Giu 06, 2020 13:25 Europe/Rome
  • La Nato seguirà la stessa strada del Patto di Varsavia?

di Yahya Sorbello

Il presidente francese Emmanuel Macron ha criticato la Nato, definendo la situazione attuale dell’organizzazione una “morte cerebrale”. Le osservazioni di Macron hanno portato ancora una volta a dibattiti accesi su un possibile crollo della Nato. In un’intervista rilasciata all’Economist, il presidente francese ha criticato la mancanza di coordinamento nella Nato e la “imprevedibilità” del comportamento americano.

Gli alti funzionari statunitensi hanno adottato un approccio simile nei confronti della Nato. Il 10 novembre scorso, Robert O’Brien, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha dichiarato: “Penso che le crepe che si sono formate nell’alleanza siano perché abbiamo membri dell’alleanza che non stanno pagando la loro giusta quota”.

Durante gli incontri con funzionari europei e ai vertici della Nato, Trump e alti funzionari politici e militari statunitensi hanno ripetutamente chiesto una maggiore quota dei costi Nato da parte dell’Europa. Gli Stati Uniti hanno chiesto agli europei di aumentare il loro bilancio militare al 2% del loro Pil.

Dopo aver preso il potere, Trump ha definito la Nato un’organizzazione obsoleta che ha comportato costi significativi per gli Stati Uniti e ha affermato che non avrebbe sostenuto l’alleanza. Inoltre, gli Stati Uniti, in linea con l’approccio unilaterale di Trump, non considerano alcun ruolo o importanza per i suoi alleati europei in importanti decisioni di sicurezza e militari da parte dell’ente internazionale. Molti membri hanno criticato l’atteggiamento di Trump nei confronti dell’alleanza.

La Nato si formò nel 1949, poco dopo l’Unione Sovietica testò la sua prima bomba atomica. All’inizio, 12 Paesi aderirono tra cui Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Gran Bretagna e Stati Uniti. Il numero di Paesi che hanno aderito è gradualmente aumentato a 29.  

Controversie nella Nato

Un crollo dell’alleanza militare Usa-Europa, l’intensificarsi delle controversie tra i membri della Nato in merito alla recente offensiva turca in Siria e l’acquisto del sistema missilistico russo S-400 da parte del presidente Recep Tayyip Erdogan, che rivaleggia con il sistema militare americano-europeo, sono i fattori che hanno causato il caos attuale e possono accelerare la frammentazione proprio come il Patto di Varsavia.

La crisi all’interno della Nato è diretta verso una maggiore intensificazione e il suo crollo sembra quasi definitivo. Una delle migliori prove in tal senso è l’unione di due membri alla coalizione marittima che gli Stati Uniti hanno formato per “garantire la navigazione sicura nel Golfo Persico“.

di Yahya Sorbello

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