Nov 24, 2020 18:58 Europe/Rome
  • La Cina lancia una missione sulla Luna

(Pars Today Italian) –– La Cina ha lanciato la missione lunare Chang’e 5, dal nome di una figura leggendaria cinese legata alla Luna, il 24 novembre, con lo scopo di raccogliere materiale roccioso e detriti dalla superficie lunare.

I quattro moduli della Chang’e 5 sono stati lanciati alle 04:30, ora locale, sul razzo Lunga Marcia-5Y, dalla stazione di lancio di Wenchang, situata nella costa meridionale della provincia cinese di Hainan, nel Sud della Cina. Poco dopo il lancio, la navicella spaziale si è separata dal missile per entrare nell’orbita di trasferimento Terra-Luna. Solitamente, alle navicelle spaziali lanciate dalla Terra servono tre giorni per raggiungere la Luna. Una volta atterrata, la missione dovrà eseguire perforazioni di 2 metri sulla superficie lunare e raccogliere 2kg di rocce e altri detriti da riportare sulla Terra. La Chang’e 5 resterà sulla Luna per un giorno lunare, ovvero per 14 giorni terrestri, ma non oltre, poiché non dispone di unità di riscaldamento radioisotope che gli consentirebbero di resistere alle rigide temperature lunari che possono raggiungere anche i -257 gradi Celsius. Il vice direttore del centro per l’esplorazione lunare e l’ingegneria spaziale della Chinese National Space Administration nonché portavoce della missione, Pei Zhaoyu, ha affermato che Chang’e 5 rappresenterà cinque “prime volte” per la Cina per quanto riguarda la raccolta di oggetti extra-terrestri, il loro decollo, la realizzazione di un Lunar orbit rendezvous e atterraggio, il rientro ad alta velocità sulla Terra riportando materiale e la conservazione, analisi e ricerca dei materiali. Il progetto di esplorazione lunare della Cina, iniziato nel 2004, fa parte delle iniziative previste dal Piano a medio e lungo termine nazionale per lo sviluppo scientifico e tecnologico 2006-2020. In totale sono state 5 le missioni Chang’e inviate dalla Cina sulla Luna. Se conclusa con successo, Chang’e 5 potrebbe essere la prima missione di tale tipo lanciata negli ultimi 40 anni, nonché un’opportunità per avere una comprensione più approfondita della Luna e del Sistema solare, in quanto si tratterebbe dei primi campioni lunari acquisiti di recente, dopo le missioni statunitensi e russe degli anni Sessanta e Settanta. Secondo alcuni osservatori citati da The Diplomat, la missione potrebbe inoltre aprire la strada a missioni cinesi per prelevare campioni da Marte o per una missione lunare con equipaggio. Secondo un esperto dello U.S. Naval War College, Joan Johnson-Freese, la complessità tecnica di Chang’e 5 è notevole e ha fatto sì che la Cina abbia dimostrato di essere in grado di sviluppare e condurre programmi ad alta tecnologia che sono importanti sia per la sua influenza regionale, sia per possibili partenariati globali. Oltre a questo, secondo un astronomo dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, Jonathan McDowell, il progetto di prelevare campioni è particolarmente significativo e potrebbe porre un esempio a cui riferirsi per altri Paesi che vogliano, ad esempio, compiere missioni simili di prelievo materiale da asteroidi o da Marte. McDowell ha poi sottolineato che, nonostante la complessità di un atterraggio lunare, non si tratta della prima volta in cui la Cina è arrivata sulla Luna, in quanto già le missioni Chang’e 3 e Chang’e 4 avevano raggiunto la superficie lunare. Inoltre, nel 2014 era stata eseguita una prova della Chang’e 5 che era atterrata sulla Luna con successo per poi navigare indietro verso la Terra, rientrare e far atterrare la capsula della missione. A questo punto, la Cina ha il compito di dimostrare di essere in grado di raccogliere campioni e ripartire , a tale riguardo, McDowell si è detto ottimista. La missione lanciata il 24 novembre è tra le più ambiziose avviate da Pechino, da quando ha inviato il suo primo astronauta sullo spazio nel 2003, attestandosi al terzo posto al mondo dopo USA e Russia per aver inviato un uomo sullo spazio. La Cina sta potenziando le proprie ambizioni spaziali, tant’è vero che, lo scorso 23 luglio, ha avviato la sua prima missione indipendente verso Marte, lanciando la sonda Tianwen-1 che esplorerà il pianeta per oltre tre mesi, una volta che lo avrà raggiunto nel mese di Febbraio 2021. Con tale missione, ancora una volta, la Cina si è unita al podio delle prime tre nazioni che hanno inviato una missione indipendente su Marte, dopo Russia e USA. Dal punto di vista della cooperazione, nel tempo, la Cina ha collaborato con più Paesi e istituzioni per compiere le proprie missioni spaziali. Rispetto alla Chang’e 5 la European Space Agency provvederà a fornire alla Cina importanti informazioni della stazione di terra alla Chang’e5. Per quanto riguarda gli USA, al momento, le leggi statunitensi proibiscono gran parte delle collaborazioni con la NASA, escludendo, tra le altre cose, la Cina dalla possibilità di essere uno tra i partner della Stazione Spaziale Internazionale. A tal proposito, il divieto ha spinto Pechino ad impegnarsi per lavorare alla propria stazione spaziale e lanciare programmi autonomi che hanno avviato altresì una competizione con altri Paesi asiatici, primi fra tutti India e Giappone.

 

 

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