Gen 21, 2021 18:24 Europe/Rome
  • Francia-Algeria: Macron non si scusa sul colonialismo

(Pars Today Italian) –– L’ufficio del presidente francese ha chiarito che non ci saranno “scuse ufficiali” ma che Macron ha intenzione di compiere “atti simbolici” come riconoscimento della realtà storica della colonizzazione in Algeria.

Dopo aver ricevuto, giovedì 21 gennaio, un rapporto di 150 pagine, commissionato nel luglio 2019, sulla Guerra d’Indipendenza algerina, in cui si analizzano le atrocità commesse da entrambe le parti, tra 1954 e 1962, la Presidenza francese ha dichiarato che Macron si sarebbe rifiutato di scusarsi per quello che è successo durante i 132 anni di dominio francese in Algeria, iniziati nel 1830. Tuttavia, il presidente ha dichiarato che opterà per atti simbolici in segno di riconciliazione. L’Algeria festeggerà i sessant’anni di indipendenza dalla Francia nel 2022. La libertà del Paese dal colonialismo è stata conquistata dopo un grande spargimento di sangue, con le forze coloniali che hanno massacrato centinaia di migliaia di civili e il Fronte di Liberazione Nazionale algerino (FLN) che ha compiuto vaste uccisioni di civili e combattenti francesi nonché di algerini filo-francesi. Il rapporto tra la Francia e l’Algeria, dopo 60 anni, è ancora teso per questi motivi. “Riconciliare tutte le memorie e riconoscerle pienamente” è l’obiettivo di Macron, che ha comunque sottolineato che “non è proprio il caso di scusarsi”. Tra i gesti simbolici per favorire il riavvicinamento tra i due Paesi, il presidente francese ha proposto di fissare tre giornate di commemorazioni, da lui presiedute. Si tratta della giornata nazionale degli Harkis, il 25 settembre 2021, di una cerimonia per ricordare gli “eventi” del 1961, prevista per il 17 ottobre, e della celebrazione del 60esimo anniversario della firma degli accordi di Evian, il 19 marzo 2022, un mese prima delle presidenziali francesi. Per migliorare i rapporti tra Francia e Algeria, nel luglio 2019, Macron aveva chiesto allo storico algerino Benjamin Stora di produrre un rapporto che valutasse “i progressi compiuti dalla Francia sulla memoria della colonizzazione algerina e della Guerra d’Indipendenza d’Algeria”. Dopo aver ricevuto il rapporto completo, l’ufficio di Macron ha affermato che non ci saranno “scuse”, ma ha sottolineato che la Francia “proseguirà e amplierà” l’apertura dei suoi archivi sulla guerra mentre sono in corso i lavori per consentire il rilascio di documenti segreti classificati. Durante una visita nel Paese nordafricano, nel 2017, Macron aveva criticato la colonizzazione dell’Algeria da parte della sua nazione, definendola “un crimine contro la civiltà”.”É qualcosa di davvero barbaro e fa parte di un passato che dobbiamo affrontare chiedendo scusa a coloro contro i quali abbiamo commesso questi atti”. Tuttavia, il presidente aveva anche aggiunto: “Allo stesso tempo, non dobbiamo spazzare via questo passato […]. C’è una frase calzante che si dice a proposito: ‘La Francia ha stabilito i diritti umani in Algeria. Si è semplicemente dimenticata di rispettarli'”. Nel 2018, Macron ha anche riconosciuto la responsabilità dello Stato francese per la morte di un dissidente in Algeria, nel 1957, ammettendo per la prima volta l’uso sistematico della tortura da parte dei militari durante la guerra. Secondo quanto riportato dal quotidiano The New Arab, in merito a questa vicenda, la storica Christelle Taraud ha affermato che è necessario un maggiore riconoscimento da parte della Francia della realtà del suo passato coloniale e che questo sta causando una crisi d’identità nel Paese. “Per essere un popolo unito, è necessario ‘scrivere un nuovo passato’. È come se avessimo due France: una nel continente, con nuovi simboli, nuovi diritti, e un’altra in un altro mondo, oltreoceano, con principi, regole e diritti assolutamente diversi. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda l’Algeria francese”. Tra le raccomandazioni formulate da Stora, l’autore del rapporto commissionato da Macron, vi sono l’istituzione di una commissione chiamata “Memories and Truth”, la produzione di materiale sugli algerini “scomparsi” e “più lezioni a scuola dedicate alla colonizzazione francese dell’Algeria, durante le classi di storia”. Secondo un comunicato ufficiale dell’Eliseo, la richiesta di approfondimento sul passato coloniale francese in Algeria è stata voluta dal presidente per uscire dalla dinamica “oscillata per 60 anni tra diniego e non detto” ma anche perché “la verità si costruisce compiendo atti”.

 

 

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