Apr 19, 2021 18:49 Europe/Rome
  • Corea del Nord: crescono le importazioni dalla Cina

(Pars Today Italian) –– Le importazioni della Corea del Nord dalla Cina hanno raggiunto il valore di 12,978 milioni di dollari nel mese di marzo 2021, aumentando notevolmente rispetto ai 3.000 dollari del mese precedente e ai 33.000 dei primi due mesi del 2021.

I dati sono stati resi noti dall’Amministrazione per le dogane della Cina il 19 aprile e hanno evidenziato un ritorno a cifre superiori ai 10 milioni di dollari dopo sei mesi, ovvero dal mese di settembre 2020, quando il dato si era attestato a 18,882 milioni di dollari. In tale periodo, la cifra più bassa è stata rappresentata dai dati relativi a febbraio 2021, quando le importazioni Nord-coreane dalla Cina hanno avuto un valore di 3.000 dollari. Secondo l’agenzia di stampa Sud-coreana Yonhap, i prodotti principalmente importati sono stati fertilizzanti e altri beni necessari per l’agricoltura. In base ai dati, emergerebbe poi che la Corea del Nord abbia costruito una nuova infrastruttura per la sanificazione e la preservazione delle merci a Sinuiju, la seconda città del Paese per popolazione. Nella stazione ferroviaria cinese di Dandong, al confine con la Corea del Nord, infine, sembrerebbe che siano transitati treni merci diretti proprio verso il territorio Nord-coreano. Parallelamente alla crescita delle esportazioni cinesi in Corea del Nord, le importazioni Nord-coreane in Cina si sono attestate a 1,308 milioni di dollari, in calo rispetto agli 1,75 milioni di dollari registrati a febbraio 2021. Dall’inizio della pandemia di coronavirus, la Corea del Nord aveva totalmente chiuso i suoi confini con la Cina, tant’è vero che le importazioni dalla Cina erano passate da 18,685 milioni di dollari a gennaio 2020 a 10,0345 milioni nel mese di febbraio successivo. I dati in ripresa delle importazioni a marzo 2021 mostrerebbero un allentamento delle restrizioni imposte. Secondo quanto affermato da South China Morning Post, i dati delle importazioni cinesi in Corea del Nord sarebbero stati un segnale del progressivo avvicinamento tra le parti di fronte alla crescente pressione statunitense su entrambi. Washington ha citato la Corea del Nord e la Cina insieme a Iran e Russia tra le sue principali sfide di sicurezza nazionale che hanno dimostrato la capacità di promuovere i propri interessi “a scapito di quelli statunitensi”, nonostante la pandemia. A testimonianza di tale convergenza tra Pechino e Pyongyang, nel mese di febbraio, la Corea del Nord ha nominato l’ex ministro per gli Affari Economici Esterni, Ri Ryong-nam, ambasciatore in Cina. Per la Corea del Nord, il Paese confinante rappresenta il suo principale partner commerciale, nonché il suo più stretto alleato economico. Proprio l’ambasciatore Ri Ryong-nam, il 22 marzo scorso, aveva riferito un messaggio del leader di Pyongyang, Kim Jong Un, per il presidente cinese, Xi Jinping, affermando l’intenzione del proprio Paese di rafforzare le relazioni con la Cina così che il loro legame “faccia invidia al mondo” e per portare avanti la causa comune del socialismo con amicizia e unità. La Corea del Nord si era rivolta alla Cina poco dopo aver rifiutato ufficialmente qualsiasi forma di dialogo con gli USA, il precedente 17 marzo. Pyongyang è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

 

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