Gen 23, 2021 11:58 Europe/Rome
  • La credibilità di una democrazia in agonia

Dopo l'iniziale euforia per la vittoria di Joe Biden su Donald Trump nelle elezioni presidenziali del 2020 negli Stati Uniti, gli europei hanno visto la politica americana cadere in una violenza antidemocratica.

Recenti ricerche hanno rivelato che può volerci molto tempo per ripristinare la fiducia nelle relazioni transatlantiche.

L'odio e il disprezzo della democrazia per la democrazia non scompariranno con la partenza di Trump. Milioni di sostenitori di Trump in tutto il paese avranno la convinzione sbagliata che le elezioni siano state rubate. Trump ha ferito profondamente la società americana e ha lasciato l'Europa con un costante senso di nervosismo e preoccupazione per il futuro del suo alleato di lunga data. Stessa cosa riguardo le Relazioni Internazionali con paesi come Cina, Iran, Cuba, Siria, Venezuela nonché Russia. Trump è riuscito a sanzionare o a irrigidire precedenti sanzioni fino all’ultimo giorno nella Casa Bianca.

Molto è cambiato dall'inizio di dicembre, quando la Commissione Europea ha pubblicato un documento che definisce la sua visione di una rinnovata cooperazione tra UE e USA. "Con un cambiamento nell'amministrazione degli Stati Uniti, un'Europa più fiduciosa e la necessità di plasmare un mondo post-corona", i leader dell'UE hanno visto "un'opportunità unica per scrivere una nuova agenda transatlantica per la cooperazione globale". Le speranze erano alte. Biden e il suo impressionante gruppo di consulenti hanno chiarito che si rivolgeranno ad amici e alleati per affrontare sfide globali urgenti come il cambiamento climatico, le minacce alla salute pubblica.

Togliendo ciò che riguarda il cambiamento climatico, la cooperazione con la UE nonché la sfida del Covid 19, quella che sarà la politica estera statunitense cambierà di poco. Ciò vuol dire che gli USA continueranno la politica delle sanzioni e della guerra. Tutto questo a scapito di paesi come Yemen, Palestina, Siria, Libia, Iraq, Venezuela nonché la guerra ibrida con l’Iran, Russia e Cina.

Anche se Biden prometteva a Teheran di tornare ai negoziati rimane un arduo processo da conseguire. Questo vuol dire scontentare Israele che rimane attivo nella guerra ibrida contro l’Iran in Siria. Per quanto riguarda la Siria le politiche statunitensi non cambieranno di molto. Biden è pronto ad aumentare la presenza statunitense nel territorio occupato dalle sue truppe nel paese. Trump aggiungeva lo Houti tra le organizzazioni terroristiche prima di cedere il posto a Biden. Gli USA appoggiano l’Arabia saudita nella guerra contro gli houti. Ciò vuol dire vendere più armi e comprare petrolio a basso costo.

Con ciò che è successo a Washington pone delle nuove prerogative sulla politica interna statunitense. La scena politica statunitense è precipitata in una totale disfunzione. Le istituzioni democratiche americane hanno resistito agli attacchi come nessun altro visto in un contesto di guerra civile. L’irruzione del Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio - trasmesso in diretta a un mondo inebetito - non sarà mai dimenticato.

Questo conferma la fragilità di un sistema corrotto che si basa sulle guerre e i colpi di stato. Si può affermare che le politiche statunitensi verso paesi che hanno finanziato e supportato le rivoluzioni colorate, abbia anche esso provato cosa vuol dire tutto ciò. Una politica estera aggressiva che ritorna indietro come un boomerang.

di Olsi Krutani

 

 

Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
VK: Redazione-Italiana Irib
E il sito: Urmedium

 

 

 

Tag