Feb 16, 2020 21:31 Europe/Rome
  • Coronavirus, dubbi su trasparenza Cina

Un discorso del 3 febbraio del presidente cinese, Xi Jinping, pubblicato dai media di Stato, indica che Xi era a conoscenza della situazione legata al coronavirus due settimane prima di quanto si pensasse sinora.

La diffusione del discorso è un appartente tentativo di dimostrare che la leadership del Partito comunista ha agito in modo deciso sin dall'inizio, ma apre anche alle critiche sul perché l'allarme non sia stato dato prima. Nel discorso, infatti, il presidente disse di aver dato istruzioni sulla lotta al virus il 7 gennaio, mentre in precedenza i media di Stato datavano il suo primo diretto coinvolgimento a una dichiarazione del 20 gennaio sui trasporti di Wuhan, città al centro dell'epidemia, dopo il 23 gennaio è iniziato il lockdown. "Il 22 gennaio, alla luce della rapida diffusione dell'epidemia e delle sfide di prevenzione e controllo, ho fatto la chiara richiesta che la provincia di Hubei applicasse controlli globali e stringenti sul flusso di persone", ha detto Xi a un incontro con la leadership del partito. Il discorso mostra che i vertici cinesi erano a conoscenza della potenziale gravità dell'epidemia settimane prima che questo rischio fosse noto al pubblico. Solo a fine gennaio, le autorità hanno dichiarato che il virus avrebbe potuto trasmettersi tra esseri umani e l'allarme ha iniziato a salire. Zhang Lifan, analista a Pechino, afferma che non sia chiaro il motivo per cui il discorso di Xi sia stato pubblicato ora: ipotizza che l'intenzione fosse far passare il messaggio che le autorità locali debbano prendersi la responsabilità di non aver agito adeguatamente dopo le istruzioni di Xi a inizio gennaio; oppure che Xi, come massimo leader, voglia assumersi la responsabilità perché era a conoscenza della situazione. La fiducia nella gestione delle epidemie da parte del governo cinese è poca, dopo che l'epidemia della Sars tra 2002 e 2003 fu insabbiata per mesi.

Tag

Commenti