Set 19, 2021 11:48 Europe/Rome
  • Cina dal vertice SCO appello alla cooperazione per Afghanistan

Pechino - Il caotico ritiro delle truppe di Usa e Nato ha aperto una nuova pagina nella storia dell''Afghanistan.

Il paese affronta ancora molte sfide temibili e ha bisogno del supporto e dell'assistenza della comunità internazionale, in particolare delle nazioni della nostra regione. A commentare la complessa situazione afghana è il presidente cinese Xi Jinping, al termine del 21° vertice del Consiglio dei capi di Stato dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), svoltosi interamente in videoconferenza, sotto la presidenza di turno tagika.

Fondata nel giugno 2001, la SCO è nata allo scopo di coordinare le politiche di sicurezza nelle aree transfrontaliere, in particolare all'interno della regione dell'Asia Centrale dove, negli anni Novanta, la destabilizzazione politica successiva al crollo dell'Unione Sovietica aveva lasciato emergere numerosi archi di crisi, scatenando conflitti interetnici e favorendo organizzazioni criminali dedite al terrorismo e al traffico internazionale di armi e droga.

L'Afghanistan era entrato nell'organizzazione come Paese osservatore già nel 2012, durante la presidenza Karzai. Il successore, Ashraf Ghani, aveva poi assunto la missione di intensificare il coordinamento con l'organizzazione nel quadro del Gruppo di Contatto SCO-Afghanistan, inizialmente creato nel 2005, sospeso nel 2009 ed infine riattivato nel 2017 sulla base del protocollo anti-terrorismo firmato da Kabul con la Struttura Regionale Anti-Terrorismo dell'organizzazione. Proprio durante il vertice di Astana (oggi Nur-Sultan) di quattro anni fa, l'ormai ex presidente, oggi rifugiato negli Emirati Arabi, aveva indicato come la costruzione di un percorso per connettere i Paesi membri e quelli osservatori della SCO fosse un «passo fondamentale da compiere», ribadendo l'importanza della posizione geografica dell'Afghanistan, collocato «nel cuore dell'Asia» con una funzione di «corridoio regionale».

La caotica operazione di ritiro delle truppe USA e NATO, sullo sfondo del fallimento politico nel processo di democratizzazione del Paese, e l'immediato ritorno dei Talebani al potere ha messo nuovamente tutto in discussione. La fase di formazione e stabilizzazione del nuovo governo richiederà ancora diverse settimane, lasciando sul tavolo numerose incognite, a partire dagli equilibri interni alla leadership transitoria del Paese dove, secondo le indiscrezioni della stampa straniera, sarebbe in atto uno scontro tra il Mullah Abdul Ghani Baradar, legato alla shura di Quetta, e i capi della rete Haqqani, legati alla shura di Peshawar.

«Noi Paesi membri della SCO dobbiamo intensificare il coordinamento, avvalerci pienamente di piattaforme come il Gruppo di Contatto SCO-Afghanistan e facilitare una transizione morbida in Afghanistan», ha osservato Xi durante il vertice di ieri, sottolineando la necessità di incoraggiare Kabul a «mettere in pratica un'architettura politica ad ampio raggio ed inclusiva, adottare una politica interna ed una politica estera prudenti e moderate, combattere risolutamente tutte le forme di terrorismo, vivere in amicizia con i suoi vicini ed incamminarsi per davvero su un sentiero di pace, stabilità e sviluppo».

 

 

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