Giu 22, 2022 19:20 Europe/Rome
  • Kuwait: il principe ereditario scioglie il parlamento

KUWAIT CITY (Pars Today Italian) –– Il principe ereditario del Kuwait, Meshal al Ahmed al Jaber al Sabah, ha sciolto il parlamento e chiesto elezioni anticipate,...

nel tentativo di porre fine alla crisi di governo che sta paralizzando da mesi il piccolo emirato del Golfo. In un discorso alla nazione, l’81enne principe ereditario, che da circa un anno ha assunto parte dei poteri dell’emiro Nawaf, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo con questa soluzione costituzionale è il fermo e sincero desiderio che le persone abbiano l’ultima parola su un nuovo corso politico scegliendo chi rappresenta la strada giusta”, ha affermato il principe Meshal che non ha rivelato una data per le elezioni legislative. L’emiro Nawaf ha pronunciato questa mattina un breve discorso sull’emittente di Stato, affermando di aver autorizzato l’erede al trono a sciogliere il parlamento. Il governo del Kuwait si è dimesso lo scorso 5 aprile a causa di uno scontro con il parlamento, provocando una paralisi prolungata. Oltre une decina di deputati hanno iniziato la scorsa settimana un sit-in all’interno dell’aula parlamentare per chiede la nomina di un nuovo esecutivo ed esprimere la loro opposizione all’aggravarsi della crisi politica che ha bloccato il progresso economico e sociale nel Paese ricco di petrolio. La crisi politica ha alimentato la sfiducia della popolazione nei confronti dell’Assemblea legislativa di 50 membri che resta comunque un unicum nella regione del Golfo. Il parlamento kuwaitiano ha infatti il potere di approvare e bloccare leggi, interrogare i ministri e presentare voti di sfiducia contro alti funzionari. Tuttavia, l’autorità finale spetta sempre all’emiro. Il Kuwait è uno dei più importanti produttori di petrolio a livello globale e nel mese di maggio ha prodotto 2,69 milioni di barili di petrolio al giorno. Tuttavia, in questi mesi lo stallo politico ha bloccato una serie di importanti progetti nel settore che hanno resto più complesso un aumento della produzione in tempi brevi come previsto dagli accordi dell’alleanza Opec+, che riunisce i 13 Paesi Opec e i produttori al di fuori del cartello petrolifero guidati dalla Russia. L’Opec+, presieduto da Arabia Saudita e Russia, ha concordato un aumento delle quote di produzione a 643.000 barili al giorno per i mesi di luglio e agosto, in previsione di una maggiore domanda di petrolio a livello globale. L’attuale piano del Kuwait è di aumentare la sua capacità di produzione a 4,75 milioni di barili al giorno entro il 2040 dagli attuali potenziali 3,15 milioni di barili al giorno. Storicamente il settore petrolifero è stato afflitto dall’instabilità politica e dal frequente giro d’affari del ministero del Petrolio e delle compagnie petrolifere statali. Ciò ha portato a ritardi nei progetti, incluso il necessario sviluppo del vasto ma ormai molto sfruttato giacimento di Burgan, la cui capacità continua a diminuire. A gennaio, l’Opec ha nominato il dirigente petrolifero kuwaitiano Haitham al Ghais come nuovo segretario generale in sostituzione di Mohammed Barkindo, che si dimetterà il prossimo luglio.

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