Ago 05, 2020 22:43 Europe/Rome
  • I razzisti pensano di parlare a nome di tutta la popolazione

Una foto scioccante scattata a Zurigo circola da alcuni giorni su WhatsApp e sui social network. L'immagine mostra una persona seduta in un tram VBZ (Verkehrsbetriebe der Stadt Zürich) con un cappuccio bianco appuntito che ricorda quelli del Ku Klux Klan, un’organizzazione statunitense di estrema destra.

«Bluewin» non vuole diffondere l’immagine in quest’articolo. Anche se i VBZ sono al corrente del caso, l’uomo o la donna incappucciato/a non è stato oggetto di alcun controllo, spiega la portavoce Elina Fleischmann, intervistata sull’argomento. «In caso contrario, il personale delle VBZ non avrebbe accettato che proseguisse il tragitto, dato che questa mise è chiaramente razzista.» O la persona avrebbe dovuto togliersi il cappuccio e mettere una mascherina al suo posto, o sarebbe stata invitata a scendere dal tram. Non insultare, ma parlare chiaramente Rimane una domanda: come possono reagire i cittadini comuni davanti a persone che mostrano propositi razzisti o commettono atti razzisti in luoghi pubblici? Se ciò ci disturba, conviene rivolgersi alla persona in questione, stima Giorgio Andreoli. Giorgio Andreoli dirige Insieme contro la violenza e il razzismo (gggfon), un centro informativo gestito da più di 40 comuni bernesi e dal canton di Berna, che propone in particolare dei corsi dedicati al coraggio civico. Tuttavia, come spiega, è importante non mettersi in pericolo, e pianificare con cura il proprio intervento. La persona che interviene deve sapere in anticipo ciò che intende ottenere manifestando la sua obiezione, consiglia Andreoli. «È abbastanza difficile far cambiare improvvisamente il comportamento dell’individuo.» Ma il semplice messaggio «Non sono d’accordo» è un segnale importante, spiega. «Spesso, le persone che hanno propositi razzisti pensano di parlare a nome di tutta la popolazione.» Possiamo dunque mostrare che non è il caso, aggiunge. Non fare i poliziotti Se questa situazione avviene in un tram, per esempio, si può cominciare cercando degli alleati, spiega Giorgio Andreoli. «Ci si può consultare brevemente: "Anche voi trovate che sia inappropriato?"» In seguito si potrebbe chiedere all’individuo incappucciato di spiegare il suo atto. È importante far attenzione a non insultare e a non alzare la voce, a mantenere le distanze e a parlare in prima persona: «Trovo che non sia appropriato.» Se nasce una conversazione, si possono anche spiegare i motivi. Se l’interlocutore reagisce in maniera aggressiva, basta ritirarsi e segnalare eventualmente i fatti. In un tram, per esempio, è possibile indirizzarsi al conducente o informare a posteriori un punto di contatto, come il centro gggfon. «In ogni caso non bisogna mai atteggiarsi a poliziotti, chiedendogli per esempio le sue generalità», consiglia Giorgio Andreoli. La polizia opterebbe per un controllo La polizia municipale di Zurigo non ha ricevuto alcuna segnalazione né alcuna denuncia circa l’incidente. Salire su di un mezzo pubblico con questa mise costituisce un’infrazione penale? Se venisse chiamata la polizia, la situazione verrebbe valutata sul posto, riporta la portavoce della polizia di Zurigo Judith Hödl, intervistata su questo tema. Verrebbero analizzati in particolare il contesto, le motivazioni e il carattere reprensibile del comportamento dell’individuo. Anche quest’ultimo sarebbe sottoposto a un controllo. «Seguendo il caso, potrebbe poi essere indirizzato un rapporto alle autorità competenti, che deciderebbero allora se si tratta di un comportamento reprensibile.» Non si conosce il contesto dell’atto di cattivo gusto avvenuto sul tram. Possono comunque essere formulate alcune ipotesi fondate: poiché circola sui social network un'unica foto della scena, la persona potrebbe aver indossato il suo cappuccio del KKK soltanto per qualche istante. Se l’avesse indossato più a lungo, più passanti avrebbero certamente estratto il loro cellulare e scattato delle foto. E dato che non c’era nessun altro sul convoglio del tram, la persona non sembrava cercare un confronto. L’individuo è forse passato all'azione unicamente per il tempo della foto. Nessun commento del SRC riguardo il KKK Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) non vuole pronunciarsi sull'effettiva operatività di un ramo del Ku Klux Klan in Svizzera. Intervistato a tal proposito, il servizio non ha voluto formulare commenti «su gruppi o organizzazioni individuali o sulla loro attività operativa». Tuttavia, il SIC ha recentemente constatato «un aumento significativo del numero di eventi legati all'estremismo di destra», come indica l’ultimo rapporto annuale, relativo all'anno 2018. «Gli ambienti di estrema destra sono in mutamento». Il Ku Klux Klan è stato fondato nel 1865 nel Tennessee, nel sud degli Stati Uniti. I partigiani dell’organizzazione segreta, che si sono battuti contro l’abolizione della schiavitù e per l’oppressione dei neri, si sono fatti conoscere per numerosi linciaggi contro persone di colore. Un precedente al carnevale di Svitto In Svizzera, l’organizzazione razzista aveva ultimamente fatto parlare di sé in occasione del carnevale di Svitto dell’anno scorso, durante il quale dodici uomini si erano travestiti da membri del Ku Klux Klan. Il tribunale di Innerschwyz ha dovuto esaminare la questione e ha concluso che gli individui non erano colpevoli di discriminazione razziale. Infatti, non avevano cercato di avvicinare altre persone alla causa razzista del KKK. Tuttavia, i limiti della libertà di espressione erano stati superati, secondo quanto ha indicato il tribunale. Gli uomini sono stati condannati a pagare delle multe per «attacco al buoncostume» oltre alle spese procedurali. Lo specialista di sette Georg Otto Schmid aveva allora criticato la sanzione al microfono di Radio Top, giudicandola troppo clemente.

 

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