Apr 08, 2021 18:03 Europe/Rome
  • Russia-Armenia: vertice su Nagorno-Karabakh

MOSCA (Pars Today Italian) –– Il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, si è recato, mercoledì 7 aprile, a Mosca, per discutere con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, della questione dei prigionieri di guerra del conflitto in Nagorno-Karabakh.

Durante il vertice, Pashinyan ha sottolineato che la presenza di “peacekeepers” russi sul territorio del Nagorno-Karabakh garantisce stabilità e sicurezza. Tuttavia, il primo ministro armeno ha posto l’accento sul problema irrisolto dei cittadini detenuti in Azerbaijan. L’armistizio Baku-Erevan del 9 novembre 2020, ha ricordato Pashinyan, prevede che tutti i prigionieri di guerra, gli ostaggi e i detenuti siano rimpatriati, azione che non è ancora avvenuta. Il premier armeno si è detto preoccupato e ha invitato Putin a intervenire perché il ruolo della Russia è di estrema importanza. Anche Mosca ha preso parte alla sottoscrizione del suddetto trattato di pace. I due rappresentanti hanno concordato sul fatto che un’altra priorità è ripristinare, quanto prima, gli accordi economici e infrastrutturali, così come l’apertura delle vie di comunicazione nella Repubblica dell’Artsakh, anche nota come Nagorno-Karabakh. In questo modo, l’economia potrà dare impulso alle decisioni politiche. Nel contesto del commercio bilaterale, il presidente russo ha ribadito quanto Mosca sia vitale per l’economia di Erevan. Con una quota pari al 40% del commercio estero armeno, la Russia è la principale investitrice nel Paese. Facendo notare che, nel 2020, a causa della crisi pandemica, lo scambio bilaterale ha subito un calo, Putin ha affermato che i due Paesi dovranno impegnarsi in modo congiunto per far ripartire lo scambio. Pashinyan ha concordato con il collega russo. Secondo dati del Servizio Doganale Federale della Russia, il fatturato commerciale tra i due Paesi, nel 2020, è ammontato a oltre 2,3 miliardi di dollari, registrando un calo del 9,6% rispetto al 2019. In precedenza, il premier armeno si era recato in Russia l’11 gennaio per prendere parte al vertice trilaterale Mosca-Baku-Erevan. I diplomatici avevano trovato un punto d’incontro per le dispute territoriali legate all’area della Repubblica dell’Artsakh. In tale contesto, è importante ricordare che l’Armenia, dal 2020, sta affrontando una profonda crisi istituzionale, causata dall’escalation del conflitto azero-armeno per la Repubblica dell’Artsakh. Nel novembre scorso, il governo di Erevan aveva invitato Pashinyan a rassegnare le dimissioni in seguito all’accordo di pace, firmato il 9 di quel mese, per il “cessate il fuoco” in Nagorno-Karabakh. L’intesa non è stata accolta né dal popolo, che è sceso in piazza a manifestare, né dal governo armeno e tantomeno dalle forze militari del Paese. La crisi interna si è aggravata quando, il 25 febbraio, il premier armeno ha accusato l’esercito di aver intentato un “colpo di stato”. Di conseguenza, Pashinyan ha richiesto il licenziamento di 40 alti ufficiali, tra cui il capo di stato maggiore, Onik Gasparyan. L’accusa è stata mossa dopo che, giovedì 25 febbraio, l’esercito aveva diffuso un comunicato in cui si invitava il premier a rassegnare le dimissioni a causa delle proteste che continuavano a scuotere il Paese da quando, dopo l’accordo di pace, è stata dichiarata la sconfitta dell’Armenia nella guerra contro l’Azerbaijan. La regione autonoma del Nagorno-Karabakh è contesa da decenni da Erevan e Baku. Gli scontri, scoppiati il 27 settembre 2020, raggiunsero il culmine nel mese di ottobre dello stesso anno. Sulla base del trattato di pace, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni 90, erano stati occupati dalle forze armene. La Repubblica dell’Artsakh ha un’importanza principe perché la sua posizione è strategica per il controllo dei gasdotti e oleodotti che vi transitano e forniscono idrocarburi per il mercato russo e turco. È anche importante ricordare che, sullo sfondo delle rivendicazioni territoriali azero-armene, un ruolo cruciale è da associare agli interessi della Turchia, che ha sostenuto militarmente l’Azerbaijan, e della Russia, alleata dell’Armenia.

 

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