Ago 05, 2020 17:05 Europe/Rome
  • Cosa sappiamo finora delle esplosioni a Beirut

(Pars Today Italian) –– Nel pomeriggio del 4 agosto, intorno alle 18 ora locale, una doppia esplosione si è verificata a Beirut, in Libano. La zona interessata, con interi edifici sventrati e detriti ovunque, è quella del porto della capitale. Secondo il ministro della salute libanese Hamad Hasan sono morte almeno cento persone e quattromila sono rimaste ferite.

Il ministro dell’interno Hassan Diab ha detto che a esplodere sarebbe stato un deposito dove erano conservate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, un composto chimico usato come fertilizzante ma anche per produrre esplosivi. Il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato che la sostanza era stata sequestrata sei anni fa e che poi era stata lasciata in un magazzino del porto. Stando ad alcune fonti, all’origine dell’esplosione potrebbe esserci stata una “negligenza”. Lo sostiene l’agenzia Reuters, che cita fonti anonime dei servizi di sicurezza. L’incendio all’origine dell’esplosione sarebbe stato causato da alcuni lavori di saldatura in corso in quel magazzino. Il fuoco sarebbe divampato in un magazzino e poi si sarebbe sparso in un altro magazzino dove veniva conservato il nitrato di ammonio. Sempre secondo la Reuters, nei mesi scorsi alcuni ispettori avevano stabilito che nel porto il nitrato non veniva conservato in modo sicuro, ma “non è stato fatto niente” per risolvere il problema. Le fiamme sono durate a lungo, complicando il lavoro di ricerca delle squadre di soccorso. Gli ospedali della città si sono riempiti di feriti, alcuni molto gravi. “Le persone vanno negli ospedali a chiedere dei propri cari, ma le ricerche sono difficili perché di notte non c’è elettricità”, ha detto il ministro della salute Hasan. Danni agli edifici sono stati registrati anche a chilometri di distanza dal luogo del disastro. “È stata una catastrofe.

 

 

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