Oct 13, 2019 15:10 Europe/Rome
  • Ecuador, repressione non ferma poteste. Moreno attacca Maduro!

- Gli elicotteri militari sorvolano la capitale ecuadoriana, l’aria soffocante nel centro di Quito, avvelenata dalle migliaia di bombe lacrimogene, è l’immagine cruda delle libertà tanto sbandierate in questi ultimi due anni dal governo Moreno.

La libertà di massacrare e reprimere la popolazione che dal 3 ottobre protesta in tutto il paese contro le misure imposte dal FMI, c'è liberamente un uso spropositato della violenza di uno Stato ormai militarizzato, libertà ad assassinare 5 civili, di ferirne più di 600 (95 in gravissime condizioni) e far scomparire 83 persone di cui 47 minori di età.

"Colpa di Maduro e Correa"

In diretta tv il Presidente si è scagliato contro gli oppositori, l'ex presidente ecuadoriano Rafael Correa e l'attuale capo di stato venezuelano Nicolás Maduro accusandoli tutti di essere in complicità con il narcoterrorismo, banditi e cittadini stranieri violenti!  

E nel frattempo la Conaie, la Confederazione delle nazionalità indigene, ha lanciato un messaggio in merito al cosiddetto invito al negoziato del regime: "Si fonda su uno dei peggiori massacri della storia del paese". L’invito, in effetti, è stato percepito quasi come una presa in giro dai manifestanti che venerdì, nel nono giorno delle proteste contro il pacchetto di misure neoliberiste imposto dal governo, hanno sofferto di nuovo la brutale repressione delle forze di sicurezza.

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