Gen 22, 2021 09:38 Europe/Rome
  • Gennaio nero dell' Azerbaigian + FOTO

BAKU - Il Gennaio nero, anche noto come Sabato nero o Massacro di gennaio, fu una violenta repressione a Baku in Azerbaigian il 19-20 gennaio 1990, in base ad uno stato di emergenza durante la dissoluzione dell'Unione sovietica.

Il Segretario generale del partito comunista sovietico Mikhail Gorbaciov e il ministro della Difesa Dmitrij Jazov avevano affermato che la legge marziale era necessaria per fermare la violenza contro la popolazione armena e per contrastare gli sforzi del movimento per l'indipendenza azera volto a rovesciare il governo sovietico azerbaigiano.

Secondo le stime ufficiali tra 133 e 137 i civili morirono, 800 persone sono rimaste ferite e 5 persone sono scomparse. Tuttavia il numero non ufficiale delle vittime sale a 300 morti. Più tardi, nel 1995, Gorbaciov ha chiesto scusa all'Azerbaigian affermando: "La dichiarazione dello stato di emergenza a Baku è stato il più grande errore della mia carriera politica".

In una risoluzione del 22 gennaio 1990, il Soviet Supremo dell'Azerbaijan SSR ha dichiarato che il decreto del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS del 19 gennaio, utilizzato per imporre lo stato di emergenza a Baku e il dispiegamento militare, costituiva un atto di aggressione. Il Gennaio Nero è visto come la rinascita della Repubblica dell'Azerbaigian.

 

 

 

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