Giu 03, 2020 23:37 Europe/Rome
  • Libia, Italia e Francia sulla stessa linea

Sulla Libia nessuna frizione.

Il ministro degli Esteri france Jean-Yves Le Drian, rispondendo alle domande durante una conferenza stampa congiunta con il capo della diplomazia italiana Luigi Di Maio alla Farnesina, ha posto l’accento sugli elementi di concordanza tra Italia e Francia in merito alla questione libica, sulla quale Roma e Parigi hanno avuto spesso frizioni, e ha sostenuto che i due paesi sono “sulla stessa linea”Secondo Le Drian, Italia e Francia concordano sul con “determinazione” sul fatto che “il futuro della Libia non deve essere oggetto di strumentalizzazioni da parte di potenze venute dall’estero: il futuro della Libia dovrebbe appartenere innanzitutto ai libici”.Le Drian ha ricordato che “la sicurezza dei nostri paesi è interessata direttamente dalla sicurezza in Libia. Di conseguenza, c’è stato un processo che è stato istituito a Berlino a gennaio. Abbiamo partecipato e contribuito entrambi noi e prevede quindi una roadmap per permettere ai libici di ritrovare una certa serenità e l’integrità del loro paese e la capacità di avviare un vero e prorio processo democratico”.Italia e Francia, secondo Le Drian, sono “molto determinate entrambe a fare in modo che gli impegni assunti a Berlino dagli uni e dagli altri davanti a tutti che sia davanti agli attori libici ma anche alle potenze direttamente coinvolte, siano rispettati”. Inoltre fanno entrambe “pressione sugli attori principali in modo che siano presenti all’appuntamento”.Il ministro francese ha colto un motivo di ottimismo nel “fatto che comitato militare si riunirà per decidere le modalità del cessate-il-fuoco”. Tuttavia, a suo dire, “è solo un punto di partenza, perché bisogna andare avanti per sbloccare i circuiti petroliferi e anche l’attuazione di un processo interlibico per definire le modalità della transizione politica”.E poi, ha continuato, “bisogna anche cessare le incursioni straniere, la fornitura di armi da parte dei partner delle varie fazioni sul terreno. Quindi è stato deciso a Berlino di istituire una missione militare di messa in sicurezza per evitare che l’embargo sia violato”.Le Drian ha inoltre assicurato che “mOlto velocemente ci sarà un sostituto (dell’inviato speciale per la Libia Ghassan) Salamé”.

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