May 12, 2021 05:12 Europe/Rome
  • Onu, in 3 mesi uccisi 782 manifestanti in Myanmar, 3.740 detenuti

Negli ultimi tre mesi in Birmania sono stati uccisi 782 manifestanti tra i quali molte donne e bambini, migliaia sono le persone ferite durante manifestazioni pacifiche e 3.740 quelle imprigionate.

Lo rende noto l'Onu che denuncia ''la violenza persistente di cui danno prova le forze di sicurezza dopo il colpo di stato del primo febbraio'' e definisce ''sparizioni forzate'' quelle che riguardano i 3.740 detenuti di cui nessuno conosce la sorte .

La maggior parte di loro, infatti, non è mai comparsa davanti ad un giudice e quelli che sono stati giudicati non hanno avuto diritto a nessuna forma di difesa. Infine i tribunali militari e le corti marziali. ad oggi, hanno già condannato a morte 25 persone.

Secondo quanto riferiscono le Nazioni Unite inoltre sono continui i raid messi a segno dalle forze di sicurezza in case private e uffici. In questa realtà altamente repressiva i vertici militari in aprile hanno spiccato oltre 1500 ordini di arresto per rappresentanti della società civile, sindacalisti, giornalisti e docenti universitari, la maggior parte dei quali ha preferito darsi alla clandestinità. Nelle ultime settimane, inoltre, più di 3 mila funzionari statali di cui il 70% donne, sono stati licenziati o sospesi dal lavoro. Tra loro figurano 990 professori universitari.

''A 100 giorni dal colpo di Stato nel Paese le autorità militari non mostrano di voler attenuare la repressione brutale sugli oppositori'' ha dichiarato il portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i diritti umani, Rupert Colville.''E mentre resta alta la resistenza del movimento di disobbedienza civile e degli oppositori al regime'' l'Onu registra un uso inutile quanto sproporzionato della forza per reprimere le manifestazioni pacifiche.

''È importante dunque che la comunità internazionale si deve impegnare per impedire che la situazione dei diritti umani in Birmania precipiti'' ha concluso Colville.(swissinfo.ch)

 

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