May 04, 2021 21:56 Europe/Rome
  • Terza guerra mondiale: Biden contro Cina, Pechino cambia strategia su Kim Jong-un

Si riapre il fronte nordcoreano, dopo le parole pronunciate da Joe Biden la settimana scorsa al Congresso, quando ha dichiarato molto chiaramente che è compito della sua amministrazione “affrontare la minaccia rappresentata dal programma nucleare di Pyongyang”.

Parole alle quali la Corea del Nord ha risposto immediatamente tramite un funzionario del ministero degli Esteri, secondo il quale la nuova politica estera americana “costringe ad adottare misure corrispondenti”. Dimenticati quindi i tempi dello storico avvicinamento tra Trump e Kim Jong-un, anche perché di quest’ultimo, come ci ha detto Francesco Sisci, sinologo ed ex corrispondente de La Stampa da Pechino, “da circa un anno non si sanno precisamente le reali condizioni e il reale potere”: “È evidente che la Corea del Nord è tornata sotto l’ala protettiva di Pechino, che la usa come carta da giocare in una partita complessiva, il cui contenuto a noi è sconosciuto”.Biden ha intrapreso un percorso che, nei confronti della Corea del Nord, prende le distanze sia dalla politica di Obama che da quella di Trump verso Pyongyang: perché? Ovviamente non possiamo essere nella sua testa, ma quello che si vede dai suoi comportamenti in politica estera è che Biden sembra aver messo in ordine una strategia precisa. Ha individuato quattro paesi considerati “cattivi”: nell’ordine, la Cina, la Russia, l’Iran e la Corea del Nord. C’è stato anche un tentativo di invitare la Cina a collaborare sulla Nord Corea, però queste aperture non hanno sortito grandi effetti. In questo elenco la Corea del Nord è l’elemento più spinoso.

 

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