Apr 07, 2021 22:29 Europe/Rome
  • Covid, Oms: 120 milioni di persone finite in povertà estrema

Il Covid-19 ha aumentato le disuguaglianze in materia di salute all'interno e tra i paesi. Si stima, infatti, che l'anno scorso la pandemia abbia portato in povertà estrema tra i 119 ei 124 milioni di persone in più.

Per la Giornata mondiale della salute, il 7 aprile 2021, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lancia quindi cinque azioni urgenti per un mondo più sano e più giusto. A partire dalla necessità di «Accelerare l'accesso equo alle tecnologie Covid-19», rendendo disponibili e a tutti coloro che ne hanno bisogno vaccini sicuri ed efficaci, ma anche l'ossigeno medico mascherine, test diagnostici e medicinali. La seconda azione urgente è quella di «Investire nell'assistenza sanitaria di base»: i governi dovrebbero raggiungere l'obiettivo raccomandato dall'Oms di spendere un ulteriore 1% del Pil a questo scopo e ridurre il deficit globale di 18 milioni di operatori sanitari. Visto che in molti paesi, gli impatti socioeconomici della pandemia hanno superato l'impatto sulla salute pubblica del virus, la terza azione è «dare priorità alla salute e alla protezione sociale»: alcuni paesi hanno già messo in atto programmi di protezione sociale ma molti affrontano delle difficoltà a farlo. La quarta azione è «Costruire quartieri sicuri, sani e inclusivi» e per capirne la necessità basti pensare che l'80% della popolazione mondiale che vive in condizioni di estrema povertà vive nelle zone rurali. Infine, l'Oms chiede di «Rafforzare i dati e i sistemi di informazione sanitaria», come chiave per capire dove esistono le disuguaglianze e affrontarle. Il monitoraggio della disuguaglianza sanitaria dovrebbe essere parte integrante di tutti i sistemi informativi sanitari nazionali. «La pandemia Covid-19 ha prosperato tra le disuguaglianze nelle nostre società e le lacune nei nostri sistemi sanitari», afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ma «ora è il momento di investire nella salute come motore di sviluppo».

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