Giu 02, 2020 06:35 Europe/Rome
  • Quel ginoccio non sta sul collo di George Floyd ma sul collo dei popoli del mondo

di Davood Abbasi

- “Papà cosa vuol dire che siamo sotto sanzioni?”. Cerco di non rispondere.

- “Papà perchè siamo sotto sanzioni?”. Faccio finta di niente.

- “Papà che cosa abbiamo fatto? Papà la nonna dice che non trova più le medicine per le sanzioni”.

I NOSTRI BAMBINI, in Iran, crescono ponendosi queste domande.

Anche perchè quel ginocchio sul collo di George Floyd, in realtà è appoggiato sul collo di milioni di persone nel mondo.

Quel ginocchio che non vuole farti respirare, è la pratica abitudinaria della politica estera americana.

Ad esempio c’è un ginocchio sul collo di oltre 80 milioni di iraniani, che si chiama “sanzioni”. Floyd, mostra l’ultimo video, non aveva opposto resistenza; anche l’Iran aveva firmato l’accordo nucleare con l’amministrazione Obama; ma il ginocchio arriva lo stesso, e pure Trump ha rimesso lo stesso le sanzioni contro Teheran. 

Alla sua politica criminale ha dato un nome glorioso: “massima pressione”. Il Segretario Pompeo ha fatto uno dei suoi sorrisi diabolici dicendo: “Sono le sanzioni più pesanti della storia”.

Nessuno compra il petrolio iraniano. L’Iran è fuori dal sistema bancario internazionale Swift. Non può comprare e vendere e avere commercio con l’estero. Non arrivano nemmeno le medicine.

Lo stesso vale per altre nazioni, nei cinque continenti. Cuba è sotto sanzioni da oltre mezzo secolo. Il Venezuela idem. La Siria è stata devastata ed ora è pure sotto sanzioni. Sanzioni approvate e sottoscritte, proprio qualche giorno fa, anche dall’Unione Europea, che altro non e' che l'appendice degli Stati Uniti e di quel ginocchio, per quanto riguarda la politica estera.

Il mondo oggi si scandalizza a vedere l’immagine di George Floyd nei suoi ultimi istanti di vita, ma la verità è che ogni giorno muore un George Floyd in Palestina. In quella terra, i George Floyd non sono di colore, si possono chiamare Hassan, Muhammad, Ali o Omar, hanno 15, 16 o al massimo 20 anni.

Nei territori occupati della Palestina, il problema non è il colore della pelle, ma probabilmente il colore del sangue, l’etnia, la religione; un razzismo molto più acuto e malvagio; talmente forte, che nemmeno la notizia delle persone uccise giornalmente dall’esercito israeliano, trova spazio nei TG italiani. Secondo morti di secondo grado, o forse figli di un dio minore. Questo e' il razzismo che e' diventato abitudine. Israele non ha problemi, tanto a sostenerlo ci sono gli Stati Uniti; a loro piace la tecnica del ginocchio sul collo.

Il mondo si scandalizza per George Floyd, ma non rammenta che dal 2015 ad oggi sono morte 100 mila persone in Yemen; l’assassino è l’Arabia Saudita, e il sostenitore dell’Arabia Saudita in questa carneficina sono gli Stati Uniti. Ancora una volta, siamo arrivati da loro.

La tecnica del ginocchio sul collo però non funziona.

Non funziona con l’Iran, che e' sempre piu' una potenza della regione. Non ha funzionato con Cuba, che oggi ha un settore medico che e' un'eccellenza mondiale.

Non funziona con il Venezuela, che con l'aiuto dell'Iran riprendera' a produrre benzina.

Non ha funzionato con la Siria, che ha sconfitto l'Isis, ha liberato il suo territorio e ha davanti un futuro luminoso.

La tecnica del ginocchio sul collo, non funzionerà in Israele, in Yemen, e nemmeno nel territorio stesso degli Stati Uniti, contro gli afroamericani. 

Il futuro del mondo sara' determinato dall'amore; i teorici del "ginocchio sul collo", troveranno spazio nella pattumiera della storia. 

P.S (Ho risposto cosi a mia figlia)

- “Papà le sanzioni sono una cosa ingiusta. Le medicine non si devono negare a nessuno. Siamo sotto sanzioni perchè non accettiamo di essere sottomessi. Non possiamo avere scambi con l’estero, non possiamo pagare attraverso le banche. Però siamo forti; io ti voglio bene, e le medicine per la nonna le produrranno i nostri scienziati. Come la zia, che conduce ricerche all’università”.

 

 

 

 

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