione di libertà personale ma un crimine che incoraggia la violenza".

In Libano, Hezbollah ha condannato "con forza l'insulto deliberato" rivolto al Profeta (SAW), esprimendo in un comunicato il proprio "rifiuto della persistente posizione francese consistente nell'incoraggiare questo pericoloso affronto".

 

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