Gen 24, 2021 18:30 Europe/Rome
  • Brasile, Bolsonaro complice della diffusione Coronavirus

RIO DE JANEIRO - Il presidente Jair Bolsonaro avrebbe intenzionalmente contribuito alla diffusione del Covid-19.

E’ questa la nuova grave accusa lanciata da uno studio.

L’autore dello studio è il Centro di ricerca e studi dell’Università di San Paolo e Conectas Human Rights. Si tratta di una delle più importanti e autorevoli organizzazioni in America Latina. Quest’ultima accuserebbe il leader brasiliano per non avere progettato e messo in pratica un vero e proprio piano antiepidemico.

“I risultati fanno capire che il governo ha diffuso scientemente il virus nel territorio nazionale con l’obiettivo di riprendere l’attività economica il prima possibile e a qualsiasi prezzo“, si legge. Tutto ciò è stato riportato in un’edizione straordinaria della newsletter Rights in the pandemic.

A tale ricerca hanno partecipato personalità provenienti da diversi settori. Si trova il nome di Deisy Ventura, avvocato estremamente influente e affermato in Brasile. Il suo focus è stato la relazione tra pandemie e diritto internazionale. Poi abbiamo anche Fernando Aith, professore del Dipartimento politica, gestione e salute della Facoltà di sanità pubblica dell’USP. A loro si sono aggiunti anche Rossana Rocha Reis, professore presso il Dipartimento di Scienze Politiche e dell’Istituto di Relazioni internazionali dell’USP e Camila Lissa Asano, coordinatrice del programma perConectas Human Right.

Lo studio ha preso in esame tre fasce di tempo all’interno del periodo che va damarzo 2020 al 16 di gennaio. Sono state analizzate le nuove norme attuate dal governo federale e municipali. Inoltre, è stata rilevata tutta la propaganda che mirava a denigrare la serietà del Covid ossia, il “discorso politico che diffonde notizie false e informazioni tecniche e non scientificamente provate”.

Per ricavare tutto ciò, i ricercatori hanno adoperato Google. Attraverso di esso hanno reperito ogni rillevante contenuto social, video e news. Quello che poi è stato inserito nella pubblicazione sono stati i risultati e i dati più importanti.

Le loro conclusioni sono state a dir poco preoccupanti. Ecco, infatti, cosa si legge: “La maggior parte dei decessi poteva essere prevenuta con una strategia di contenimento delle e costituisce una violazione senza precedenti del diritto alla vita e del diritto alla salute“.

Nello studio, inoltre, si è prestata particolare attenzione alla questione delle minoranze. Minoranze che la politica di Bolsonaro ha, se non dimenticato, addirittura danneggiato.

“Alle popolazioni indigene nega anche l’acqua potabile. Ma in generale i lavoratori non hanno potuto munirsi di protezioni per proteggersi dal Covid e isolarsi. Gli operatori sanitari disabili a seguito delle loro azioni per contenere la pandemia non possono accedere a un risarcimento economico. Si incoraggia quindi l’omissione“.

Secondo sempre lo stesso report, il governonon utilizzerebbe le risorsespecificatamente raccolte per fronteggiare il Coivid. Facendo ciò, comprometterebbe la capacità della sanità pubblica statale e municipale di affrontare l’emergenza. Oltre a ciò, si scontrerebbe attivamente contro i governatori e i sindaci che invece constatano la serietà della pandemia e che tentano di attivare azioni di contrasto.

Nello studio è stato dichiarato che non si è in grado di calcolare quante persone avrebbero potuto essere salvate con l’attuazione di corrette misure. Tuttavia, “molte persone avrebbero ancora le loro madri, padri, fratelli e figli se ci fosse stato un progetto istituzionale“.

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