Giu 24, 2022 04:42 Europe/Rome
  • L'uccisione Abu Akleh, il proiettile è partito da fucile israeliano

AL QUDS - La giornalista di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco l’11 Maggio del 2022, durante un raid militare dell’esercito israeliano.

Il raid è avvenuto nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. La Akleh, come sempre, si trovava in prima linea per denunciare i crimini del regime sionista.Le denunce della giornalista israeliana avevano riportato lo scempio che viene compiuto quotidianamente dall’esercito sionista ai danni dei palestinesi. Abusi continui, armi spianate ad altezza d’uomo, regole puntualmente disattese che manifestano il senso di onnipotenza e di impunità internazionale di cui gode Israele.

Abu Akleh dava fastidio, come la sua collega maltese Caruana Galizia che saltò in aria con la sua macchina il 16 ottobre del 2017 a Bidnija, a Malta. Mentre per Caruana Galizia ci furono i riflettori accesi, per Abu Akleh la notizia è passata in sordina, cercando in tutti i modi di omettere la verità.

Il 13 Maggio del 2022, mentre si svolgeva il funerale della giornalista, la polizia sionista in assetto antisommossa aggrediva con manganellate, calci e pugni la folla che rendeva omaggio alla salma. Emblematiche sono le immagini della bara che ondeggia sulle spalle di chi la trasportava mentre subiva la vile aggressione delle forze di polizia israeliane. Le immagini hanno fatto il giro del mondo, mostrando per chi sapesse e volesse vedere realmente i fatti, cosa è lo “stato sionista” e come manifesta le sue politiche repressive.Il tentativo di mettere a tacere le cose, di occultare, di silenziare, di far passare il meno possibile è andato male.

A mettere i bastoni tra le ruote al governo sionista e alle sue pratiche aberranti, è arrivato il New York Times, non un pericoloso giornale sovversivo che attenta alla stabilità del “più democratico degli stati” nella zona.“Il proiettile che ha ucciso la giornalista di Al Jazeera, proveniva da un convoglio israeliano”. Chiaro, semplice, diretto, terrificante. Quello che tutti sospettavano, che tutti immaginavano ma che avevano paura di affermare, è stato detto senza giri di parole da un quotidiano americano. Il New York Times, che di indagini e scoop se ne intende, non ci ha pensato due volte ed ha contraddetto la versione di Israele secondo la quale, il colpo sarebbe stato sparato per rispondere al fuoco dei palestinesi. Vecchia scusa, vecchia storia.

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Fonte: https://ilfarosulmondo.it/

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